Lettera di censura Bce su tassa extraprofitti banche

La Bce è pronta a mandare una lettera al governo italiano sul decreto di tassazione straordinaria sugli extraprofitti delle banche, criticando il merito e il metodo per la mancata consultazione prevista dal trattato Ue.

Lo scrive il Corriere della Sera specificando che il parere della Banca centrale sul decreto extraprofitti non dovrebbe contenere indicazioni vincolanti per il governo.

Secondo Francoforte, scrive il quotidiano, “è sbagliato intervenire d’autorità sui margini di interesse delle banche, perché non si considerano i costi, e si indebolisce la loro capacità di resistere ad eventuali choc”.

Il quotidiano sottolinea che la Banca d’Italia non era stata informata preventivamente del provvedimento del governo.

‘La tassa sugli extraprofitti “è una iniziativa che ho voluto io perché ritengo che si debba mandare un messaggio rispetto all’idea di uno Stato giusto, che fa le cose che si devono fare senza tempi punitivi”, ha detto il premier Giorgia Meloni, aggiungendo: “Ho massimo rispetto del sistema bancario e non ho intenzione di colpire le banche. Ma c’era una situazione di squilibrio. Con il consistente e prolungato aumento dei tassi da parte della Bce si rischia di penalizzare famiglie e imprese”.

“Il sistema bancario è stato veloce ad alzare i tassi dei mutui, ma ha lasciato invariati i tassi che venivano riconosciuti ai risparmiatori e si è creata una distorsione”, prosegue Meloni al Corriere della Sera. “Giorgetti è stato pienamente coinvolto essendo il ministro che scrive il provvedimento. In questo caso non ho fatto le riunioni che generalmente faccio, ma c’era un problema di tempi riguardo a una norma che abbiamo deciso di portare all’ultimo Cdm, sennò sarebbe slittata a settembre. È una iniziativa che ho assunto io. Punto”.

Meloni ha piazzato il decreto legge sugli extraprofitti delle banche per riaffermare il potere della politica.  Nessuno, a partire da Banca d’Italia, ne sapeva nulla. Al momento, però, non si riesce a far tornare i conti nei mercati finanziari, con la Borsa che, qualunque sia la finalità della norma sugli extraprofitti, ha comunque bruciato in un giorno oltre 10 miliardi, riducendo così il valore delle azioni degli istituti di credito italiani. Per evitare la tassazione extra e aggirare il provvedimento, le banche non faranno altro che spostare il proprio business dai prestiti alle imprese (soprattutto le piccole) e dall’investimento in BOT verso altre forme. Il risultato è semplice da immaginare: credit crunch (stretta creditizia) e recessione in arrivo, meno sottoscrizione di titoli di Stato, spread in aumento e più buoni del Tesoro in mano straniera visto che le banche, che ne hanno già più di 800 miliardi nei loro portafogli, ci penseranno bene prima di esporsi ulteriormente.

Questione di giorni e l’opinione della Banca Centrale Europea a proposito della tassa sugli extraprofitti delle banche giungerà sui tavoli di Palazzo Chigi e del ministero dell’Economia. E sarà una netta censura sia sul merito del provvedimento, che Francoforte ritiene potenzialmente dannoso per l’economia e il credito, che sul metodo seguito dal governo. La decisione dell’8 agosto scorso, non comunicata alla Banca d’Italia, non sarebbe stata tantomeno oggetto di una comunicazione preventiva a Francoforte. Mentre il Trattato Ue stabilisce che la Bce sia ‘consultata dalle autorità nazionali su ogni progetto di legge’ nei campi di sua competenza.

Anche se non richiesto, il parere della Bce può essere emesso di ‘iniziativa propria’, e f Francoforte non ha mai mancato di dire la sua su tutti i progetti di tassazione straordinaria delle banche dei governi europei, che siano stati o meno comunicati, sempre un giudizio negativo. Così, il blitz dell’8 agosto sugli extraprofitti degli istituti di credito, oltre ad alimentare tensioni crescenti nella stessa maggioranza, attirare i giudizi negativi della finanza internazionale, e ad aver causato un pandemonio in Borsa, rischia anche di aprire un nuovo fronte di attrito tra Roma e Francoforte.

Test per la maggioranza Tanto più che il governo italiano continua ad accusare senza mezzi termini la Banca Centrale Europea di aver creato il problema di fondo. Secondo Giorgia Meloni e Matteo Salvini sono stati proprio i continui e ‘ingiustificati’ aumenti dei tassi di interesse ufficiali decisi a Francoforte a gonfiare a dismisura i margini delle banche, ai quali si prevede di dare una sforbiciata con il prelievo straordinario, a scapito dei correntisti. Secondo Francoforte è sbagliato intervenire d’autorità sui margini di interesse delle banche, perché non si considerano i costi, e si indebolisce la loro capacità di resistere ad eventuali shock. Se insomma ci fosse un peggioramento del quadro economico, impossibile da escludere considerati i rischi attuali, tutti al ribasso, e magari venisse indebolita la capacità dei debitori di ripagare i prestiti, sarebbero guai. Sia per le banche che dovrebbero restringere il credito aumentandone i costi che, di conseguenza, per l’economia e la stessa stabilità del sistema finanziario. Una tassa ad hoc sulle banche, secondo Francoforte, sarebbe al limite concepibile se il ricavato fosse destinato a finanziare gli schemi nazionali di garanzia sui depositi o i fondi per le risoluzioni bancarie (come accade ad esempio in Germania e altri paesi Ue). L’errore più grosso, per i potenziali effetti sul credito e l’economia, sarebbe proprio quello di destinare il ricavato della tassa ad obiettivi generali di bilancio. Esattamente quello che prevede il decreto italiano, che inizierà il suo percorso in Parlamento nella seconda settimana di settembre. Il provvedimento, depositato l’11 agosto alla Camera, è stato ritirato e trasferito il giorno stesso al Senato. La Commissione Finanze dovrebbe per prima cosa procedere ad una serie di audizioni. Tra gli altri saranno ascoltate la Banca d’Italia, tenuta all’oscuro fino a cose fatte, e l’Associazione Bancaria Italiana, chiusa da dieci giorni in un assordante silenzio.

Restiamo in attesa di capire che forma prenderà il decreto dopo il suo passaggio in parlamento.

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