Evasione di necessità e la riforma fiscale 2023

Sarà un “fisco amico” del contribuente. Lo ha assicurato il governo Meloni presentando ieri la cornice nel quale dovrà muoversi la legge delega sulla riforma fiscale. Legge che una volta formulata dal Parlamento autorizzerà l’esecutivo stesso a prendere decisione specifiche in materia. In che senso “amico”? Riassumendo significa meno tasse (i vantaggi sono a beneficio dei redditi medi) grazie alla riduzione del numero di aliquote a tre, e meno sanzioni.

Parlando di repressione dell’evasione fiscale, il governo vuole mettere mano a tutto il sistema sanzionatorio tributario, in direzione di una minore severità.

Tollerata l’evasione fiscale di necessità

Al capitolo “sanzioni penali”, la riforma prevede di “rivedere i profili relativi alla effettiva sussistenza dell’elemento soggettivo, nell’ipotesi di sopraggiunta impossibilità a far fronte al pagamento del tributo, non dipendente da fatti imputabili al soggetto stesso, al fine di evitare che il contribuente debba subire conseguenze penali anche in caso di fatti a lui non imputabili”.

Il governo garantisce di fatto un occhio di riguardo per la cosiddetta “evasione di necessità”, ovvero per quei casi in cui il contribuente sia impossibilitato a pagare, a fronte di una situazione “oggettiva”. A titolo di esempio si può pensare all’imprenditore in difficoltà che sceglie di versare gli stipendi piuttosto che le imposte.

La formulazione di “fatto a lui non imputabile” resta vaga. Una volta autorizzato dal Parlamento il governo, in sede legislativa, dovrà auspicabilmente definire in quali circostanze il contribuente sarà da considerarsi giustificato e dunque l’inadempienza sarà giudicata penalmente irrilevante. Potranno essere le Camere stesse a mettere dei paletti, indicando il perimetro delle possibilità, come avviene nel caso delle leggi delega.

Pene più lievi: in quali casi

La delega sul Fisco del governo Meloni prevede anche che, nella valutazione della “rilevanza penale” del fatto, si tenga conto anche degli eventuali accordi raggiunti in sede amministrativa e giudiziaria. Pene più leggere poi per il reato di dichiarazione infedele se commesso da imprese che aderiscano alla ‘cooperative compliance’, che abbiano tenuto comportamenti non dolosi e e comunicato tempestivamente al Fisco l’inadempienza. Infine è premiato chi aderisce all’adempimento spontaneo.

Multe più leggere se la comunicazione è tempestiva

Anche le norme che riguardano le sanzioni amministrative saranno riviste intervenendo prima di tutto “sulla proporzionalità delle sanzioni tributarie, attenuandone il carico e riconducendolo agli standard di altri Paesi europei”. Si prevede una riduzione o addirittura una disapplicazione nel caso in cui i rischi di natura fiscale siano comunicati dal contribuente preventivamente e in modo “tempestivo” ed esauriente.

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