LE NUVOLE di Aristofane con la Compagnia CASTALIA in occasione del 30°anniversario della sua nascita

Dal 17 Marzo al 2 Aprile 2023, al Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico), in occasione del 30° anniversario della sua nascita, la Compagnia CASTALIA, fondata e diretta da Vincenzo Zingaro, riconosciuta come una delle Compagnie Teatrali più prestigiose nell’allestimento di commedie classiche a livello nazionale, riporta in scena la sua storica edizione del celebre capolavoro “LE NUVOLE”, considerata da insigni studiosi come una delle più significative rappresentazioni del testo di Aristofane e inserita dall’Università di Roma “La Sapienza” nel progetto internazionale “IL TEATRO CLASSICO OGGI”.

Lo spettacolo inaugurò, nel 1992, l’inizio dell’importante percorso di rivisitazione del Teatro Classico che Vincenzo Zingaro, alla guida della Compagnia CASTALIA, porta avanti da 30 anni, riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica, al Teatro ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico), sede della Compagnia (riconosciuto dal Ministero della Cultura) e in prestigiosi Festival (OSTIA ANTICA, TAORMINA, PAESTUM, POMPEI, SEGESTA, FERENTO, TEATRI DI PIETRA, LEUCIANA, VENOSA, SARSINA, FORMIA e tanti altri), dando vita ad un  progetto culturale unico in Italia, che ha coinvolto oltre 500.000 studenti.

Centinaia di recensioni da parte della critica nazionale e saggi di importanti studiosi attestano lo straordinario valore culturale del lavoro drammaturgico e registico svolto da Vincenzo Zingaro sulla commedia classica antica, che da anni è oggetto di studio e Tesi universitarie presso prestigiose Università italiane ed europee.

Questo allestimento de “LE NUVOLE”, con la regia di Vincenzo Zingaro, rappresenta un’occasione speciale per immergersi nel meraviglioso mondo della Commedia attica antica, la prima forma di commedia del teatro occidentale, di cui il regista ha recuperato lo spirito più autentico, avvalendosi delle splendide maschere, create per lo spettacolo da Rino Carboni, maestro del trucco e degli effetti speciali nel cinema a livello mondiale (ricordiamo il suo magnifico sodalizio con Federico Fellini).

Lo spettacolo, di grande impatto, divertente e suggestivo, avvolge gli spettatori proiettandoli nell’animato fermento culturale dell’Atene del V secolo a. C., tra satira graffiante e giocosa fantasia, offrendo motivi di riflessione su importanti temi sociali, ancora oggi fortemente attuali.

Afferma Vincenzo Zingaro: “Sono trascorsi 2400 anni dalla prima rappresentazione de LE NUVOLE, avvenuta nel 423 a.C. ed è impressionante quanto l’opera riesca a conservare intatta e attuale la forza del suo messaggio. L’attacco contro i sofisti, dipinti da Aristofane come cialtroni, dediti a contrabbandare idee senza senso, pericolosi, in quanto capaci di attrarre i giovani con l’abilità dialettica, con la seduzione dell’effimero, allontanandoli dai valori veri, oggi potrebbe essere rivolta contro la degenerazione del sistema televisivo e dei social, che riescono ad imporre fenomeni e modelli spesso senza alcuna consistenza. Appare quanto mai urgente rinnovare profondamente la nostra società, offrendo ai giovani una visione positiva e costruttiva del futuro, lontano dalle scorciatoie, facendoli sentire parte di una collettività, in cui le azioni del singolo hanno un peso determinante per il bene e lo sviluppo comune. Anche questo invito ci viene dai Greci”.

Lo spettacolo, in questa nuova edizione, è prodotto in collaborazione con la prestigiosa Compagnia Mauri-Sturno.

LE NUVOLE di Aristofane

Adattamento e regia di Vincenzo Zingaro

NOTE DI REGIA

Un tuffo nell’immaginario giocoso e infantile, nella distesa immensa di paesaggi assolati, nel bagliore caldo delle fiaccole notturne, nell’incanto di un mondo dove tutto si dispone in un’armonica composizione: è questa la sensazione che ho ricevuto da Aristofane quando mi immersi per la prima volta nella lettura de LE NUVOLE. Meteorismi e defecazioni, lazzi, percosse, scherzi osceni, come per magia si fondono, senza alcuna stonatura, nella delicatezza delle immagini poetiche con le quali il drammaturgo ci fa librare in volo. Anzi, sta proprio in questo il fascino delle sue creazioni, in quella inafferrabile ed eterogenea varietà di colori, tipica delle opere dei grandi geni, che nel sottrarsi a regole e classificazioni, raggiungono le più alte vette della creatività. Aristofane ha un guizzo tutto suo: egli parte da una situazione iniziale di disagio di un personaggio o della collettività, per la cui risoluzione fa seguire l’elaborazione di un piano bizzarro. Di qui una serie di gag scoppiettanti, affidate ad una irresistibile carrellata di personaggi, quasi da Cartoon, presi ora dalla vita reale, ora dalla fantasia.

In effetti, ci sono molte affinità fra il mondo scenico di Aristofane e quello di Walt Disney: dallo zoomorfismo dei Cori, che danno vita a gustose elaborazioni di figure animali, da cui prendono il titolo diverse commedie (Le Vespe, Le Rone, Gli Uccelli); alla fantasia con cui si materializzano figure allegoriche come i “Discorsi”’ de LE NUVOLE; all’uso degli oggetti animati, come avviene ne Le Vespe, in cui degli utensili vanno a deporre in tribunale; agli insoliti abbinamenti di parole e di effetti linguistici, tali da produrre un originale universo sonoro paragonabile a quello dei fumetti. E’ un mondo che trasmette gioia, freschezza, trasparenza, in cui l’osceno non è mai morboso e la profondità del messaggio passa attraverso i toni della leggerezza e della provocazione. Ne LE NUVOLE, il poeta condanna l’arroganza e la bizzarrìa intellettuale del personaggio Socrate, facendone il simbolo di una cultura emergente pericolosamente relativista e sovvertitrice, quella dei sofisti. L’immagine scenica del filosofo non corrisponde certo a quella reale, della quale tutti conosciamo la straordinaria statura morale ed intellettuale, ma consente ad Aristofane (seppur in maniera arbitraria) di seguire la sua personale ispirazione per una pungente ed esilarante satira contro il potere mistificatorio di certi fenomeni alla moda in grado di influenzare le masse, offuscandone le coscienze (quanto c’è di simile in quello che viviamo nella nostra moderna società!).

Ecco, allora, che nella mia messinscena, Socrate appare su un trono sospeso nell’aria; la maschera che sembra di pietra e l’abito ieratico gli conferiscono un aspetto sacrale che induce all’assoggettamento. Assoggettamento che si fonda sull’ignoranza dei suoi interlocutori, i quali subiscono gli effetti della sua fascinazione, nella speranza di ricavarne guadagno. E’ la logica della rappresentazione con cui il potere riesce subdolamente a dominare le masse. I Discepoli ne sono l’esempio più evidente: essi perdono la loro dignità di esseri umani; trasfigurati in “polli”, razzolano adoranti e affamati nell’aia del “padrone”. Altrettanto dura è la critica mossa contro la disonestà del rozzo Strepsiade, incarnazione della stolta meschinità di chi, alla ricerca di facili e illecite scorciatoie, si fa irretire accettando qualsiasi insensatezza. Aristofane ama provocare fino all’estremo, per spingerci a riflettere sulla precaria condizione che accomuna tutti gli esseri umani, ma lo fa nella ricerca di una perduta armonia e, alla fine, dopo il celebre agone dei Discorsi, si lascia andare ad una irriverente e canzonatoria ammissione: ”…siamo tutti dei culi aperti!”. È una grande lezione di libertà intellettuale, dove svetta un sentimento di riconciliazione, di riappropriazione del senso vero della vita, di una necessaria semplicità. Ed è con semplicità che mi addentro nel “pensatoio”, per imparare non a “imbrogliare” ma a “capire” e a gioire, insieme agli attori, della possibilità che mi è data.

Diceva Hegel: “Chi non ha letto Aristofane non può capire cosa vuoi dire la felicità”. Sono trascorsi 2400 anni dalla prima rappresentazione de LE NUVOLE, avvenuta nel 423 a.C. ed è impressionante quanto l’opera riesca a conservare intatta e attuale la forza del suo messaggio. L’attacco contro i sofisti, dipinti da Aristofane come cialtroni, dediti a contrabbandare idee senza senso, pericolosi, in quanto capaci di attrarre i giovani con l’abilità dialettica, con la seduzione dell’effimero, allontanandoli dai valori veri, oggi potrebbe essere rivolta contro la degenerazione del sistema televisivo e dei social, che riesce ad imporre fenomeni e modelli spesso senza alcuna consistenza. Cito a questo proposito un passo tratto dal saggio HOMO VIDENS, in cui Giovanni Sartori (il più grande sociologo e politologo italiano) critica la deformazione dei criteri della comunicazione televisiva: “…la visibilità è garantita alle posizioni estreme, alle stravaganze e alle esagerazioni: più una tesi è sballata e più viene reclamizzata e diffusa. Le menti vuote si specializzano in estremismo intellettuale, e cosi acquistano notorietà, diffondendo vuotaggini. Ne risulta una formidabile selezione alla rovescia. Vengono a galla i ciarlatani, i pensatori da strapazzo, i novisti a ogni costo, e restano in ombra le persone serie e veramente pensanti…”. Credo sia arrivato davvero il momento di rinnovare profondamente la nostra società, offrendo ai giovani una visione positiva e costruttiva del futuro, facendoli sentire parte di una collettività, in cui le azioni del singolo hanno un peso determinante per il bene e lo sviluppo comune. Anche questo invito ci viene dai Greci.

Vincenzo Zingaro

Teatro ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico)

Roma, F. Redi 1/a

Dal 17 marzo al 2 aprile 2023 (venerdì. e sabato: ore 21,00 – domenica: ore 17,30)

La Compagnia CASTALIA

In occasione del 30°anniversario della sua nascita

presenta

LE NUVOLE di Aristofane

Adattamento e Regia Vincenzo Zingaro

Con Fabrizio Passerini, Ugo Cardinali, Piero Sarpa, Rocco Militano, Laura De Angelis,

Sina Sebastiani, Valeria Spada

Maschere Rino Carboni Studio

Musiche Giovanni Zappalorto – Scene Vincenzo Zingaro

Costumi Paola Iantorni – Disegno Luci Giovanna Venzi

TEATRO ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico)

Via F. Redi 1/a – 00161 Roma

Tel./ Fax 06.44248154 – Tel. 06. 4402719

Biglietti: Intero € 22,00

Ridotto € 18,00 (Over 65, CRAL, Associazioni convenzionate)

Ridotto studenti € 15,00 (fino a 26 anni)

Circa Redazione

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