Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si dirige a piedi verso Palazzo Chigi, Roma, 11 gennaio 2021. ANSA/ UFFICIO STAMPA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO/ FILIPPO ATTILI +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

Crisi di Governo, Conte pensa al maxi-rimpasto

Al momento, nessuna indiscrezione, ma totale consegna del silenzio, caldeggiata dal Colle. Gli ultimi due incontri una settimana fa, subito prima e subito dopo l’annuncio del ritiro della delegazione ministeriale di IV da parte di Matteo Renzi. Allora il Capo dello Stato aveva chiesto di ‘uscire velocemente dall’incertezza’.

Come ricostruisce il Corriere della Sera, le opzioni percorribili sembrano essere solo due:  o Giuseppe Conte oppure elezioni anticipate.  Dopo lo strappo di Matteo Renzi (che non ha comunque chiuso del tutto la porta) la  maggioranza giallorossa vede solo due strade. La prima, della quale il premier ha parlato  con il capo dello Stato Sergio Mattarella, passa per un allargamento e rafforzamento dell’alleanza. E la seconda, il voto in tarda primavera, sarebbe la naturale conseguenza del fallimento del piano A.

Sia PD che M5S continuano a chiudere alla possibilità di un Governo di unità nazionale come anche all’ipotesi di governo politico con Renzi e senza Conte.

‘Conte si era preso una settimana per formare una maggioranza al Senato. Non ci è riuscito. Non so se sia la strada giusta provarci ancora. Un premier dovrebbe occuparsi di vaccini, scuole e lavoro. Non di come acquisire il consenso dei senatori con trattative infinite. Comunque quando avranno finito con il mercato delle poltrone, se vorranno, potranno parlare con noi. Noi siamo quelli che si dimettono, non che chiedono posti’. Fa sapere la Presidente dei deputati di Italia Viva, Maria Elena Boschi, su ‘La Stampa’.

Decisamente più dura la posizione di  Giorgia Meloni che sul ‘Corriere della Sera’ parla di governo che si regge su un mercato delle vacche, che però fatto da loro diventa una ‘boutique delle chianine”. La leader di FdI ribadisce di non voler ‘dare per scontato che il capo dello Stato si accontenti di fare solo da spettatore e’, anzi, spera che ‘come altri suoi predecessori eserciti la sua moral suasion’ e valuti se esistono le condizioni per sciogliere le Camere.

La strada, insomma,  è stretta e delicata. A Palazzo Chigi sanno benissimo che  con questi numeri ballerini c’è sempre il rischio di cadere. Si guarda già a mercoledì 27 gennaio, quando si voterà la relazione annuale in materia di giustizia del ministro Alfonso Bonafede con le truppe di Italia Viva hanno che potrebbero sferrare l’attacco in  Parlamento. E, il voto sul Guardasigilli potrebbe essere il primo di una lunga serie. L’ex sindaco di Firenze ha già annunciato il voto contrario.

Non solo. Bisogna poi fare i conti con  il nodo commissioni. In quelle più importanti (Affari costituzionali, Bilancio, Esteri e Industria) maggioranza e opposizione sono in parità senza i renziani che fanno da ago della bilancia. Un problema non da poco.

Il leader della Lega e quello d’Italia viva – scrive Il Giornale – “si sarebbero confrontanti pure sull’eventualità che i 18 senatori renziani potessero votare contro invece di limitarsi all’astensione, scenario archiviato quando il pallottoliere ha lasciato intendere che lo strappo di Iv rischiava comunque di non mandare a casa l’autoproclamato’avvocato del popolo’. Anche se, per studiare la situazione fino all’ultimo minuto utile, Renzi ha fatto sapere a Salvini  che avrebbe atteso la seconda chiamata. I due, poi, avrebbero convenuto sulla necessità di aprire un vero e proprio Vietnam a Palazzo Madama, con l’obiettivo di far saltare al più presto la raccogliticcia maggioranza che si è andata saldando ieri. Soprattutto nelle Commissioni, con i numeri di oggi non è un’operazione così complessa.

‘Il Paese non può restare ostaggio di un governo incapace, arrogante e raccogliticcio. Si tratta di una minoranza di governo che continua la sfacciata e scandalosa compravendita di parlamentari. E che non si fa scrupoli a imbarcare chi, eletto col centrodestra, ha tradito l’impegno preso con gli elettori’. Nonostante le forzature del governo e le continue scorrettezze, nonostante una pretesa autosufficienza che non esiste, il centrodestra non intende privare le famiglie e le aziende italiane degli aiuti necessari in un momento così drammatico. Per questa ragione, come annunciato, voterà compatto lo scostamento di bilancio’, è la posizione del centrodestra.

Giorgia Meloni risponde ai giallorossi dentro e fuori dal Parlamento che, dopo il suo discorso alla Camera, l’hanno accusata di essere una ‘pesciarola’, recriminando sul tono della voce troppo alto mentre inchiodava Giuseppe Conte alle sue responsabilità e alla sua inadeguatezza.

Meloni ha affidato il suo messaggio a un video postato su Facebook. La si vede arrivare ‘in scena’ con una cassetta di pesce in mano, declamandone le qualità e gli ‘ottimi prezzi’. La sinistra e i Cinquestelle, evidentemente piccati perché in Aula ho detto la verità, da oggi, in blocco, mi chiamano pesciarola, dimostrando, ancora una volta, quanto siano distanti dalla gente comune. Quanto la schifino. Invece a me, che sono una persona di popolo, la cosa non dà affatto fastidio’, dice Meloni nel video, che in poche ore ha avuto oltre un milione di visualizzazioni e più di 70mila like.

Meloni passa a chiarire, di cosa, invece, ci sarebbe da vergognarsi. ‘Una cosa ai compagni la voglio dire: vedete c’è gente che fa un lavoro nobile, come vendere il pesce, e c’è gente che fa un lavoro ignobile, come comprare le persone in Parlamento. Voi potete dire che io faccio parte della prima categoria, ma sicuramente voi fate parte della seconda’, conclude Meloni nel filmato, nel quale, come sottolinea FdI, che l’ha rilanciato, la leader del partito ‘umilia grillini, piddini e Scanzi vari’.

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