Kirghizistan diviso sulla legge che dice no a rapimento donne per matrimonio

 

Oggi nel Kirghizistan stato indipendente dell’Asia centrale, si rischia di più rapire un animale, anziché rapire una donna per sposarla. Nel primo caso ci sarebbe una condanna di 11 anni, nel secondo di 3. Ma il parlamento vorrebbe varare una nuova legge, che inasprisce le pene per chi commette un atto simile, per lo scopo del matrimonio. Ma come racconta il sito delle BBC il paese è molto diviso su questa decisione. Secondo l’ombudsman di Bishkek, ogni anno circa 8mila donne sono costrette al matrimonio attraverso il rapimento. Un dato sottostimato, secondo il Centro per il sostegno alle donne (Wsc), che invece parla di qualcosa come 12mila casi all’anno. La maggior parte dei rapimenti avviene nelle zone rurali più povere e remote. Uno dei casi che più di tutti ha suscitato il dibattito è quello di Cholpon Matayeva, sorella della volontaria del Wsc Zabila. Cholpon è stata rapita a 19 anni e costretta al matrimonio con un uomo violento, che non aveva mai visto prima del rapimento e che la malmenava. Quando la donna ha cercato di opporsi chiedendo il divorzio, è stata accoltellata, ed uccisa a sangue freddo dallo stesso marito. La condanna per l’uomo è stata quelli di  19 anni di carcere. “E’ come una legge: se sei rapita devi stare con quell’uomo”, afferma Zabila. “Cholpon – continua – ha subito un'enorme pressione psicologica dalle zie del marito. Le dicevano che anche loro erano state rapite, che entrare in una casa tra le lacrime avrebbe portato a una futura felicità”. Le ragazze rapite la prima notte, sono soggette a violenza sessuale, dopo la quale sono costrette al matrimonio se non vogliono affrontare la vergogna in una società fortemente conservatrice. Dallo scorso anno diverse organizzazioni femminili hanno avviato una campagna e questo ha portato a discutere una revisione della legge. Il Wsc è indignato per la debolezza della legge. “E’ uno schifo: la punizione per il furto di bestiame è maggiore rispetto al rapimento di una ragazza”. E, per di più, non è quasi mai applicata. L’innalzamento della pena sarebbe fondamentale, perché farebbe inserire il rapimento a scopo matrimoniale nel novero dei reati gravi per i quali le procure possono agire senza querela di parte. Le resistenze all’inasprimento della pena sono forti. “Se aumentassimo la pena per il rapimento di mogli, dovremmo mettere in galera tutti gli uomini del Kirghizistan”, sostiene il parlamentare Kojobek Ryspaev. Gli oppositori della nuova normativa affermano che il rapimento di moglie è parte importante nella società kirghiza. I genitori e i parenti dei giovani kirghizi, quando questi arrivano a una certa età, spingono perché si sposino. Per le famiglie più povere il rapimento è il modo più conveniente per organizzare un matrimonio per il loro figlio. Con la nuova legge quindi, rischierebbe la prigione non solo il rapitore, ma anche i suoi famigliari con la nuova legge. Argomenti forti in una società ancora fortemente rurale e pastorale. Questa norma finisce per assumere un significato importante in un processo di cambiamento sociale nell’ex repubblica sovietica. “Dichiarando che il rapimento di mogli è un crimine e non una tradizione – afferma Ainuru Altibayeva, la prima firmataria della nuova legge – il governo può aiutare a cambiare le menti della gente”.

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