Conte e Stati Generali: ‘Non temo di cadere, è urgente agire’

In un colloquio con il ‘Corriere della Sera’, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha fatto il punto sul governo, sulla situazione politica attuale, che si sarebbe complicata- secondo le ricostruzioni di stampa – in seguito allo scontro sugli Stati Generali. Dal Pd sarebbero arrivate critiche aspre al Presidente del Consiglio accusato di aver deciso come muoversi senza confrontarsi con i partiti di maggioranza.

 Giuseppe Conte ha parlato della situazione politica in questa nuova fase dell’emergenza coronavirus. La fase più difficile, quella legata alla ripartenza, alla ripresa: “Non mi pare di essere accerchiato più di quanto lo fossi nella prima fase. In tutti questi mesi ho sentito dire in continuazione: Conte cade, Conte cade. Fa parte del gioco, ho imparato a non meravigliarmi. Ma come si vede e si vedrà, non è così“

 Il Presidente del Consiglio non parla direttamente della questione legata agli Stati Generali, non conferma le indiscrezioni della stampa ma assicura che nella coalizione di governo il clima è decisamente migliore di quanto non possa sembrare dall’esterno: “La verità è che quando si arriva alla sostanza delle cose, asciugandole dalle polemiche, ci si rende conto che questa maggioranza è composta da partiti responsabili, che capiscono bene quali siano le priorità del Paese. Il clima è migliore di quello che sembra. E anche alcune perplessità del Pd sono rientrate”.

In realtà  l’offensiva del Pd complica i piani del premier Giuseppe Conte sugli Stati Generali dell’economia. Il capo del governo tira dritto, ha intenzione di collocare l’appuntamento tra mercoledì e giovedì a Villa Pamphilj e lavora alacremente alla preparazione di un’iniziativa che rischia, tuttavia, di essere “svuotata” in partenza. L’annuncio del premier in conferenza stampa, ai Dem, proprio non è piaciuto. Non c’è aria di crisi di governo ma la tensione è altissima ed è alimentata dal grande nodo che si cela dietro il piano di riforme e investimenti per la fase 3: come spendere le decine di miliardi che arriveranno dall’Europa.

Dopo le tensioni di venerdì tra Dario Franceschini e Giuseppe Conte al Nazareno, Nicola Zingaretti in mattinata riunisce i ministri e lo stato maggiore del partito. “Non c’è alcuna volontà di contrapposizione a Conte”, premettono fonti del Pd. Ma sul merito dell’organizzazione degli Stati Generali la contrapposizione emerge, eccome. “Siamo favorevoli all’apertura di un processo che coinvolga appieno, e non in maniera superficiale, le migliori energie italiane”, precisano i Dem chiedendo un “percorso serio e adeguato” alla sfida che attende il Paese. Nel pomeriggio il vice segretario Andrea Orlando è ancora più netto. “Noi non solo non siamo contrari ma lo abbiamo proposto noi questo passaggio. L’obiezione è sulla modalità, non ci convinceva l’idea che lunedì si chiamassero gli Stati generali senza prima definire la proposta del governo e dire come vogliamo spendere i soldi dell’Ue”, spiega l’ex ministro dicendo “no a improvvisazioni”.

 Il Pd, tra l’altro, chiede di allargare il confronto a tutte le forze politiche disponibili piazzando un’altra trappola nel progetto del premier. Che, in fondo, si aspettava tutto ciò se è vero che, già all’indomani del lancio del Recovery Fund, a Palazzo Chigi si prevedeva un “assalto” ai fondi europei. Con conseguente rischio di defenestrazione per Conte.

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