Locatelli e Ciciliano a Caivano per la riqualificazione dei centri sportivi’.18 arresti per corruzione negli appalti, coinvolta l’amministrazione comunale

“A Caivano si lavora per la riqualificazione delle opere pubbliche, ma la sfida è la riqualificazione sociale della collettività, con una nuova considerazione della dignità umana. Ho parlato con tante famiglie, si sentono cittadini di serie B e non può accettare in un paese civile”. Così il Commissario straordinario per la riqualificazione di Caivano, Fabio Ciciliano, dopo il sopralluogo con il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli. I cittadini devono avere la possibilità di muoversi in modo autonomo, di sentirsi assistiti, abbracciati, coccolati dallo Stato, ha concluso Ciciliano.

Costretti a pagare la tangente alla camorra per portare a termine i lavori ottenuti in appalto dal Comune ma al tempo stesso complici di un sistema corruttivo, con radici in alcuni uffici del palazzo municipale, che pilotava l’assegnazione degli appalti e assicurava ai grandi burattinai, politici e tecnici, laute mazzette. Nell’inchiesta appalti e camorra che lo scorso 10 ottobre ha fatto irruzione nelle stanze del Comune di Caivano trovano posto anche gli imprenditori edili, figure di mezzo di una pericolosa triangolazione affaristica che ha visto politici e malavitosi muoversi come un corpo solo. E’ la novità degli arresti che si sono registrati a Caivano, prosecuzione dell’indagine che 21 giorni fa era sfociata in 9 decreti di fermo. Le ordinanze di custodia cautelare, firmate dal giudice per le indagini preliminari Federica De Bellis del Tribunale di Napoli e notificate dai carabinieri del Nucleo investigavo della compagnia di Castello di Cisterna, sono 18, di cui 12 in carcere e sei ai domiciliari. Nove destinatari sono già “noti” e sono cioè i politici, i tecnici e i camorristi colpiti dal decreto di fermo spiccato a inizio mese: dopo le convalide dei fermi che si sono svolte dinanzi a gip non competenti, gli atti sono stati trasmessi a Napoli per la ratifica dei provvedimenti e con la ratifica si è esteso pure il numero degli indagati.

Di interesse è l’ingresso tra gli arrestati del boss Antonio Angelino, che muove gli affari illeciti a Caivano dall’uscita di scena, per via della carcerazione, degli esponenti di vertici degli storici clan Ciccarelli e Sautto: per il malavitoso è stato disposto il carcere. Gli arresti domiciliari, invece, sono stati stabiliti per sei imprenditori che per ottenere importanti appalti hanno supinamente accettato di corrispondere una tangente a chi, all’interno del Comune, brigava per favorirli e ai camorristi che altrimenti avrebbero bloccato i cantieri. Un doppio “pizzo”, una doppia “tagliola”, che gli indagati hanno accettato «per il proprio tornaconto» «in un clima di omertà che permea l’intera vicenda di cui tutti palesemente si giovano», e che hanno scaricato, in termini di costo, sulla collettività e sullo Stato: il peso delle richieste estorsive e delle tangenti versate agli amministratori, «veniva inevitabilmente compensato – ha scritto il gip – dalla scadenza dei materiali adoperati o da un rigonfiamento ad hoc dei prezzi degli appalti».

A gettare luce su questo intreccio criminale sono state le intercettazioni, centinaia e centinaia di conversazioni che hanno consentito di ricostruire la criminale gestione degli appalti pubblici durante gli anni dell’ultima amministrazione comunale, quella guidata dal sindaco Enzo Falco (sostenuto dal Pd e da una coalizione di centrosinistra) e caduta ad agosto per via delle dimissioni di 13 consiglieri comunali su 24. E dai dialoghi emerge in maniera nitida come l’assessore Carmine Peluso, il consigliere comunale Giovanbattista Alibrico e il dirigente Vincenzo Zampella abbiano avuto un ruolo centrale in questa triangolazione. Sì, perché non solo dirottavano le gare d’appalto, ma si ponevano pure come intermediari delle richieste estorsive della camorra: una condotta spregevole, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare, che ha dimostrato come essi «abdicavano alla funzione pubblica per la quale venivano stipendiati» per operare «nell’esclusivo interesse del clan camorristico». «Quelli hanno chiamato un’altra volta… questi vi fanno male… facci una bella busta e dagliela e togliamo un altro bordello di mezzo», dissero Peluso e Alibrico agli imprenditori di una ditta assegnataria di un appalto da 120mila euro relativo alla realizzazione e il rifacimento dei marciapiedi a Caivano. L’esortazione di Peluso e Alibrico aveva seguito la visita al cantiere di due delegati del boss che avevano imposto lo stop dei lavori; la richiesta di ‘pizzo’ ammontava a 10mila euro e viene collocata dagli inquirenti tra il 14 e il 15 settembre. «Dovete risolvere voi il problema – dissero Peluso e Alibrico ai lavoratori presenti – ma lo dovete risolvere oggi… vedete come dovete fare e portate i soldi… toglieteci a noi di mezzo, perché noi dobbiamo stare in grazia di Dio».

“Da tempo dico che in tutta Italia si deve lavorare con il terzo settore ma qui contano anche le persone. In questo contesto – ha detto il ministro Locatelli –  i primi attori devono essere le persone. Tutelando la condizione di disabilità. Chi è affetto da una malattia neurodegenerativa, chi non riesce a uscire di casa. Chi non è incluso in attività del contesto cittadino e si sente isolato in altra dimensione”.o di violenze e stupri, il ministro ha ribadito la necessità di un mondo associativo trasparente, legale, professionale. “Che opera non solo per gli altri, ma insieme agli altri, questa è la differenza, non bastano risorse e leggi. Io ci credo, ecco perché sono qui e tornerò. Voglio conoscere le famiglie per capire le reali difficoltà, cosa vorrebbero in più. Esiste il diritto alla felicità per tutti”.

Il commissario straordinario ha detto di aver condiviso con il ministro Locatelli e con il sottosegretario Mantovano l’idea di coinvolgere gli atleti paralimpici per trovare soluzioni più consone nella ricostruzione del centro sportivo Delphinia. “Va ricostruito quale migliore occasione di ascoltare le loro esigenze particolari, per poi costituire un esempio di impiantistica per altri territori”. Ciciliano ha sottolineato di non dimenticate mai l’idea del laboratorio. “Quello che si fa nell’attività del commissario deve diventare modello in tutti quanti gli aspetti”.

“Inoltre – ha aggiunto – riqualificheremo i due impianti sportivi abbandonati e vandalizzati all’ingresso del Parco Verde. L’idea è renderli l’area fruibile per tutti. Anche per chi non vive al Parco Verde, con il contributo dell’architetto Boeri e con Sport e Salute, per tutto il Parco Verde entro la fine di novembre”.

Il ministro Locatelli ha colto l’occasione per ribadire che non ci sono tagli ai 350 milioni stanziati, non voglio replicare alle opposizioni, voglio dire le cose come stanno. “Le risorse del 2023 sono slittate a decorrere, 85 milioni per ogni anno a partire dal 2026. La legge delega, approvata dal governo precedente, verrà attuata dal primo gennaio del 2025. Con una sperimentazione, poi andrà a regime dal 2026. E verranno aggiunte, cosa che mi interessa molto, queste risorse a decorrere senza le quali non potremmo soddisfare tutte le richieste della riforma”.

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