Delmastro, rinviato a giudizio per il caso Cospito

Il rinvio a giudizio del sottosegretario Andrea Delmastro in relazione al caso Cospito, deciso dal Gup nonostante il pm avesse chiesto il non luogo a procedere, offre l’occasione alla sinistra per collezionare una nuova brutta figura. Il Pd, infatti, subito dopo la pubblicazione della notizia è corso a chiedere una mozione di sfiducia, chenon ha alcuna possibilità di passare: non solo tutto il centrodestra ha fatto quadrato intorno a Delmastro, ma pure nell’opposizione c’è chi si è sfilato dalla deriva giacobina che la muove.

“I dem hanno tutto il diritto di presentare una mozione di sfiducia, è nelle loro possibilità. Ma ovviamente la sfiducia a Delmastro finirà in un nulla di fatto, perché il sottosegretario otterrà la piena fiducia da parte del Parlamento”, ha commentato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, sottolineando inoltre che “credo sia inconsueto il rinvio a giudizio  per Delmastro dopo la richiesta di non procedere da parte del Pubblico ministero”.

In questa foga, c’è anche chi, come Ilaria Cucchi, si è fatto prendere la mano, sentenziando che “come volevasi dimostrare, il sottosegretario Andrea Delmastro ha spifferato notizie riservate, che non dovevano essere per alcun motivo divulgate. Il rinvio a giudizio del sottosegretario è la conferma di quanto diciamo da tempo”. Cucchi, insomma, sembra aver dimenticato la differenza tra rinvio a giudizio e condanna, e sì che fa pure il vicepresidente della Commissione Giustizia al Senato.

“Anche oggi le opposizioni si sono esercitate in quello che è diventato ormai il loro passatempo quotidiano e cioè chiedere le dimissioni di esponenti del governo”, ha commentato il capogruppo al Senato di FdI, Lucio Malan. “Stavolta è toccato al sottosegretario Delmastro, rinviato a giudizio dal Gup di Roma nell’ambito del procedimento che lo vede accusato di rivelazione del segreto d’ufficio per la vicenda di Alfredo Cospito. Rinvio a giudizio deciso nonostante la Procura della Repubblica di Roma avesse chiesto il non luogo a procedere. Già questo – ha sottolineato – dovrebbe indurre tutti a una maggiore moderazione ed a un supplemento di riflessione, oltre a considerare che in Italia vige lo Stato di diritto e quindi il principio della non colpevolezza”.

Ma vicinanza a Delmastro e condanna per la deriva giustizialista del Pd sono state espresse da tutto il centrodestra: dal portavoce e vicepresidente del gruppo di FI alla Camera Raffaele Nevi al sottosegretario leghista alla Giustizia Andrea Ostellari, da Maurizio Lupi di Noi Moderati ad Antonio De Poli dell’Udc, fino Gianfranco Rotondi della Dc con Rotondi. E anche dalla stessa opposizione c’è stato chi ha criticato apertamente la posizione dem: “L’opposizione si fa in Parlamento non in tribunale”, ha ricordato il deputato di Azione Enrico Costa.

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