Daniela Santanchè contro il reddito di cittadinanza

Stop del governo al reddito di cittadinanza. L’sms firmato Inps ha scatenato un vero pandemonio. Eppure l’esecutivo Meloni, già nel suo programma, lo aveva annunciato da tempo. Alla base le spiegazioni date anche oggi da Daniela Santanchè. Per il ministro del Turismo “il sussidio grillino ha fatto tanto male perché abbiamo dato…, hanno dato i soldi a chi era occupabile mentre dobbiamo aiutare i fragili, quelli che hanno bisogno, per i nostri giovani dobbiamo mettere le migliori condizioni per fargli trovare il lavoro perché la politica non può creare posti di lavoro con un editto, la politica e un governo, può soltanto lavorare per mettere le migliori condizioni perché chi dà lavoro sono le imprese. E quindi aiutare le imprese nel poter assumere”.

Al contrario, “bisogna invogliare i lavoratori con gli stipendi adeguati a un lavoro duro: quando gli altri vanno in vacanza, loro lavorano sempre. Per questo abbiamo detassato, facendo rimanere in tasca 500 euro in più ai lavoratori del turismo, che lavorano nei notturni e nei festivi. È un primo segnale, vale dal primo giugno, per vedere come funzionerà”.

Immediata la replica del Movimento 5 Stelle che del reddito ha sempre fatto un cavallo di battaglia. “Va bene tutto, ma la Santanchè che si permette di dare lezioni sulle politiche del lavoro e la gestione d’impresa criticando il Reddito di cittadinanza è veramente troppo, è semplicemente inaccettabile. Con che faccia tosta si permette anche solo di affrontare questi temi dopo il modo in cui lei ha trattato i dipendenti della sua impresa. Si vergogni e si dimetta”, dice la senatrice Elisa Pirro, facendo riferimento alle indagi sulla gestione delle sue aziende.

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