Con “La vigilia di niente”, Marco Cucurnia ci invita nella terra che con l’imperfezione diventa sublime

Intervista a Marco Cucurnia realizzata da Barbara Lalle

Marco Cucurnia www.marcocucurnia.it è un uomo nato a Genova. E’ un regista che conosco da diversi anni, ciò che mi piace di lui è che non vuole mai ripetere la stessa opera, ma in ogni suoi film o opera d’immagine il racconto è sempre lo stesso:  la traccia più dimenticata in una vita, ti ridarà la vita. Il suo primo film è “SoloMetro” ed il secondo, “Un filo più breve”.

Marco, ha amato e lavorato con Mario Monicelli ed ha specchiato la sua gioia malinconica nei film di Dino Risi.

Oggi, lo incontro in un ristorante semivuoto di Roma. Con noi anche Ada Coruga, l’attrice protagonista de “La vigila di niente” che debutterà domenica 28 aprile 2024 alle ore 18: 30 al Teatro Stradanuova di Genova, con ingresso gratuito. https://www.teatrostradanuova.it/

Chiedo a Marco:

Barbara :

Ma non è un film se debutti in teatro?

Marco :

“La vigila di niente” è un’opera che ho in mente da diversi anni: far vivere e pulsare, lo schermo bianco cinematografico. Tu sai che io amo raccontare la vita delle donne, mi affascina nelle bellezze, nelle amarezze, negli errori. Volevo proiettare, su una donna, un’opera sulla vita di una donna. Una donna con i suoi cappotti, impermeabili, abiti che tagliano l’aria mentre cammina lungo gli incontri del proprio giorno. Ad un certo punto questo schermo, questo corpo ripartorisce il cinema, il cinema quello che io amo : immagini forti e fragili perché contente delle proprie imperfezioni. Tutto ciò è interpretato da, Ada Coruga.

Barbara :

Sapendo che tu tendi ad essere un perfezionista, cosa intendi esattamente per imperfezioni?

Marco :

Non so se sono capace a spiegarmi bene ed in modo completo, proviamo! Quando vedo un film e quando parlo con un bambino mi commuovo se sento che non può darmi tutto, ma vuole darmi tutto.

Barbara :

Penso proprio che i nostri lettori abbiano compreso.

Barbara :

Ada, vedo da come ascolti che sei una donna molto attenta, discreta e un po’ timida. Se non mi sbaglio, mi dici come usi queste caratteristiche della tua personalità, nella recitazione?

Ada:

La timidezza è stata la condizione più importante e definitiva lungo la quale decisi di avvicinarmi al teatro e quindi allo studio della recitazione. Ciò è avvenuto, appena terminato il liceo scientifico. Ho avuto la fortuna di avere maestri che mi hanno fatto amare ogni mia sfaccettatura, soprattutto quelle considerate superficialmente, difetti. Quindi quando studio e poi interpreto un personaggio, mi cerco tra le righe del copione.

Barbara :

Hai parlato di maestri, me dici uno?

Ada:

Vorrei nominare un uomo, un artista che non ho conosciuto personalmente, ma che per me è un punto di riferimento importantissimo, Giorgio Gaber.

Barbara :

Marco come hai conosciuto e scelto Ada, con un provino? L’hai vista in un film, a teatro?

Marco :

Permettimi Barbara, questo non te lo rivelo perché lo racconteremo sul palco.

Barbara :

Bene, conoscendoti non insisto. Mi dici come è nato il titolo, “La vigilia di niente”

Marco :

Da una colazione al mattino presto nella cucina della mia casa di Genova. Da lì a poco avrei preso il treno per Roma, la città nella quale vivo e lavoro. Nonostante sia un viaggio, sia un ritorno che  faccio da tanti e tanti anni il mio animo è puntualmente in subbuglio, triste, scontento e scontroso. Per giustificare il mio umore non riesco mai a spiegarmi con i miei familiari e amici…poi, quel mattino mi è venuto in mente: è come quando aspettavo i regali, la notte del 24 dicembre, ma senza i regali e senza Natale, solo una vigilia.

Barbara:

E quindi senza entusiasmo, gioia… senza diciamo, lieto fine?

Marco :

Questa è una domanda molto intelligente. In un primo momento “La vigila di niente” era così, ma poi arrivando, Ada Coruga, l’opera si è trasformata e quello che prima era il tutto è diventato uno tanti segmenti. “La vigilia di niente” si rivelerà una retta, quindi senza inizio e senza fine, ma con un infinito e saltellante durante dove ritroviamo un piccolissimo puntino luminoso perso nel viaggio.

Barbara :

Come hai lavorato con Ada?

Marco :

Mi sono detto dal primo giorno di riprese: se le devo dire molto, vuol dire che ho sbagliato scelta. Per fortuna tra l’azione e lo stop, complice l’obbiettivo, succedeva quello io vorrei vedere al cinema e ciò mi piace.

Barbara :

Ada, dove avete girato?

Ada :

A Roma, Ostia, Genova, Milano, Parigi.

Barbara :

E dove ti è più, piacito?

Ada :

Mi è piacito molto girare nella stazione Centrale di Milano.

Barbara :

Marco, c’è un aneddoto che ricordi durante le riprese?

Marco :

Sì a Genova, giravamo sotto i portici di piazza Colombo, Ada aveva l’abito di scena rosso, insomma una figura molto bella. Abbiamo fatto diversi ciak, ad un certo punto, io, mi volto e vedo una signora che aspetta per passare, le dico: prego passi pure, ci siamo fermati e lei: no no, ma io ero qui per guardare.  Mi ha fatto piacere.

Barbara :

Quindi gli spettatori ,vedranno una proiezione…

Marco :

Vedranno un film, un pezzo teatrale e poi se ci riusciamo vedranno la messa in scena dell’amore per l’immagine.

Barbara :

Leggo nella locandina che il Comune di Genova ha concesso il logo “Genova More Than This”. Come hai collaborato con il comune della tua città?

Marco :

Devo ringraziare moltissimo il Sindaco di Genova, Marco Bucci e soprattutto il consigliere delegato, Dottoressa Barbara Grosso, donna di cultura e arte che solo con una piccola mail che le ho inviato, mi ha dato fiducia e cioè mi ha porto la possibilità di far esordire “La vigilia di niente” a Genova al teatro Stradanuova domenica 28 aprile alle ore 18:30 con ingresso gratuito. Ringrazio, anche, tutte le collaboratrici ed i collaboratori del Comune di Genova.

Barbara :

E dopo Genova?

Marco :

Porteremo l’opera in tante città italiane e spero anche europee.

Barbara :

Ada sei emozionata? Cosa ti aspetti da questo lavoro?

Ada :

Sono sicura che crescerò molto. Certo che sono emozionata, ma non solo per il debutto. Per la gioia infinita di ascoltare l’odore del teatro.

Barbara:

E tu Marco? Il debutto nella tua città.

Marco :

Mettiamola così, mi dispiace di non essere un mio spettatore.

Barbara:

Hai pensato a Mario Monicelli, mentre giravi.

Marco :

Io penso a Mario Monicelli.

Barbara :

Marco, hai pronto un nuovo progetto?

Marco :

Penso che il cinema anzi scusami un regista, oggi in Italia, abbia l’obbligo di raccontare la cattiveria che subdola cammina verso il non consueto. Ho pronto un copione diviso in ventidue episodi che vuole omaggiare un film unico al mondo, “I mostri” di Dino Risi.

Barbara :

Grazie ad Ada e Marco ed un grande in bocca al lupo!

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