(from L) Italian Justice Minister, Carlo Nordio, Interior Minister, Matteo Piantedosi, Vice Premier, Antonio Tajani, Premier, Giorgia Meloni, and Vice Premier, Matteo Salvini, in Cutro Town Hall during a press conference after a meeting of the Italian Council of Ministers, Cutro, near Crotone, Italy, 09 March 2023. On the agenda there is also a decree law on the regular flows of migrants and the fight against irregular immigration. ANSA / CARMELO IMBESI

Cutro, dal governo solidarietà ai migranti, regole e ‘guerra aperta’ agli scafisti. L’accusa di 7 Paesi europei al governo Meloni: ‘Non fa abbastanza per fermare i flussi’

“Volevamo dare un segnale simbolico e concreto allo stesso tempo. E’ la prima volta che un Cdm si svolge sul luogo in cui si è consumata una tragedia legata al tema migratorio”, ha detto Giorgia Meloni per sintetizzare quella che può essere definita una giornata storica sul fronte dell’immigrazione. Il governo unito, al completo, determinato, ha portato a termine la missione più importante: portare alle famiglie delle vittime di Cutro solidarietà, presenza e aiuti ma anche varare misure forti su fronte dell’immigrazione, con pene severissime per gli scafisti, accoglienza per chi ne ha diritto, rimpatri veloci per chi non ne ha.  Luogo del naufragio, non può trovare spazio in una vicenda nella quale gli unici colpevoli sono gli scafisti e chi li copre. Solidarietà, invece, alle famiglie delle vittime, invitate a Palazzo Chigi nei prossimi giorni.

Un’ora di Consiglio dei ministri è servita per approvare un decreto che migliora le norme per l’accoglienza degli immigrati regolari,  rafforza i controlli ai confini e in mare, perseguita gli scafisti ovunque siano. “La presenza dell’intero Cdm a Cutro è un modo per ribadire quanto questo governo sia attento e concentrato su questo dossier”, ha rimarcato quindi la presidente del Consiglio. La presenza del governo a Cutro “è un modo per esprimere compatti il nostro cordoglio per le vittime della tragedia. Abbiamo voluto apporre all’ingresso del Comune una targa in memoria delle vittime perché il ricordo non sia semplicemente un fatto transitorio”, ha sottolineato Meloni.

Non potevamo rispondere alla strage di migranti “senza dare un segnale concreto, perché noi siamo il governo, il nostro compito è trovare soluzioni ai problemi. Penso che il modo migliore per onorare le vittime è fare quel che si può fare affinché non si vadano a ripetere tragedie come queste”. Dunque il via libera a un “dl che affronta la materia per ribadire che siamo determinati a sconfiggere la tratta di essere umani, trafficanti di vite umane che sono i responsabili di questa tragedia. La nostra risposta è maggiore fermezza”, ha spiegato.

Quello approvato oggi è uno dei provvedimento varati da questo governo, altri sono stati fatti prima e altri verranno dopo. E’ un tema che va affrontato a livello internazionale e non solo a livelli di bilaterali, e soprattutto un tema europeo, che diventa ancora più centrale”, ha detto ancora la Meloni.

Prima del Cdm, la Meloni ha scoperto una targa nel Municipio di Cutro, sulla quale si riportano le parole di Papa Francesco contro i trafficanti. “I trafficanti di esseri umani siano fermati, non continuino a disporre della vita di tanti innocenti! I viaggi della speranza non si trasformino mai più in viaggi della morte! Le limpide acque del Mediterraneo non siano più insanguinate da tali drammatici incidenti!”, le parole del Papa pronunciate nell’Angelus di domenica scorsa.”L’Italia onora la memoria delle vittime del naufragio del 26 febbraio 2023, si unisce al dolore delle loro famiglie e dei loro cari. Il governo rinnova il suo massimo impegno per contrastare la tratta di esseri umani, per tutelare la dignità delle persone e per salvare le vite umane”’, si legge sulla targa.

“All’indomani della tragedia – ha ricordato la Meloni – io ho scritto una lettera ai vertici europeo, una lettera che arrivava anche all’indomani di un Consiglio europeo in cui c’p stato un cambio di passo. Ora io al prossimo Consiglio Ue io chiederò azioni concreto, l’Italia non può affrontare da sola l’emergenza, non può restare sola. Nelle parole di Von der Leyen c’è la conferma di un cambio di passo, in cui le istanze dell’Italia sono considerate centrali, ma per noi è fondamentale che dal prossimo Consiglio Ue arrivino atti concreti. Abbiamo impegnato tutto il governo in questo, ma la nostra volontà è stabilire un principio per cui non ci mettiamo nelle mani dei trafficanti di vite umane, non accettiamo la tratta, la schiavitù del terzo millennio“. “Solidarietà non è far entrare chiunque arrivi e poi tenerlo ai semafori per pulire i vetri. Per me solidarietà è dare le stesse possibilità dei cittadini italiani”, ha aggiunto il premier.

Poi le stoccate all’opposizione. “Le stesse persone che se la prendono col governo, non spendono una parola contro trafficanti che si sono fatti pagare fino a 9 mila euro da persone che poi hanno messo su una barca che alla prima difficoltà è andata in mille pezzi e hanno lasciato una persona con le mani legate al timone. Questa gente io la voglio combattere e sconfiggere, è la politica più seria che si possa fare”.

Il Governo prevede “un intervento estremamente severo nei confronti degli scafisti” dice anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Interventi “severi” sono previsti “anche nei confronti di chi organizza e promuove finanziariamente questa tratta di persone”. Il Guardasigilli spiega che la norma “si articola in 3 momenti: inasprimento delle pene dell’articolo 12 del Testo unico della legge sull’immigrazione”. “Le pene vengono aumentate in misura consistente”, ma “soprattutto – spiega Nordio -vi è l’introduzione di una nuova fattispecie, che punisce con una pena che va da 20 a 30 anni quando deriva come conseguenza non voluta da parte degli scafisti la morte o la lesione grave o gravissima di più persone”. “Se la morte o la lesione fosse voluta ci troveremmo davanti a un omicidio volontario – dice – la pena è portata al massimo, cioè a 30 anni”

Il dl approvato oggi dal Cdm a Cutro prevede anche “un aggravio di sanzioni specifiche, con una riduzione molto elevata dei contributi che gli imprenditori agricoli possono avere nel momento in cui dovessero violare una serie di norme”, tra cui il ricorso “a forza lavoro irregolare”. Lo ha spiegato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, al termine della riunione, assicurando che “la lotta al capolarato è una priorità e questo decreto incide nello specifico su questo tema, avendo la possibilità di garantire dallo sfruttamento i lavoratori anche immigrati e dal fare concorrenza sleale ad imprese che invece agiscono nella piena legalità”.

I contenuti del decreto sui migranti

Di seguito le principali innovazioni del decreto.

  • Inasprimento delle pene per reati connessi all’immigrazione clandestina

Si introduce il nuovo reato di “morte o lesioni come conseguenza di delitti in materia di immigrazione clandestina”, che prevede gravi pene:

  • da 10 a 20 anni per lesioni gravi o gravissime a una o più persone;
  • da 15 a 24 anni per morte di una persona;
  • da 20 a 30 anni per la morte di più persone.
  • Espulsioni e ricorsi

Si eliminala necessità di convalida del giudice di pace per l’esecuzione dei decreti di espulsione disposti a seguito di condanna.

  • Nuove modalità di programmazione dei flussi di ingresso legale dei lavoratori stranieri

Le quote di stranieri da ammettere in Italia per lavoro subordinato saranno definite, non più solo per un anno ma per un triennio (2023-2025), con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previo parere – tra l’altro – delle Commissioni parlamentari competenti.

In via preferenziale, le quote saranno assegnate ai lavoratori di Stati che promuovo per i propri cittadini campagne mediatiche sui rischi per l’incolumità personale derivanti dall’inserimento in traffici migratori irregolari.

  • Modifiche alle norme sui titoli di ingresso e di soggiorno per lavoro subordinato di cittadini stranieri

Si semplifica l’avvio del rapporto di lavoro degli stranieri con aziende italiane e si accelerala procedura di rilascio del nulla osta al lavoro subordinato, anche per esigenze di carattere stagionale.

  • Programmi di formazione

Ingressi fuori quota per stranieri che hanno superato, nel Paese di origine, i corsi di formazione riconosciuti dall’Italia, che saranno promossi dal Ministero del lavoro.

  • Durata del permesso di soggiorno rinnovato

I rinnovi del permesso di soggiorno rilasciato per lavoro a tempo indeterminato, per lavoro autonomo o per ricongiungimento familiare avranno durata massima di tre anni, anziché due come oggi.

  • Priorità alle aziende/lavoratori agricoli

Si stabilisce che i datori di lavoro che hanno fatto domanda per l’assegnazione di lavoratori agricoli e non sono risultati assegnatari abbiano la priorità rispetto ai nuovi richiedenti.

  • Contrasto alle agromafie

Al fine di proteggere il mercato nazionale dalla criminalità agroalimentare, il personale dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, inquadrato nell’area delle elevate professionalità e nell’area funzionari, ha la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria; il restante personale inquadrato nell’area assistenti e nell’area operatori è agente di polizia giudiziaria.

  • Centri per migranti

Si introducono norme per il commissariamento della gestione dei centri governativi per l’accoglienza o il trattenimento degli stranieri, e comunque per farne proseguire il funzionamento.

Si prevede la facoltà, in sede di individuazione, acquisizione o ampliamento dei centri di permanenza per i rimpatri (CPR), di derogare al codice dei contratti pubblici, consentendo una maggiore speditezza nello svolgimento delle procedure. L’efficacia della deroga è limitata fino al 31 dicembre 2025. È fatto, comunque, salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione.

  • Protezione speciale

Si definisce meglio la protezione speciale per evitare interpretazioni che portano a un suo allargamento improprio. Con norma transitoria si prevede che la nuova disciplina operi dall’entrata in vigore del decreto-legge.

In una lettera sottoscritta, tra gli altri, da Germania, Francia e Svizzera, il Nord Europa punta sui cosiddetti “movimenti secondari”, accusando di fatto il governo Meloni di non fare abbastanza per fermare i flussi di migranti che dall’Italia raggiungono gli altri Paesi europei.

In Europa, come riportato da Politico e da Today, i riflettori sono puntati sul nostro Paese. I paesi del centro e del nord insistono sul fatto che i migranti devono rimanere nel paese dell’Ue in cui sono arrivati ​​per la prima volta.

In una lettera ottenuta da Politico, i ministri degli interni di Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi e Svizzera hanno sottolineato “la necessità di applicare le norme esistenti in buona fede”.

Che il riferimento sia l’Italia, in quanto Paese di primo approdo, lo dimostrano le parole del ministro dell’Interno francese Gérald Darmanin, il quale ha affermato che “si vede chiaramente che il regolamento Dublino è ormai molto complesso, difficilmente funziona più con alcuni Paesi, in particolare l’Italia”, ha affermato, precisando di aver avuto “l’opportunità di dirlo” di recente al  suo omologo Piantedosi a Parigi.

Giorgia Meloni “ha le mani sporche di sangue” dopo la tragedia di Cutro. La gravissima accusa arriva dalla portavoce del gruppo La Sinistra (The Left) al Parlamento europeo, Sonja Giese.

“La Sinistra ha chiesto un dibattito sulla sicurezza e il salvataggio dopo che 70 persone sono morte al largo delle coste italiane. Il naufragio è solo l’ultimo risultato della dura posizione dell’Italia, unita alla prevenzione dell’immigrazione legale da parte dell’Ue e alla chiusura delle rotte più sicure. Sotto il governo Meloni, salvare vite in mare è diventato un atto criminale“, ha detto.

“Fanno rabbrividire le parole di Sonja Giese, portavoce del gruppo La Sinistra al Parlamento europeo, secondo cui il presidente Meloni dopo la tragedia di Cutro avrebbe le mani sporche di sangue. Aspettiamo una condanna netta da parte di tutte le opposizioni della sinistra italiana, e in particolare dal neosegretario del Partito Democratico Elly Schlein” ha replicato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Tommaso Foti.

E il totale del 2023 sale a 17.592 contro 5.976 dello stesso periodo dello scorso anno: l’aumento è del 194%. Ivoriani (2.383), guineani (2.334), bengalesi (1.506) e tunisini (1.286) le nazionalità più rappresentate.

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