Decreto covid, stop spostamenti tra regioni per un mese

Stop agli spostamenti tra le regioni per altri 30 giorni a partire dal 25 febbraio. Con il nuovo decreto covid  il divieto agli spostamenti, per arginare la diffusione del coronavirus e ridurre i rischi legati alle varianti covid, verrà prorogato alla scadenza dell’attuale provvedimento, in vigore fino al 25 febbraio.

La misura sarà applicata a tutte le regioni, a prescindere dalla collocazione in zona rossa, zona arancione e zona gialla. Il governo, oggi riunito nel consiglio dei ministri alle 9.30 per il nuovo decreto covid, ha informato regioni, province e sindaci nell’incontro di ieri sera, durato circa 2 ore e mezza. Nel cdm l’unico provvedimento sarà proprio il prolungamento dello stop agli spostamenti tra Regioni.

Nella riunione, il ministro della Salute Roberto Speranza avrebbe fatto un quadro -“abbastanza fosco”, apprende l’Adnkronos– della situazione specificando che non si tratta di fare allarmismi. Piuttosto, la constatazione che prima che i vaccini abbiano un effetto tangibile, e mentre si diffondono tre varianti (una delle quali, l’inglese, potrebbe essere prevalente in tutta Europa entro un mese), le restrizioni sono indispensabili.

I 6 punti delle regioni

Regioni e province autonome hanno evidenziato l’importanza di 6 punti, consegnando un documento con le proposte al governo in vista del varo del nuovo decreto covid e del nuovo dpcm. Riflettori accesi su vaccini, regole ‘anti covid’ tempestive, zona rossa da rivedere con Rt meno determinante, indennizzi per le attività penalizzate, misure ad hoc per la scuola. “Avevamo chiesto al governo un cambio di passo nella gestione dell’epidemia e dall’incontro di stasera arriva un segnale positivo. Il documento unitario con le proposte delle Regioni sarà portato in Consiglio dei ministri dalla ministra Gelmini, che ringrazio per averci convocato assieme al ministro Speranza. Proposte che nei prossimi giorni saranno discusse tra governo e regioni in vista del nuovo Dpcm ai primi di marzo”, ha detto Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni.

“Vaccini priorità assoluta. Stiamo andando troppo lenti e il motivo è uno solo: la macchina è pronta, ma mancano le dosi. Al Governo chiediamo, dunque, di cambiare strategia per recuperare più vaccini possibili, valutando da subito di coinvolgere nella fase produttiva anche aziende e realtà italiane. Non c’è tempo da perdere, ne va della tutela della salute di tutti noi, a partire dai soggetti più deboli”, ha evidenziato.

Sindaci: “Ristoranti aperti”

L’apertura serale dei ristoranti spicca tra le quattro richieste avanzate dai sindaci al governo. Attualmente, secondo misure e regole in vigore, nella zona gialla bar e ristoranti possono rimanere aprerti dalle 5 alle 18. In zona arancione e zona rossa, chiusura 7 giorni su 7: l’asporto per i bar è consentito fino alle ore 18. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni. I sindaci chiedono ristoranti aperti “a condizione del rispetto di protocolli rigidi sulle distanze”. “La consumazione al tavolo assicura condizioni di sicurezza maggiori rispetto agli assembramenti che purtroppo si creano fuori dai locali che fanno il servizio di asporto delle bevande, soprattutto con l’arrivo della bella stagione”, affermano i sindaci.

Le altre richieste: mantenere e perfezionare i parametri; piano vaccinale efficace; finanziamento dei nuovi ristori.

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