Al teatro India ‘La casa nova’, dal 14 al 24 marzo con la regia di Piero Maccarinelli

Seconda commedia scritta da Goldoni dopo il suo ritorno a Venezia da Roma, subito dopo Gli Innamorati prende spunto da una vicenda personale dell’autore che aveva di recente cambiato casa.

Dietro questo “trasloco” c’è il ritratto di una borghesia che ha paura delle proprie origini e per debolezza, per voglia di apparire, per spirito di imitazione disperde i guadagni accumulati dalla generazione precedente che si accontentava di una vita sobria e solida senza nessuna esibizione.

Alla fine a crollare non sarà la casa vecchia ma quella nuova, costosa e pretenziosa in cui entrano spensieratamente e chiassosamente la giovane coppia di sposi ed i loro amici.

In quest’opera di Goldoni sono presenti tutti i caratteri della grande commedia goldoniana perfino il vecchio zio generoso Cristoforo, che sembra uscito dai Rusteghi o dal Burbero Benefico e che risolverà la situazione economica dei giovani nipoti

Già Renato Simoni ne aveva proposto una edizione in lingua senza intaccare la struttura drammaturgica alla metà degli anni 50. Poi Luigi Squarzina ne aveva proposto un importante allestimento nella lingua goldoniana al Teatro di Genova nel 1973. Ora questa edizione si avvale del contributo linguistico e dell’adattamento di Paolo Malaguti importante scrittore veneto.

Lo scopo è quello di rendere fruibile l’impianto goldoniano senza alterarlo in una lingua più vicina a noi.

Come nel precedente omaggio a Squarzina con l’Esposizione Universale la compagnia sarà formata da10 giovani attrici e attori diplomati dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico con la partecipazione di Stefano Santospago che interpreterà Zio Cristoforo nell’originale lingua veneta Goldoniana.

NOTE DI REGIA

LA CASA NOVA UNA VERSIONE

Da molti anni volevo dirigere questo testo Goldoniano mi ci sono avvicinato una prima volta qualche anno fa con un laboratorio al Centro Sperimentale di Cinematografia con una versione in lingua italiana realizzata da Renato Simoni negli anni 50

L’originale Goldoniano del 1759-60 viene scritto al suo ritorno da Roma per il Teatro di San Luca, subito dopo Gli Innamorati scritta in lingua italiana, in un meraviglioso veneziano.

Al ritorno da Roma Goldoni deve ristrutturare la casa e gli inciampi della ristrutturazione sono parte vitale dell’ispirazione della commedia.

La lingua veneziana di Goldoni rendeva in modo smagliante le differenze sociali dei personaggi, ma oggi quella lingua – parlata ancora da pochissimi a Venezia – è ormai incomprensibile ai più

Simoni aveva tradotto benissimo senza minimamente intaccare la perfetta struttura drammaturgica della commedia in un italiano degli anni 50

Volendola però realizzare oggi ho chiesto a Paolo Malaguti, ottimo scrittore veneto e profondo conoscitore della lingua veneziana-una traduzione contemporanea

Nessuna battuta è stata alterata dal suo senso originale

Mi interessava raccontare una storia di giovani superficiali all’inseguimento dei nuovi trend, di ambizioni sbagliate di una socialities spesso male interpretata, di inseguimenti di facili obiettivi contrapposti ai valori oggettivi della generazione precedente ma senza moralismi, cercando, sorridendo, di correggere i costumi

I personaggi più popolari o più vecchi ancora usano la lingua madre il dialetto come calata o come inflessione

Sono grato che il Teatro di Roma abbia voluto con questo spettacolo proseguire la felice avventura di Esposizione Universale di Luigi Squarzina coinvolgendo ora come allora giovani attori dell’Accademia Silvio D’Amico – nell’Esposizione c’erano anche attori del CSC affiancati da Stefano Santospago già presente nell’Esposizione con Gigi Diberti.

Sono convinto che deve essere compito dei Teatri Nazionali realizzare spettacoli con giovani attori di Accademia e CSC e sono felice di esserne stato il propulsore.

Dal 14 al 24 marzo al Teatro India

LA CASA NOVA

di Carlo Goldoni

adattamento Paolo Malaguti

regia e impianto scenico Piero Maccarinelli

costumi Gianluca Sbicca

luci Javier Delle Monache

musiche Antonio Di Pofi

aiuto regia Danilo Capezzani

assistente alla regia volontaria Serena Spanò

con Stefano Santospago, Mersila Sokoli, Iacopo Nestori

e con gli allievi attori Lorenzo Ciambrelli, Edoardo De Padova, Alessio Del Mastro, Sofia Ferrari, Irene Giancontieri, Andreea Giuglea, Ilaria Martinelli, Gabriele Pizzurro, Gianluca Scaccia

foto di scena Claudia Pajewski

Produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale in collaborazione con l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico

Produzione Fondazione Teatro di Roma-Teatro Nazionale

Interpreti e ruoli

Stefano Santospago – CRISTOFORO

Iacopo Nestori – ANGIOLINO

Alessio Del Mastro – SGUALDO

Lorenzo Ciambrelli – OTTAVIO

Gabriele Pizzurro – LORENZINO

Edoardo De Padova – TONI e PROSDOCIMO

Gianluca Scaccia – FABRIZIO

Mersila Sokoli –  LUCIETTA

Ilaria Martinelli –  CHECCA

Sofia Ferrari –  ROSINA

Irene Giancontieri –  MENICHINA

Andreea Giuglea –  CECILI

info e orari

14 – 15 – 16 marzo ore 20.00

domenica ore 17.00

19 – 20 – 23 marzo ore 19.00

21 – 22 marzo ore 21.00

lunedì riposo

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