Arrestato Gianluca Festa, ex sindaco di Avellino, iscritto al Pd, poi espulso

Il sindaco dimissionario di Avellino Gianluca Festa, ex Pd poi sostenuto da liste civiche ambientaliste e di sinistra, è  agli arresti domiciliari con ipotesi gravissime. La procura gli contesta i reati di associazione a delinquere finalizzata a contro reati contro la pubblica amministrazione, corruzione, falso, depistaggio, rivelazione di segreti, peculato e induzione indebita a dare e promettere utilità. Oltre a Festa, agli arresti anche Fabio Guerriero, titolare di uno studio di architettura e fratello del consigliere comunale Diego Guerrero e la dirigente comunale Filomena Smiraglia. Con loro tre è indagata anche la vicesindaca Laura Nargi, un altro dirigente comunale, i fratelli Canonico, presidente e commercialista della DelFes, squadra di basket serie B, riconducibile a Festa. Il sindaco, che fino al 2021 aveva partecipato al congresso provinciale del Pd come iscritto, nonostante la sua affiliazione a liste civiche, nel febbraio 2022, insieme a 17 consiglieri comunali di maggioranza, era stato espulso dal Partito Democratico.

Secondo gli investigatori avrebbe ottenuto sponsorizzazioni da imprese assegnatarie di appalti e affidamenti dal comune di Avellino. Il sindaco si è dimesso il 26 marzo scorso.  Festa, 50 anni, si era dimesso dopo una perquisizione a casa e in ufficio.  Avrebbe portato via il computer dal suo ufficio al comune e avrebbe fatto eseguire anche una bonifica dei locali. È questa una delle accuse mosse dalla Procura di Avellino a Festa. Per quanto riguarda le accuse di peculato e depistaggio, riconosciuti dal Giudice nel provvedimento impositivo della misura cautelare, è emerso della singolare vicenda della materiale sottrazione da parte dell’allora sindaco Gianluca Festa del computer a lui destinato (e in uso) presso il suo Ufficio in comune.

“Tali condotte, chiaramente finalizzate ad ottenere un’utilità personale e a sviare le indagini, seguono di poche ore una vera e propria “bonifica” posta in essere presso i medesimi Uffici tramite personale specializzato, alla ricerca di microspie” scrive il procuratore Domenico Airoma. Secondo l’accusa, Festa avrebbe eseguito una “gestione privatistica della cosa pubblica all’interno del Comune di Avellino” caratterizzata dalla presenza di “agenti” infedeli, tra cui gli indagati, che – da quanto emerge dalle indagini di carabinieri e guardia di finanza – avrebbero “messo a disposizione le funzioni ricoperte a vantaggio di pochi”.

Si tratta di vicende spesso connesse tra loro, con interessenze a più livelli, che vedono coinvolti tanto pubblici amministratori e funzionari, quanto imprenditori e professionisti, all’interno di un contesto associativo ancora in corso di investigazione, sostiene il procuratore Airoma. Sono due le contestazioni di rivelazione del segreto d’Ufficio, aggravate dal carattere della patrimonialità, relative a concorsi per le assunzioni al Comune di Avellino. Nel mirino degli inquirenti sono finiti il “Concorso pubblico per esami per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di n. 10 Istruttori di vigilanza..” e il “Concorso pubblico per esami per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di n. 3 funzionari tecnici cat. D1.”.

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