Centrodestra e problematiche interne di comunicazione e leadership

Matteo Salvini ha voglia di superare le incomprensioni e i dissidi che hanno attraversato il centrodestra durante le votazioni per l’elezione del Capo dello Stato. La gente non vuole litigi e battibecchi. Uniti si vince. Sto lavorando con Berlusconi e Meloni perché solo uniti si vince”. Salvini, appena guarito dal Covid, lo ha affermato a Rtl 102.5.

Inoltre, ha auspicato compattezza da parte della coalizione sui referendum sulla giustizia che ci saranno in primavera. Referendum che – osserva – “dopo trent’anni, mettono in mano agli italiani il cambiamento che il Parlamento non è riuscito ad approvare o che non vuole fare. Spero che tutto il centrodestra sia compatto”.

Pd e Fratelli d’Italia in crescita e in lotta per il primo posto, con i Dem leggermente in vantaggio. Lo rileva un sondaggio Swg per il Tg La 7 di Enrico Mentana, di lunedì 7 febbraio. Il partito di Enrico Letta rispetto ad una settimana fa registra un aumento dello 0,3 per cento e si colloca al 21,5, contro il 21,1 della forza politica guidata da Giorgia Meloni, che guadagna lo 0,6. proseguendo la sua corsa.

Il sondaggio premia FdI e boccia la Lega

In calo la Lega, terza con il 17,1 e un meno 0,4, e M5S, al 13,3 in diminuzione dello 0,5. Cresce dello 0,5 Forza Italia, dal 7,3 al 7,8, seguita da Azione-Più Europa, al 4,4, con una perdita dello 0,1. Per il 78% degli elettori, il centrodestra è da “rifondare”, (soprattutto elettori di Fratelli d’Italia e Forza Italia) , per il 54 per cento (soprattutto elettori della Lega) invece bisogna creare una federazione dei partiti di centrodestra mentre per il 45 per cento al momento questa coalizione “non esiste più”.

Il Movimento Cinquestelle deve rimanere unito ma deve cambiare profondamente. Lo pensa la maggioranza degli interpellati, il 48 per cento, del un sondaggio realizzato da Swg per il Tg L7. Per il 33 deve rimanere unito così come è, per il 15 è meglio che ci sia una scissione viste le troppe differenze di vedute. Indifferente o non sa il 4 per cento degli intervistati.

Secondo i dati raccolti dalla società di ricerca in caso di scissione nel M5s il 75 per cento degli elettori sceglierebbe Conte, solo il 10 per cento starebbe con Luigi Di Maio mentre il 7 per cento non seguirebbe nessuno dei due. Fra tutti gli elettori solo il 15 per cento vuole la scissione, il 48 per cento dice che deve rimanere unito ma cambiare profondamente. Il 33 per cento invece lo appoggia così com’è.

Volendo immaginare il centrodestra unito bisognerà andare aldilà degli screzi Salvini-Meloni visto che esiste un altro problema all’interno della Lega con le screpolature tra Salvini e Giorgetti. L’elettorato della Lega non sarà mai consensiente per una disputa tra il segretario e Giorgetti. Questo non rientra nelle sue corde considerato anche il rilievo dato dalla stampa.

Il leader della Lega si ritrova nuovamente a fronteggiare anche le fughe in avanti di Giancarlo Giorgetti. Il ministro leghista, domenica, in una intervista al Corriere, aveva lanciato strali contro il superbonus del settore dell’edilizia.

”Stiamo drogando l’edilizia“. Non va tanto per il sottile Giancarlo Giorgetti, intervistato dal Corriere della Sera.  Il ministro dello Sviluppo economico torna sulla questione Superbonus: “Dobbiamo invece sostenere le nostre filiere industriali“. Il numero due del Carroccio punta il dito contro il Parlamento, reo di avere “allargato troppo le maglie” della misura dopo che “il governo aveva cercato di limitarlo in legge di Bilancio“.

Il risultato, secondo il ministro, è che “stiamo drogando un settore in cui l’offerta di imprese e manodopera è limitata“. Con la conseguenza che “i prezzi salgono e ciò contribuisce all’inflazione“. “Mettiamo un sacco di soldi sull’edilizia che, per carità, può aver avuto senso sostenere nella fase più dura della pandemia e di certo contribuisce alla crescita. Però così lasciamo languire altri settori, più strategici per l’Italia“.

A questo punto Salvini ridimensiona le critiche di Giorgetti: il superbonus “è uno strumento assolutamente efficace, stiamo lavorando per rinnovarlo, aumentando la possibilità della cessione del credito” perché bloccarla “significa bloccare l’edilizia”. Giorgetti dice che non basta il superbonus? “Ovvio che non basta, però è fondamentale andare avanti su questa strada per aiutare gli italiani e un settore come l’edilizia”.

Il centrodestra per essere realmente unito dovrà risolvere problemi legati alla comunicazione e alla leadership…

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