Calabria, interdizione Vincenzo Cesareo – MORRA (M5s): “Politica tipica della mafiosità con cui si elargiscono favori…”

Pare che per il Dott. Vincenzo Cesareo tutto avvenisse secondo regole ad personam, sviluppando in sostanza la politica tipica della mafiosità, della relazione, della conoscenza, del favore. Politica in cui alcuni ottengono ciò che dovrebbero avere per diritto ma che gli viene elargito dal potente di turno come se fosse un favore» – lo afferma il Presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra durante una diretta sulla sua pagina facebook. Morra parla dello scandalo che ha investito il Dott. Cesareo, dirigente medico dell’ASP di Cosenza e direttore sanitario dell’ospedale Spoke Cetraro-Paola in cui avrebbe somministrato indebitamente il vaccino anti covid19 a suoi amici e sottoposto illegittimamente soggetti a lui vicini a tamponi per l’individuazione del virus SarsCov2. 

“Venite che vi faccio fare tamponi pure a cani e gatti” – è un virgolettato di Cesareo che si legge sui giornali. Secondo quanto riportato da articoli di stampa il dott. Cesareo ha usato i mezzi che gli ha messo a disposizione la sanità calabrese per accompagnare amici e parenti in aeroporto, recarsi a fare acquisti presso il centro commerciale Ikea di Salerno, portare a pranzi e cene, anche fuori regione, i propri familiari ed altri soggetti a lui legati da vincoli personali. Per questo il Dott. Cesareo ha ricevuto una interdittiva cautelare dalla professione medica, notificata dai NAS di Cosenza su indicazione della Procura di Paola.

«Questo modo di fare politica – spiega il Presidente della Commissione parlamentare antimafia – molto spesso viene usato per aumentare il consenso personale in ambienti di lavoro o strettamente politico-elettorale. Il consenso popolare così conquistato diviene motivo di prevaricazione nei confronti di cittadini che non avendo alcuna relazione si vedranno scavalcati e schiacciati nei loro diritti».

Morra fa una puntualizzazione sul passato del Dott. Cesareo: «Voglio ricordare che su fonti aperte si trova la candidatura di Cesareo di qualche anno addietro con la Lega Nord MPA (movimento politico fondato da Raffaele Lombardo in Sicilia), Cesareo – ricorda Morra – per ottenere voti nella circoscrizione elettorale di Cosenza scende in provincia di Reggio Calabria e fino a Gioia Tauro per chiedere sostegno elettorale al boss Giuseppe Pelle».

Vincenzo Cesareo venne intercettato a casa del boss Giuseppe Pelle mentre chiedeva voti per una sua campagna elettorale («..io mi sento come uno della famiglia, tu lo sai». L’intercettazione è nell’inchiesta Reale III della DDA di Reggio Calabria). E poi c’è un’auto, un’audi 100, intestata a Vincenzo Cesareo e utilizzata per gli spostamenti del boss Muto proprio del re del pesce 

«La forza delle organizzazioni mafiose è da ricercarsi nella debolezza di chi dovrebbe combatterle e non reagisce. Se permettiamo alla ‘ndrangheta di crescere – conclude Morra – permettendogli di negare i nostri diritti un pezzo alla volta, tutto ciò ci porterà a privarci della nostra libertà».

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