Presentata la nuova stagione del Teatro lo Spazio – Roma

 

 

 

 

 

STAGIONE 2021-2022 TEATRO LO SPAZIO

 

DAL 07 AL 10 E DAL 14 AL 17 OTTOBRE

IL RIMPIAZZO

liberamente tratto da “ Il sostituto “ di David Nicholls

di Giulia Fiume

Regia Federico Le Pera

Con Kabir Tavani, Eugenio Mastrandrea, Giulia Fiume

Le premesse giovanili sembravano anticipare un futuro radioso ed all’insegna del successo, eppure Steven, festeggiati i 35, si direbbe ancora lontano mille miglia dal raggiungimento di traguardi importanti. Così, tra lavori saltuari, ed umilianti ingaggi televisivi, insiste ancora nel perseguire il suo sogno: diventare una star di Hollywood, come John Harmond.  John, al contrario di Steve, è un attore di successo, il più amato d’America e la sua vita avanza alla perfezione: contratti ultra-milionari, loft al centro di Londra (in cui è impegnato nella pièce teatrale del momento), ed una moglie “ideale”, Nina.
Il caso vuole che i loro destini si incrocino. Steve è infatti il sostituto della celebrità, nel caso in cui a quest’ultima dovesse accadere qualcosa di male. Ma cosa?  E pensare che gli basterebbe solo un’occasione… Così che tutti sarebbero costretti a ricredersi in merito al suo pronosticato fallimento: la sua ex moglie, sua figlia, lo show-biz in generale.
A complicare un intricato effetto domino, un improbabile colpo di fulmine! Infatti, quando l’occasione sembra finalmente presentarsi, Steve non mancherà d’innamorarsi della persona sbagliata e cioè la moglie del suo acerrimo rivale, Nina. Perchè si salvi dal funesto epilogo personale, il nostro eroe necessiterà di un’ imprevedibile colpo di scena. Una racconto avvincente, verosimile, dalle tinte comedy e spunti romantici.
Liberamente tratto dal romanzo di D. Nicholls, per la prima volta in scena in Italia,
“IL Rimpiazzo”.

DAL 21 AL 24 E DAL 28 AL 31 OTTOBRE

IL MECCANISMO DEL CAPRO ESPIATORIO

“SULFUREA”

Di Giusi Checcaglini

Regia Fabio Grossi

con Fabio Pasquini Francesco Maccarinelli

Tra i grandi miti della trasgressione, nel mondo occidentale, trionfa il perverso gioco tra il Diavolo e l’uomo, tra due intelligenze con ansia di potere l’uno sull’altro. E’ un duello ad armi dispari, con brevi tregue, che avviene in ogni terreno, esterno ed intimo, pronto a riaccendersi in momenti di particolare criticità per la vita personale e collettiva.

DAL 4 A 7 NOVEMBRE

 

L’AMORE è UNA SCUSA

Di Maria Carolina Salome

Regia Massimiliano Vado

con Alessandro Molinari, Maria Carolina Salome e Federico Scribani

Cosa succede se tre amici che si conoscono da trent’anni, decidono di incontrarsi per fare musica? E se uno di loro è un anno che non esce di casa, dopo la separazione dalla moglie, mentre l’altro è un attore cantante sempre in fuga da storie d’amore ingarbugliate e il terzo, anzi la terza è un’amica del cuore?
Federico e Carolina cercano di motivare Alessandro, l’amico musicista in un momento di evidente difficoltà esistenziale coinvolgendolo in un progetto per uno spettacolo musicale in cui ripercorreranno i trent’anni di amicizia che li lega finendo inevitabilmente a parlare della gioventù, di ricordi, di sentimenti, di donne, di uomini, di visione maschile e femminile dell’amore, toccando attraverso le canzoni le varie tappe di una storia d’amore, dai suoi felici momenti iniziali, al suo struggente tramonto, in un’atmosfera ironica e delicata, con un altalenarsi continuo fra il romanticismo e il graffiante, per poi comprendere che in fondo l’Amore è solo una scusa per ritrovarsi.

DAL 11 AL 14 NOVEMBRE

 

QUELLO CHE RESTA

Di Daniele Trombetti e Daniel Locci

Regia Daniele Trombetti

con : Daniele Trombetti, Daniele Locci, Francesca Bellucci, Beatrice de Luigi, Federico Capponi

“Quello che resta” è la storia di tre ragazzi. Gli amici di sempre. Antonello muore prematuramente, e le sue ultime volontà sono quelle di far spargere le proprie ceneri in un luogo da cui si veda l’aurora boreale. Saranno proprio gli amici di una vita a intraprendere questo viaggio, Silvano ed Enrico, ma tra loro il rapporto non è proprio tutto rose e fiori, sì perché tra tradimenti, bugie e fidanzate un’amicizia che sembrava fraterna si è incrinata drasticamente.  Silvano ed Enrico, insieme a Linda, l’ex ragazza di Silvano e l’attuale ragazza di Enrico, sono costretti a condividere la stessa auto per più di mille chilometri, ripercorrendo i momenti più belli di quel gruppo di amici che tutto poteva immaginare tranne che sarebbe finita così. Quello che resta è una commedia, verdoniana. Un on the road che parte da Roma, percorrendo tutta l’Europa per arrivare sul lago di Stettino, dove magari non sarà tutto perfetto, ma l’importante è quello che resta del viaggio appena fatto.

La commedia è strutturata come un vero e proprio viaggio. Fisico e metafisico. Un viaggio tra passato e presente, con uno sguardo verso il futuro. Silvano, il nostro protagonista, è costretto ad affrontare più di un dramma, la morte del migliore amico, la rottura con l’altro e il ridicolo approccio della sua ex, che lo porteranno a mettere in discussione la propria esistenza fino a quel momento. Oltre al viaggio verso Stettino, che darà il via a questa trasformazione interiore, cruciale sarà l’incontro con Manuela. Una ragazza trans in fuga da sé stessa e da un mondo bigotto e sessista. Il coraggio della scelta, la necessità d’imparare a lasciar andare, la paura di scoprire sé stessi e la voglia di reimparare a vivere.  Tutto questo è “Quello che resta”. Uno spettacolo che potrebbe essere assolutamente tratto da una storia vera, ma raccontato con toni leggeri e scanzonati.

D’altronde, come diceva Alberto Sordi: “Le persone che non ridono mai non sono serie. L’umorismo è un modo di dire qualcosa di serio. Quanno se scherza, bisogna esse seri.”

DAL 18 AL 21 NOVEMBRE

ACQUA VIVA….

da Agua Viva di Clarice Lispector

Di e con Elena Arvigo

 

Acqua viva è una lettera d’amore alla vita e alla scrittura; è una confessione e una promessa: “Ti scrivo perché non mi comprendo. Ma continuo a seguirmi”.

Sono le tre di notte. È fine estate. In una camera “fosforescente di silenzio”, con una finestra e una tenda strappata, entra la luce della luna piena e una donna “caleidoscopica”, una pittrice, entra  in un flusso di coscienza: sogni, ricordi e ombrelli aperti, le piccole persone care a Clarice, cani e gatti, quello che c’è ma che non si vede: “La cosa che più mi emoziona è che ciò che non vedo esiste lo stesso. Perché così ho ai miei piedi tutto un mondo sconosciuto che esiste pieno e denso e ricco di saliva”.

La protagonista di Acqua viva, a cui Elena Arvigo presta voce e corpo, si interroga incessantemente sulle possibilità del linguaggio. Ammette di non sapere cosa sta scrivendo, scrive di essere oscura a se stessa, dichiara che quello che può venir fuori dai suoi pensieri sarà imprevedibile, forse spaventoso. La voce si spezza e di disperde in mille angoli per evidenziare l’esperienza stessa della parola e il tramonto di ogni sua capacità comunicativa. Siamo, di fatto, obbligati ad ascoltare questo andamento fluido e ondeggiante del linguaggio che tenta di porsi come deriva, come se non esistesse più la possibilità di una salvezza all’interno dell’esistenza ma solo sul suo margine esterno.

 “Non voglio avere la limitazione terribile di chi vive soltanto di quanto può avere senso. Io no: io voglio una verità inventata.”

23 E 24 NOVEMBRE

 

LEGITTIMA DIFESA DOSSIER

 

con Marta Iacopini, Rossana Colace, Ilenia Costanza, Ilaria Bordenca , Cristiana Esposito, Totò Costanza

testo e regia di Ilenia Costanza

introduzione a cura di Alda D’Eusanio

Dopo un’ouverture affidata alla voce di Oriana Fallaci che parla ad una “goccia di vita”, spiegando la meravigliosa avventura di essere femmina e l’altrettanto meravigliosa avventura di essere maschio, per giungere  alla vera importanza di essere Persona, questo dossier descrive la violenza sulle donne: fa i nomi, racconta le modalità, sussurra le emozioni… le ultime per tante femmine a cui è stata strappata l’anima!  “Ogni uomo oppressivo ha una madre che gli ha trasmesso una cultura. Il maschilismo è come l’emofilia: colpisce l’uomo, ma è trasmesso dalle donne”.

DAL 25 AL 28 NOVEMBRE

FEDERICO DEI SOGNI

Scritto e diretto da Germano Rubbi

con Gianni De Feo

Fisarmonica Daniele Mutino

e con Germano Rubbi

  1. Un secolo dalla nascita di Federico Fellini. 2020… un numero che ripete sestesso come in una sorta di mantra. Non poteva essere altrimenti per il più geniale ed onirico artista del ‘900. Ed è proprio seguendo la forte componente onirica di Fellini e delle sue opere che questo spettacolo vuole celebrare tale ricorrenza in maniera unica e del tutto originale. Non è solo uno spettacolo con musiche e canzoni dal vivo, né una ricostruzione autobiografica di Fellini, né immagini dei suoi film, “Federico dei sogni” è un sogno stesso. Una narrazione rocambolesca attraverso la quale il protagonista , come durante ujn processo di autoanalisi o una seduta psicanalitica, disegna nello spazio suggestioni, volti e personaggi che sfilano sotto i portici di una via di provimci in un’allegra festa pirotecnica. Personaggi simili ad acrobati caduti per errore dal trapezio di un circo e grasse maitresse pronte a colpire con le loro siringhe nascoste nei camici bianci, assetate di sangue come vampiri dei Carpazi. Ragazzi che abbracciano la nebbia, e la neve che cade leggera fino all’ultimo fiocco. Vecchi buffoni sporchi, brutti e l’aria infame, che ballano fuori tempo come marionette scuancate in abiti da sposa, e il vento che si abbatte nell’androne del Grand Hotel di Rimini. E poi gigantesche donne dal corpostatuario che emergono dal mare, simili a creature mitologiche.

 

DAL 2 AL 5 E DAL 9 AL 12 DICEMBRE

 

UOMINI DA MARCIAPIEDE

DI Pino Ammendola

Regia Pino Ammendola

Con Pino Ammendola, Giogio Gobbi ,Pietro Bontempo

In una notte desolatamente deserta, tre uomini ‘battono’ lungo un viale. Sono uomini soli, abbandonati al loro destino, emblema di una umanità dolente e disperata, ‘battono’, più per cercare compagia, che per il vil danaro! Nella strada periferica, ai margini della città, essi stessi sono al margine di tutto, persino della loro sessualità. Nessuno si ferma, nessuno vuole più la napoletana estroversa di Pino, la tenera ‘barbie’ di Ciccio, la ‘macha’ borchiata di Pietro, nemmeno una macchina che passa, anche la città sembra dimostrare la propria indifferenza alle tre ‘strambe’ passeggiatrici che all’inizio ne ridono, ma poi se ne chiedono il motivo, vomitandosi addosso le proprie nevrosi, scatenando situazioni di parossistica comicità… col passare del tempo però l’angoscia di questa solitudine è sempre più drammatica per i tre che la vivono, ma altrettanto liberatoria e divertente per il pubblico che li spia. Quando alla fine, dopo le reciproche esilaranti confessioni intime, decidono di smettere, e non solo per quella sera, accade qualcosa che sorprenderà tutti… soprattutto noi spettatori.

 

DAL 16 AL 19 DICEMBRE

 

DIS-ORDER

Di Neil Labute

Regia Marcello Cotugno

Con Benedicta Boccoli e Claudio Botosso

Uno spettacolo teatrale tratto da un testo di Neil LaBute diviso in due atti unici: LAND OF DEATH e HELTER SKELTER. Nel primo atto unico, LAND OF DEATH, l’uomo riceve una telefonata sul cellulare alle 6 am dal suo capo che lo invita a colazione. Invito a cui non può rinunciare, che gli impedisce di accompagnare la moglie in clinica ad abortire. Durante la colazione l’uomo telefona alla moglie per dirle che ha cambiato idea ed è disposto a tenere il bambino, ma la donna non risponde. Mentre si avvia in ufficio al World Trade Center, l’uomo impreca contro la moglie: … HO PROVATO UN PAIO DI VOLTE, MA LEI PREME SEMPRE IL TASTO CHE TOGLIE LA SUONERIA. MI DA’ SUI NERVI. TUTTA LA MATTINATA E’ STATA UNO SCHIFO CON QUESTA STORIA DI COME GESTISCE IL TELEFONINO. L’uomo lavora al World Trade Center e quella mattina stessa sarà tra le vittime dell’attentato aereo. La moglie in poche ore perde l’uomo che ama e il bambino. E’ sola: del marito ha il ricordo di un messaggio registrato nella segreteria del cellulare che la invita a tenere il bambino.

Nel secondo atto HELTER SKELTER, LABUTE mette in scena una lunga e buffa situazione in cui il marito tenta in maniera ridicola di sottrarsi alla richiesta della moglie di usare il suo cellulare, fingendo di averlo perso o dimenticato. Sa che sul display del cellulare apparirà il nome della sorella di lei di cui è l’amante. Anche in questo caso la TELEFONIA MOBILE è al centro dell’attenzione dello spettatore. Molte coppie hanno vissuto situazioni analoghe e rivedono comportamenti che gli appartengono o gli sono appartenuti. E anche in questo caso, come in LAND OF DEATH, l’uso della TELEFONIA MOBILE determinerà il corso dei destini dei due Personaggi.

DAL 28 AL 31 DICEMBRE E IL 2 GENNAIO

 

FASE CHRISTMAS

Di e con  Attilio Fontana Emiliano Reggente

Dopo essere stati i primi a debuttare alla riapertura dei teatri del 15 giugno 2020 con  “FASE SHOW” la maratona teatrale di nove repliche in tre giorni andata in scena al Teatro Lo Spazio che ha riscosso un bellissimo riscontro sia da parte del pubblico che della critica ,  Attilio Fontana ed Emiliano Reggente  rilanciano con un nuovo progetto dall’atmosfera natalizia tornando ad esorcizzare questa “Natalità 2.0” con la loro comicità elegante , brillante e musicale.

Ancora una volta ospiti nel suggestivo teatro che ha sede nel cuore della capitale, Attilio ed Emi presentano “Fase Christmas Show”.

Uno spettacolo che ha l’intento di continuare ad esorcizzare questo periodo che ci troviamo a vivere, e che acquisirà contorni ancora più anomali nella cornice natalizia.

Tra corse forsennate all’ultimo acquisto, addobbi, e canti natalizi. Non mancheranno gag, brani inediti, e l’ormai irrinunciabile “Fiaba” per i bambini di tutte le età.

Uno spettacolo brillante dove troveremo il decennale duo alle prese con il racconto del periodo più bello e complicato dell’anno, dove si sa siamo tutti più buoni, o almeno dovremmo…

Lo spettacolo comprenderà una replica speciale  il 31 gennaio, ribattezzata per l’occasione “Fase Capodanno Show”, con cenone e brindisi per lasciarsi alle spalle insieme questo 2021 e dare un benvenuto colmo di speranza al 2022.  Accompagnati dal maestro Franco Ventura alle chitarre e Roberto Rocchetti al pianoforte .

4 e 5 GENNAIO

 

LUIGINO

Di Salvatore Lanza

regia Giulia Fiume

con Lara Balbo

‘Luigino’ è il resoconto verosimile d’una storia d’amore che ha inizio da un classico imprinting fisico, fino al raggiungimento di un’amara consapevolezza e cioè che, davvero e nel profondo, “si piglia, chi si somiglia”. Dura è la traduzione degli esiti, ma più forte ancora, e per fortuna, è il bisogno d’essere felici.
“Ricordo ancora quando vidi Lara esibirsi in un brano estratto da “Luigino”, appunto.
Lei così eterea, elegante… il tema era il sesso orale. Mi piegai in due dal ridere, smisi di respirare, ed ancora una volta diedi ragione alla teoria per cui l’attore, se valido, possa affrontare qualunque sfida artistica. Quando Salvatore Lanza, l’autore e Lara, mi chiesero di curarne la regia ne fui entusiasta. Ho optato per una regia minimale, di supporto alla sua autentica bravura, chicche musicali e tanto cuore.”

6/7 GENNAIO

MARY

( TERZO CLASSIFICATO IDEE NELLO SPAZIO 2020 )

DI Filippo Maria Macchiusi

regia Alessandro Cecchini

con: Federico Maria Galante, Filippo Maria Macchiusi

Una piazza, uno scatolone e due ragazzi. Mary è la ragazza invisibile contesa dai due protagonisti del corto, Filippo e Federico. I due si incontrano per la restituzione di uno scatolone con gli oggetti di Mary che finisce per diventare il simbolo di un passaggio di consegne tra una relazione e la successiva ed il pretesto per lo scontro tra i due modi opposti di intendere l’amore. Filippo è stato appena lasciato da Mary dopo una storia di 3 anni; è un pensatore, riflessivo, calmo e pacato ma incapace di una spinta verso la vita. Mary rompe la sua storia con lui per fidanzarsi con Federico, bello, divertente, pieno di iniziativa, ma poco brillante, privo di cultura e un po’ rude. L’incontro è l’occasione che i due protagonisti aspettavano per confrontarsi e rinfacciarsi reciprocamente tutto o quasi, tra paradossali momenti di intimità, un’improbabile complicità fino al litigio più acceso ma sempre goffo, per rendersi conto sempre di più che ognuno di loro rappresenta solo la metà di ciò che sta cercando Mary.

8/9 GENNAIO

 

L’OSPITE

DI Luca Refrigeri  e Daniele D’Arcangelo

( SECONDO CLASSIFICATO IDEE NELLO SPAZIO 2020)

con Chiara Moretti e Martina Mastroianni

L’Ospite è una storia che parla di impotenza e disillusione. Una storia di due improbabili eroine, che sfidano con le loro imperfezioni ogni tentativo del pubblico di tenersi distante. Una storia che mostra l’orlo del baratro, e come, proprio quando tutto sembra crollare, qualcosa nasce, una nuova speranza nuovamente disillusa o un nuovo modo di essere, un nuovo sguardo alle cose, un rinnovato amore per ciò che conta davvero. In scena una storia che riguarda tutti e che, svelando le fragilità dei suoi protagonisti, ci invita a ridere delle nostre debolezze altrimenti vissute come drammi.

Due sorelle, Monica e Valeria, si incontrano di nuovo nella casa di famiglia dopo un lungo distacco determinato da liti e rancori mai sopiti. Valeria, dall’aspetto minuto, distratta, svampita per indole, conduce un’esistenza piatta, routinaria e desidera con tutta sé stessa un rapporto d’amore che la conduca al di fuori della sua zona di confort. Monica, donna alta, dal carattere deciso e battagliero, vive una condizione economica a dir poco precaria con lavori a chiamata, debiti e rinunce. Giusto il tempo di pochi convenevoli per ritrovarsi tutte e due complici di un rapimento la cui vittima non è un uomo qualunque, bensì un malridotto cardinale della curia romana. Il bisogno disperato di soldi e di dare una svolta alle loro vite condurrà le protagoniste della storia ad affrontare le difficoltà che scena dopo scena proveranno a rendere vano ogni sforzo, per condurle infine a ritrovare loro stesse e qualcosa di più. Secondo posto al concorso “Idee nello Spazio” – Teatro Lo Spazio di Roma, luglio 2020.

DAL 13 AL 16 GENNAIO

 

THE TOXIC AVENGER

Regia di Nicholas Musicco

Spettacolo di punta a Roma presso il Teatro Lo Spazio e’ “TOXIC AVANGER” Musical Off- Broadway in gentile concessione dalla MTI Europa. Un musical esagerato, irriverente, energico e divertente,“fuori dal comune” e con un fascino un po ‘bizzarro che vuole intenzionalmente posizionarsi “sopra le righe”. Toxie è una creatura mutante che si propone di salvare il mondo dal riscaldamento globale mentre cerca di conquistare il cuore della sua amata Sarah, ma a inseguirlo è il malvagio sindaco che farà di tutto per sbarazzarsi di lui . Potrebbe non essere la trama più complicata, che ha un aspetto da fumetto – ma le risate vogliono lasciare qualche spazio alla riflessione.

Avenger è un musical rock del 2008 basato sul film del 1984 con lo stesso nome. Il libro del musical è stato scritto da Joe DiPietro, la musica da David Bryan, ed entrambi hanno scritto i testi. Il tema principale e’ l’ambiente e il clima che fa’ da contorno ad una storia d’amore alquanto fuori dal comune.

DAL 20 AL 23 GENNAIO

 

IO NON SONO GRANTURCO

Di Antonio Mocciola

Regia Giorgia Filanti

con Serena Borrelli e David Marzi

Nell’anno che ha cambiato la storia del mondo, il 2001, si svolge il dramma di Hassan Shafei, 30 anni, che finisce nel mirino dell’FBI per sospetto collaborazionismo con Al – Qaeda dopo le stragi dell’11 settembre, e – come tanti colpevoli, ma anche altrettanti innocenti – finirà nel carcere “preventivo” di Guantanamo in attesa di un processo che non arriverà mai. Sperimenterà le torture degradanti per “cavare” la verità, non diversamente da quelle che subivano le streghe nel ‘600, o gli eretici, o tutti i soggetti scomodi o pericolosi, o solo sospettati.

Nella prima parte Hassan, mauritano, residente in America da un anno, subisce un interrogatorio ficcante e destabilizzante da parte di un’agente dell’Fbi, Gwenda Carter, una donna dura e cinica che ribalta il ruolo dei sessi con compiaciuto cinismo, mentre il ragazzo comincia a perdere le certezze di una legge giusta, essendogli negati avvocati e persino traduttori. Non avendo ottenuto risposte, visibilmente indispettita, l’agente lo ammanetta e gli impone delle cuffie auricolari, consegnandolo all’arresto preventivo.  Nella seconda, ormai privato di tutto, dagli abiti civili ai documenti, incatenato e con una cuffia alle orecchie che lo isola – ma che lo inonda anche di stordente musica alle orecchie come pervasiva tortura – racconterà frammenti del suo isolamento, e sprazzi della sua vita passata.
Non poteva che essere una donna acuta – meglio, acuminata – come Giorgia Filanti a dirigere questo mio tentativo di raccontare il disagio, lo sgomento, lo sperdimento di un uomo reso fragile dalle circostanze di fronte ad un altro essere, che perde – ma solo a intermittenza – l’elemento umano. In un’angosciante altalena di speranze e terrore, si perde il senso di una giustizia giusta, e saltano tutti gli equilibri, a cominciare – perché no – da quelli sessuali, in cui l’estremo pudore mediorientiale si scontra frontalmente con il disinibito cinismo occidentale.

Nei postumi dell’11 Settembre 2001, come conseguenza dell’aumentare del livello di minaccia
alla sicurezza nazionale, più di 700 individui furono detenuti con il sospetto di attività terroristiche. 515 erano stranieri ed in seguito deportati
4 erano cittadini americani
A tutti è stato negato un giusto processo.

24 e 25 GENNAIO

 

DOSAGGIO ORMONALE

di e con  Giuditta Cambieri Lorella Pieralli

Parole e canzoni s’intrecciano durante una tempesta ormonale. Verità vengono a galla. Giuditta e Lorella si ritrovano a navigare in un mare di “sudarelle” tra verità più o meno scomode  venute a galla durante quella perturbazione. Pezzi di cuore tagliuzzato, ricordi di speranze naufragate,  parole che era meglio non sentire e altre che sarebbe stato meglio dire, immagini uscite da scene di vita vissuta e di vita sopravvissuta.

L’ormone, si sa, è come un coreografo impazzito; ti fa saltellare un po’ qua e un po’ là. Così in un percorso di riflessioni drammaticamente comiche e non solo, le due si ritrovano a fare il punto  sull’ essere donne in un mondo fatto a misura di maschio. Un mondo fatto apposta per “lui”, fatto apposta come un dispetto per “lei”.

Ma non tutte le perturbazioni vengono per nuocere. Non è più tempo d’aspettare, è tempo d’imboccare la gloriosa strada della tanto temuta e agognata menopausa. ATTEMPATE ORA….RESISTENTI DA SEMPRE

DAL 27 AL 30 GENNAIO

 

PADAM PADAM

A cura di Adele Tirante

con Adele Tirante e Mirko D’Ettori

Concerto spettacolo ispirato alla figura di Edith Piaf

“Padam” è il nome con cui anticamente di parigini chiamavano la loro città. “Padam Padam” è il titolo di una celebre canzone cantata da Edith Piaf, il passerotto dall’ugola d’oro, che in questo brano esprime la vorticosa e ossessiva commedia dell’amore, che come il suono di un’orchestra imprigionato nella sua memoria, prima o poi la farà diventare folle, così recita il testo. E’ proprio il tema dell’amore, in questa straordinaria interprete e nella sua epoca, che voglio affrontare  attraverso la scelta di canzoni del suo repertorio   e attraverso tratte liberamente dalla biografia scritta dalla sorella Simone Berteaut, da Prevert e da   Jean Coctau.  L’uccellino Piaf canta l’amore che forse è più appropriato far scoppiare dentro una canzone che vivere. L’amore come palcoscenico. L’amore sviscerato nelle più sottili sfumature, amore come assenza, amore come perdita, amore come non amore, amore come una via di rose, un tappeto sotto i piedi dell’amato. Non c’è una ricerca filologica, ma la semplice volontà di rendere testimonianza a una grande artista che da qualche tempo interpreto e studio, attraverso il tempo della memoria e del sogno.

DAL 3 AL 6 FEBBRAIO

 

COMPLETAMNETE ESAURITO

Di Becky Mode

Traduzione adattamento Davide Nebbia

con Davide Nebbia

Regia Antonia DI Francesco

Direttamente da Broadway una divertente commedia unica nel suo genere. Davide Nebbia impersona un giovane impiegato alle prese con il centralino di un rinomato ristorante stellato, frequentato da Vip, Star e aspiranti tali.

Seduto al desk delle prenotazioni ricavato da un seminterrato umido e freddo, il protagonista di questa storia è in realtà un giovane attore in attesa di scritture in un panorama teatrale italiano tutt’altro che confortante. Così, in attesa del colpo di fortuna, tra un provino e l’altro, il giovane talentuoso si mantiene con un lavoro che lungi dal procurargli soddisfazioni, lo precipita in uno stato di stress sempre più difficile da gestire.  Tormentato da clienti di vecchia data che telefonano in continuazione insieme ai nuovi adepti e ai curiosi di questa “cucina molecolare”; maltrattato dal capocameriere e vessato dallo chef, il povero ragazzo è pressato anche dai familiari che pretendono la sua presenza durante le imminenti festività natalizie senza capire che a Natale il ristorante sarà aperto.

Ma la situazione è aggravata dal fatto che oggi si trova da solo a rispondere al telefono: i suoi colleghi pare siano bloccati nel traffico. E così, ad un ritmo incalzante si alternano sulla scena ben quaranta personaggi: tra vecchie signore dell’alta borghesia, agenti teatrali inaffidabili, segretari di celebrità televisive, individui poco raccomandabili; ma anche gente comune (seppure un po’ fuori del comune): tutti desiderosi di assaggiare le specialità dello chef stellato. La genialità del testo consiste nel fatto che tutti i quaranta personaggi saranno interpretati da un solo attore; la genialità dell’attore in questione consiste nel tentativo di uscirne vivo e sano di mente. Un’ora e mezza di vigorose risate attendono gli spettatori che vorranno entrare nel nostro seminterrato per assaggiare, insieme alla cucina del rinomato chef, un po’ di autentica ironia; unica cosa che possa salvarci dalla nostra frenetica vita metropolitana.

DAL 10 AL 13 FEBBRAIO

 

MARLENE D. The Legend

di e con Riccardo Castagnari

al pianoforte Andrea Calvani

 

MARLENE D. The Legend (spettacolo di prosa con canzoni) giunge quest’anno al suo 21° anno di età.
Nato da un’idea di Riccardo Castagnari, che ne ha scritto il testo e curato la regia, MARLENE D. è stato in giro per il mondo in una fortunata tournée, toccando tra le sue tappe Città del Messico e Parigi (dove ha conquistato il Premio Marius 2009 come miglior spettacolo musicale dell’anno). Castagnari, celato per ben otto anni dietro lo pseudonimo di Quince, ha rivelato che autore e interprete erano la stessa persona proprio alla vigilia del suo debutto parigino.
Sulla scena vediamo una Dietrich ormai cinquantenne che, diventata “veleno per il botteghino”, è costretta a inventarsi una nuova professione: quella di cantante (che la vedrà per 25 anni protagonista sulle scene teatrali di tutto il mondo). Telefonate, capricci, amanti, costumi mozzafiato, canzoni (accompagnate al pianoforte da Andrea Calvani) fanno da sfondo ad una pesante ed insospettata solitudine. Ma se proprio in una di queste tappe del suo tour mondiale Marlene avesse incontrato Quince? Probabilmente ne sarebbe nata una duratura amicizia…

 

 

22 e 23 FEBBRAIO

 

MAMME le Visioni ( Un omaggio Basile e Ruccello )

Terzo clasificato al concorso Idee nello Spazio 2021

Riadattamento e Regia Luca Trezza

Con Luca Trezza e Francesca Muoio

Un omaggio a Basile a  Ruccello e a Napoli alla sua tragica ironia e fervente passionalità.

Il corto vuole narrare ed evocare un atmosfera. La storia parla attraverso una favola nera,di una famiglia con una Mamma un Padre ed una Figlia e  l’arrivo inaspettato di una Vicina che sconvolgerà la quiete…

DAL 17 AL 20 e dal 24 al 27 FEBBRAIO

 

LADY D

Regia Pino Ammendola

con Annalisa Favetti

Subito dopo l’incidente stradale sotto il tunnel del Pont De L’Alma a Parigi, dai rottami fumanti dell’auto, si libra la voce di Lady D, la principessa più amata nel mondo. In una sorta di delirio premorte, inizia a raccontare la sua storia, conducendo gli spettatori nel suo mondo più intimo e segreto. Annalisa Favetti restituisce attraverso il racconto la dolcezza, la grinta e lo strazio di Lady D, come donna, come essere umano che soffre, sbaglia, ma trova sempre una via per riprendersi…. Lo scettro della vita.

DAL 3 AL 6 MARZO

ADOLF PRIMA DI HITLER

di Antonio Mocciola

regia Diego Sommaripa

con Gabriella Cerrino, Francesco Barra, Vincenzo Coppola

Due ragazzi di 20 anni in una Vienna di inizio ‘900, rintanati in un mesto monolocale invaso dal fumo tossico di una piccola stufa a cherosene, provano a capire la vita. Sono amici per la pelle. Uno é Gustav Kubizek, figlio di un tappezziere, diventerà un apprezzato direttore d’orchestra. L’altro é Adolf Hitler. Tra di loro un rapporto morboso, viscerale, indicibile all’epoca. In quella stanza umida, tra parole non dette di due adolescenti in crisi prende vita la più grande tragedia del secolo.

Liberamente tratto dalla biografia “Il giovane Hitler che conobbi” scritta da Kubizek ricordando i quattro intensissimi anni passati accanto al dittatore austriaco, “Adolf prima di Hitler” di Antonio Mocciola è uno squarcio di vita intima, destinata a divenire pubblica, e letale. Il corso della storia, forse, sarebbe cambiato radicalmente. E fa venire i brividi che a farlo sarebbe bastato uno sguardo ricambiato, una coraggiosa intesa. Sarebbe bastato un bacio.

Mettere in scena Hitler come se non conoscessi la storia, dimenticando il mondo che ha generato, è una sfida meravigliosa che con orgoglio accolgo. Ho la fortuna d’avere una drammaturgia incandescente di Antonio Mocciola tra le mani, tratta da una clamorosa ed ormai introvabile autobiografia, una discesa agli inferi impetuosa, senza sosta, senza tempo, piena di ritmo e cambi di passo, ed è cosi che viviamo la durata della pièce, come un cerchio che piano piano si restringe, fino ad arrivare ad un bivio importantissimo, che avrebbe potuto cambiare la storia dell’intera umanità. Pochi elementi di scena, lasciando spazio ai rapporti tra il futuro dittatore ed il suo coinquilino perdutamente innamorato di lui: rapporti intimi, nascosti, segreti, e la parola diventa strumento potente; è un gioco sottile tra Adolf (Vincenzo Coppola) e Gustav (Francesco Barra), ma pericoloso, che mi suggerisce di dare delle tinte di giallo alla messa in scena, grazie anche all’ambigua padrona di casa, la signora Zakreys (Gabriella Cerino). In quella stamberga si stava facendo la storia. A pensarci ancora rabbrividisco. (Diego Sommaripa) 

 

 

 

 

DAL 10 AL 13 MARZO

EDIPO re MAKE

regia  Cinzia Maccagnano

con Raffaele Gangale, Dario Garofalo, Cinzia Maccagnano, Luna Marongiu, Cristina Putignano

Quello di Edipo è il dramma della conoscenza, il dramma di un uomo vinto dalla fatalità malgrado la sua volontà e la sua ribellione. E innanzitutto la ribellione avviene in se stesso: è lui che evoca la ragione e poi l’istinto, creando dialoghi serrati, che diventano sempre più interrogatori, con Creonte e con Tiresia, quasi fossero voci interiori che lo tormentano e lo inducono a scavare nel conscio e nell’inconscio affinché la verità si palesi accecante come la luce. Edipo sa ed ha dimenticato, perciò intraprende un percorso dall’interno verso l’esterno che riporta se stesso e lo spettatore a quella Verità inevitabile, già presente. Il dentro e il fuori: il male è fuori come rappresentazione del dentro, e il dentro emerge e incalza. Tutto il percorso è una rappresentazione di cui Edipo soltanto è inconsapevole. Creonte prima, Tiresia poi e la stessa Giocasta, ciascuno a proprio modo, sembrano condurre il re a specchiarsi per vedere sé stesso e, “per oscura che sia”, la sua stirpe.  La scena ruota e con lei il punto di vista, quasi imitando il movimento di una macchina da presa, per mettere a fuoco le dinamiche e i rapporti tra i personaggi che agiscono in un dichiarato gioco di messa in scena che si fa sempre più chiaro man mano che Edipo perde lucidità precipitando nell’inganno della rappresentazione resa esplicita dalla costruzione di un vero e proprio “teatrino” su cui prende forma l’inesorabile tragedia.

“Luce, ora ti vedo per l’ultima volta!”grida quando ormai è tutto rivelato e la luce abbagliante del vero non può che lasciare spazio alle tenebre.
Ma per quanto accecante la verità, è l’unica strada verso la consapevolezza a cui alla fine giunge Edipo che, privandosi degli occhi e dell’inganno che da essi ne è venuto, intraprende la via della conoscenza di sé e della catarsi.

DAL 17 AL 20 MARZO

 

LE DISSOLUTE ASSOLTE

Di Luca Gaeta

Con Alessia Fabiani, Lucia Rossi, Nela Lucic, Valentina Ghetti, Annamaria Zuccaro, Glenda Canino, Raffaella Paleari, Priscilla Micol Marino, Giulia Morgani, Licia Amendola, Martina Palmitesta, Melody Quiteros e Marco Giustini.

Nell’atmosfera inquietante di una festa oscura, tra maschere e mantelli neri si consumerà un party dai riti orgiastici. Un Teatro che si trasforma in una casa chiusa dove abitano le donne che Don Giovanni ha reso immortali, inserendole nel suo famoso catalogo; qui raccontano le loro storie di seduzione. Un onirico locale notturno, dove, come un “fool”, il servo Leporello accompagnerà divertito il pubblico tra sensuali corpi nudi, diabolici suoni di violino, fumi di candele e alcool, da cui uscirà dopo aver bevuto e cantato fino all’alba.

In un Teatro che diventa una casa chiusa piena di sensualità e mistero, ci sono le donne sedotte dal Don Giovanni: figura che non rappresenta solo la seduzione dell’uomo che mira alle donne e poi se ne libera, ma anche dell’essere umano che vuole assecondare i propri piaceri senza pensare ad altro, affondando sempre più nel vizio, anche a scapito della morale. Queste Donne decidono di “chiudersi” in un convento di amletica memoria, un oscuro bordello in cui “espiare” la propria dissolutezza. Si racconta la loro storia e il loro incontro con il Don Giovanni, come un percorso a ritroso nel cuore di tenebra dell’uomo. Le parole sondano l’anima nera di chi prende senza trattenere, ama senza toccare il cuore, vuole senza avere. Le donne come bellissimi corpi da ferire, e dalle cui ferite nascono i fiori del male che curano le nostre pulsioni.

DAL 24 AL 27 MARZO

 

MERCOLEDI ALLE 15

Scritto e diretto da Francesca Romana Miceli Picardi

Con Francesca Romana Miceli Picardi, Barbara Caridi, Ilaria Giambini.

Anna schizofrenica da anni, smette di prendere le sue medicine. Le voci le “consigliano” di andare a cercare la luna in macchina alle tre di notte.

Una volta in strada, sbanda e fa una strage. Tenta di scappare ma finisce in cella: dove la “aspettano” Valeria e Giada, due guardie penitenziarie che la condurranno dritta in un antro infernale: la cella zero. “Mercoledi alle 3” nasce dopo essere venuta a conoscenza della cella nuda.

“Mi sono iniziata a chiedere, dove inizia il “credo” e quando si trasforma in ferocia?
Cosa accade all’interno della mente umana, quando forte di una divisa che indossa, ne dimentica il valore e la usa per rivendicarsi, ottenere, umiliare?
Il problema e’ sociale? Umano? Pisicologico?
Ho scelto di raccontare ed entrare nei meandri della divisa per eccellenza: quella delle forze dell’ordine; lo dice la parola stessa, quasi un ossimoro: ottenere l’ordine con la forza.
Scevra pero’, da ragionamenti politici, che avrebbero potuto forzare o depistarmi, ho scelto teatralmente di indirizzare e sezionare la valenza del doppio “gioco”: di ruolo e di potere.
Le uniformi tutte, quando indossate da anime nere, da sempre, diventano mantelli vischiosi.
Ho scelto il carcere.
Perche’ sono venuta a conoscenza di una stanza ancora piu’ buia dei giorni che attendono il condannato: l’acquario.
Una terra di mezzo, terra di nessuno.
Terra sterile e silenziosa, dove gli abusi sono all’ordine del giorno e messi a tacere.” (Francesca Romana Picardi)

DAL 31 MARZO E 1 2 3 APRILE

 

ASPETTANDO GODOT

Regia Francesco Polizzi

con Ivano Cavaliere Andrea Lami Francesco Polizzi Gioia Ricci

Musiche Franco Accascina

Scene Giorgia Semprini

“Non siamo per caso nella località chiamata il Palco?”
I due clown vagabondi di Beckett si ritrovano ad aspettare il loro fantasmatico Godot nel mezzo di uno scalcinato palco di cabaret alle dipendenze del potente Pozzo. Una rilettura quasi brechtiana del capolavoro di Beckett, sgangherata e insieme inappuntabile, come si conviene a questa storia divenuta archetipo di ogni attesa.

DAL 7 AL 10 E DAL 14 AL 16 APRILE

LE 5 ROSE DI JENNIFER

di Annibale Ruccello

regia Agostino Marfella

Con Leandro Amato e Fabio Pasquini

Un omaggio ad Annibale Ruccello, nel 25° anniversario della morte, con la ripresa dello spettacolo, Le cinque rose di Jennifer, per la regia di Agostino Marfella.  Punta di diamante della drammaturgia moderna italiana, Ruccello, risulta inoltre tra i più interessanti autori della scuola napoletana. Lo spettacolo, in una particolare scrittura scenica, vuole essere un tributo al Teatro del grande autore partenopeo. La piéce, ambientata in un quartiere degradato della periferia di Napoli, racconta, con ritmo incalzante e grande “suspence”, il mondo dei travestiti. L’autore, narrando le storie di vita di Jennifer e Anna, esprime il dramma amaro della solitudine. Aleggia nella vicenda un’atmosfera da thrilling psicologico, che tiene gli spettatori con il fiato sospeso, fino all’ultima battuta… Si muovono, attraverso essa, i due protagonisti, povere anime perdute, confinate in un ghetto metaforico, tesi alla ricerca disperata di una propria dimensione; pronti a riappropriarsi del pudore e della dignità  violati e derubati dai finti valori “borghesi”; e disposti a tutto, pur di elemosinare un po’ di affetto, fosse anche solo qualche parola attraverso il filo di un telefono. L’opera contiene una squarciante sensazione poetica di squallore e di frustrazione, nel cui contenuto il tragico si fa grottesco. Il palcoscenico grida i pensieri di Jennifer, ossessivi e maniacali, mentre la sua maschera recita il suo ultimo delirio d’amore per Franco, il maschio che probabilmente non esiste.

DAL 21 AL 24 APRILE

MONSIEUR MICHA

Omaggio a Micha van Hoecke

supervisione artistica Miki Matsuse

 

“Monsieur Micha” vuole essere un omaggio al maestro Micha van Hoecke nel teatro dove ha messo in scena per l’ultima volta uno dei suoi lavori più amati.

Attraverso i suoi pezzi storici, con la presenza di artisti che hanno collaborato con lui  e con creazioni pensate per omaggiare la sua arte, si vuole ricordare l’essenza e la poesia del grande maestro in una forma artigianale e intima, tutto con la supervisione  della sua compagna di vita e assistente preziosa Miki Matsuse.

DAL 27 AL 30 APRILE

 

IDEE PER UN MATRIMONIO ESTREMAMENTE FASULLO ALQUANTO VERITIERO IN REALTA POCO CREDIBILE

Di Diego Parlanti

con:  Adele Cammarata, Ciro Borrelli, Michele Enrico Montesano, Francesco Petruzzelli

Kamon (giovane ragazza italo-thailandese che si chiede cosa avesse in serbo per lei il destino facendola nascere asiatica ma con pochi tratti asiatici e soprattutto italiana. Desidera quello che sua sorella ha: una cultura da sentire sulla propria pelle, una terra dove sentirsi a casa) e Mark (giovane ragazzo amante della verità, un po’ scemo, ama gli scherzi ma solo da non protagonista e ama Kamon per la sua :“tenera e amabile condizione di persona senza un’ identità culturale che sia una”) sono due amici che decidono di sposarsi.
 Al matrimonio pochi invitati: la sorella della sposa, Ratree, autentica ragazza Thai, ambigua, una creatura a metà: nata uomo poi scopertasi donna, mossa da sentimenti violenti, totali (quello che vuole è solo sentirsi donna come sua sorella), assetata di verità e giustizia; Mike, un giovane prete di per sé confuso e distratto dalle gesta inequivocabili e contraddittorie per il quale :“La fede è solo una questione di begli anelli indossati male”; e infine gli immancabili invitati, ovviamente invisibili, quelli numerosi, tra i quali si aggira una figura sempre di spalle, a volte come ombra nascosta: la sua piacevole presenza ha del malinconico, a tratti dell’inquietante. Queste anime sofferenti si muovono spinte da una forte voglia di verità iniziando una danza dai ritmi convulsi, talora zoppi in uno spazio quasi sempre buio che si nega per lasciare il posto a scambi surreali, estremi, a idee ridicole e strampalate e a parole troppo importanti per discorsi tanto banali ma pericolosi come l’amore, la metamorfosi, le costellazioni, la Morte.

3/4/5 MAGGIO

CANDY ( Memorie di una Lavatrice )

( vincitore di concorso idee nello spazio 2021 )

Di e con Iris Basilicta

In un piccolo e polveroso capanno degli attrezzi di una casa nelle campagne siciliane, Candy, lavatrice classe A++ vestita di tutto punto e con una coroncina in testa ripassa i suoi appunti per diventare la miglior lavatrice d’Italia. Con modi ironici e talvolta maldestri, la giovane Candy tra un coccolino e una centrifuga mostrerà al pubblico alcuni brandelli della sua monotona vita passata: un fugace amore con un frigorifero giallo e i pettegolezzi delle sue ex compagne di negozio. Ma Candy sa di essere molto, molto, molto di più. Un giorno la sua vita viene sconvolta dall’arrivo di Elena, giovane rumena in cerca di lavoro, venuta in Italia per guadagnare soldi per le cure di sua madre e con il sogno di una vita migliore. Le due, essendo l’una unica compagnia per l’altra, diventano grandi amiche e confidenti. Candy descrive la sua nuova compagna di stanza come un modello esclusivo di cui i Padroni non possono assolutamente fare a meno. Candy, lavatrice dalle fattezze umane è però incapace di provare odio neppure per lo sfruttatore di Elena e diventa così la testimone e confidente di tutti i componenti della sgangherata famiglia siciliana: consola Elena dalle faticose ore di lavoro, adora l’autorità che sfoggia il loro padrone, lascia giocare nel suo cestello il piccolo di casa e ascolta pazientemente le lamentele della Kapò, perfetta moglie di casa asservita e obbediente. Con un filtro ironico e allo stesso tempo dolceamaro Candy racconta la vita di Elena e di tutte le altre Elene nascoste dai padroni nelle campagne, del loro lavoro ininterrotto nei campi e degli allegri festini agricoli. Per ottenere la fascia come miglior lavatrice d’Italia le manca davvero poco. Un piccolo, grande e al tempo stesso inesistente segreto, qualcosa di cui solo lei, nel silenzio delle campagne ragusane, è a conoscenza. Cosa avrà visto Candy?

6/7/8 MAGGIO

 

SCOMPOSTA

di e con Marzia Ercolani

SCOMPOSTA è un debutto. Nasce dalla condizione di “cattività” imposta durante il primo anno pandemico. La restituzione della potenza, della crudeltà e della bellezza che la solitudine e l’assenza portano in sé, una ricerca artistica affiorata durante i dodici mesi di stravolgimento umano e sociale.

SCOMPOSTA perché il corpo non ha più un suo posto nel mondo.

SCOMPOSTA perché non “omologata” alla compostezza dell’immaginario sociale

SCOMPOSTA perché artista, teatrante, poliedrica, non identificabile in un unico percorso

SCOMPOSTA perché le maschere e il teatro hanno bisogno di scomporsi e di reinventare pianeti.

SCOMPOSTA perché è ora che ogni organo del nostro corpo possa dire la sua.

DODICI QUADRI ovvero STONATURE

DODICI MASCHERE

DODICI MESI DELL’ANNO

DODICI ORGANI CHE PRENDONO PAROLA

In questo tempo sospeso, interrotto, malato e perplesso, la grande protagonista è l’assenza. Lascia che miriadi di voci la sovrastino, la nascondino, ne sminuiscano la potenza. All’isolamento non è concesso un silenzio ristoratore. È il regno del cicalio mediatico, del frastuono politico, dello schianto casistico. Uno sciamare di parole mitraglia le nostre menti, punge i nostri cuori. Intanto, l’assenza rimane al centro, immobile, a guardare. E aspetta.

Il nostro corpo dentro uno schermo. Il nostro corpo a distanza. Il nostro corpo non presente.

Spegnere tutto. Farci abitare dal vuoto. Fuori il silenzio e dentro il risveglio, il sibilo degli organi scordati. Il gorgoglio del duodeno, l’accordatura di un ginocchio, il mugolio del polmone.

“Ho sempre trovato profondamente uniche le piccole pratiche preparatorie, l’intimo strimpellare senza pretese, i prova e riprova, le confessioni minute. Quel prima. Quell’essere “quasi”. Quasi arrivata. Quasi pronta. Quella sbavatura che ci salva dalla perfezione della prontezza, quella impercettibile stonatura che restituisce la nostra personalissima nota.

Ascoltare la milza, l’orecchio, la cistifellea, piangere assieme al ventricolo sinistro, alla terza vertebra lombare, ridere con il malleolo, con la narice destra, discutere con il fegato, complottare con la vulva, danzare con i seni, fiorire con le mani. Scompormi, scompormi, scompormi. Essere fuori posto, essere tutta intera solo nella scompostezza, nella complessità di suoni che mi concertano dentro, essere tutta versi.

Eccomi sott’acqua. A dirigere le molteplici variazioni corporee, gli andantini dei piedi, gli allegretti del gomito, i notturni del cuore. A cercare quella coda che il primo corpo fu. “

(Marzia Ercolani)

DAL 12 AL 15 MAGGIO

 

MUSICARELLO SHOCK

DI Matilde D’accardi

con Valentina Di Giovanni

Vilma Ciacioni, in arte Wilma Belladonna, è la diva italiana del boom.
Bella e procace, brava e simpatica, è stata diretta da tutti i più grandi, ha recitato al fianco di attori di calibro, ha vinto Nastri, Orsi, David, Globi, Leoni. Non è solo l’attrice più amata e sognata dello Stivale, è anche l’idolo dei giovani: la sua ugola d’oro, adatta agli stornelli come alla nuova musica degli

“urlatori” americani, l’ha resa la regina del Musicarello.
E adesso la sua carriera è giunta alla svolta decisiva: la stella del cinematografo in bianco e nero dovrà dare prova di un’audacia in technicolor. Ma il Bel Paese è pronto a questo shock?
Uno spettacolo-concerto divertente e a tratti amaro, che parla d’amore e di donne, dell’Italia ai tempi della Dolce Vita e di pregiudizi che vengono da lontano. Con musiche che spaziano dalla folk music, ai grandi successi dell’epoca fino alle indimenticabili composizioni di Nino Rota.

DAL 17 AL 22 MAGGIO

 

COREOGRAFICAMENTE

CONCORSO DI CORTI COREOGRAFICI a cura di Massimo Zannola

DAL 26 AL 29 MAGGIO

 

IO ED ELENA

DI Donatella Busini

con Mauro Toscanelli Bruno Petrosino

Due donne, una madre ed una figlia affetta da gravi disturbi psichiatrici.

Diversamente uguali, vicine nella solitudine con cui l’esistenza e la malattia le hanno portate a convivere.

Una solitudine fronteggiata in modi totalmente differenti così come lo sono le loro personalità.

Rabbia, indulgenza, desiderio di compiacere, recriminazione, rifiuto, paura: un rapporto tra donne difficile da sostenere per entrambe. Ma un rapporto di amore.

Violento, cupo, tagliente, sfibrante, esasperato ed esasperante come solo gli amori veri possono essere.

Questo rapporto, così crudelmente realistico tra una donna e la figlia piscotica, è raccontato in un contesto surreale in cui aleggia l’anima pulsante di un personaggio letterario discusso e spesso incompreso quale quello di Blanche Dubois protagonista del Tram chiamato Desiderio di T. Williams.

Il respiro e lo spirito di Blanche sono elementi comuni alle protagoniste e si insinuano nelle loro parole ed azioni.

La pièce ha l’ambizione di affrontare, secondo stili che si rifanno al teatro contemporaneo, un tipo di amore poco rappresentato, nascosto e vissuto dolorosamente in spazi familiari individuali, dispersi come monadi nella società contemporanea; l’amore verso chi ha gravi patologie mentali presentato nelle sue taglienti espressioni e nel suo doloroso quotidiano ma alleggerito dalla grazia di un personaggio letterario trattato con la tenerezza che lo caratterizza.

Un omaggio alle donne diverse e lontane dagli stereotipi.

 

DAL 2 AL 5 GIUGNO

 

SIGNOROTTE

Di Massimo Odierna

Regia Massimo Odierna

Con Viviana Altieri, Elisabetta Mandalari, Sara Putignano

La storia è incentrata intorno alla figura di tre amiche, Ada, Ida e Beta, ormai più che cinquantenni, che si ritrovano dopo tanto tempo in occasione del funerale del marito di una delle tre. Un viaggio tra ricordi cupi e promesse fatte che rivelerà un passato nero, violento e ambiguo.
L’ azione scenica si sviluppa in un continuo alternarsi tra presente e passato, il tutto attraverso l’utilizzo di una drammaturgia scarna e di un gioco attoriale performativo.

SPAZIO OLTRE

Incoronate Comiche stand up al femminile a cura di Giuditta Cambieri

15 novembre

13 dicembre

28 febbraio

28 marzo

18 aprile

23maggio

Ogni mese una serata diversa con attrici e attori a sorpresa che sperimentano nuovi monologhi comici.

In eventi aperti al pubblico, le interpreti si lanceranno eroicamente alla ricerca di una comicità che possa ridere di sé e far ridere cercando di rompere le barriere degli stereotipi di genere e non solo. La reazione del pubblico sarà metro di misura e strumento di crescita per il potenziale comico delle interpreti e sarà anche una verifica per le autrici che potranno mettere a punto il proprio lavoro di scrittura.

Le serate saranno accessibili ad un pubblico di sordi e udenti insieme: attrici udenti e attrici sorde saranno affiancate da interpreti LIS. La messa in scena di ogni monologo prevede un lavoro di ricerca  per trovare relazioni, complicità e giochi tra attrici e interpreti. Questo per rendere la traduzione in Lingua dei Segni il più aderente possibile all’interpretazione e ai tempi comici del monologo recitato.

Spazio alla parola ( reading letterari )

Progetto a cura della professoressa e autrice di libri per ragazzi Laura Baldazzi

Ogni Venerdì pomeriggio dal 17 Settembre  al 26 novembre

È un progetto che vede il Teatro Lo Spazio nella veste del suo direttore artistico Manuel Paruccini impegnato insieme alla Professoressa e autrice di libri per ragazzi, Laura Baldazzi, in un percorso per sostenere e diffondere la passione per la letteratura classica e riscoprirne l’attualità. Il progetto avrà cadenza settimanale, ed è volto principalmente ai ragazzi tra i 14 e i 25 anni, i quali avranno modo di scoprire la letteratura nelle sue diverse forme, le abitudini di lettura, la narrazione e il mondo digitale. Ci saranno incontri con diversi autori contemporanei e attori impegnati nella stagione del Teatro che si alterneranno in ogni appuntamento con reading e video proiezioni per tutta la durata del progetto, da venerdì 17 settembre a vemnerd’ 26 novembre 2021, incoraggiando i giovani lettori a liberare l’energia creativa che è in ognuno si loro.

SPAZIO MUSICA

Rassegna di musica dal vivo, concerti e live a cura di Domenico Capezzuto .

19 Ottobre 14 Novembre

MIMI’ per me- Omaggio a Mia Martini

di e con  Maria Carolina Salome

Pino Soffredini arrangiamenti e chitarra

Flavio Ianiro Sax e Flauto

 

 

La vita di una grande artista incrocia la vita di una ragazzina che sogna di diventare una cantante, la prende per mano e non la lascerà mai più. Lo spettacolo, scritto e diretto da Maria Carolina Salomè, si avvale degli arrangiamenti musicali e della chitarra di Pino Soffredini e dei colori suggestivi di Flavio Ianiro al sax e al flauto, ripercorre la carriera di Mia Martini attraverso le canzoni più importanti della sua discografia: dagli anni dei primi successi, passando per gli anni bui della superstizione, fino alle perle musicali che l’hanno riportata al successo degli ultimi anni.

I brani degli autori che scrissero per Mimì- lei stessa autrice di grande sensibilità- da Ivano Fossati  a De Andre’, da Franco Califano a Bruno Lauzi e a Chico Buarque, delineano la forma di uno spettacolo concerto nel quale i momenti musicali si alternano ai racconti e ai ricordi personali della Salomè , che accompagnano con discrezione, quasi come una notazione a margine, la musica e le immagini create dai testi delle canzoni.

 

9 Novembre 11 Gennaio

Scripta Manent reading Musicale

con Gaetano Aiello e Adriano D’Amico

Sintesi di un atto teatrale; la voce scaturisce da una tensione fisica, apparentemente immobile, per dare vita ad un’azione pienamente performativa. Le parole vibrano, danzano,giocano,abbandonanolalorostaticitàincercadiunimprevisto. Scriptamanentè un reading musicale e ad un tempo teatrale; un viaggio alla scoperta e alla riscoperta di autori che hanno contribuito a rendere immortale la lingua italiana. Da Dante a Camilleri, da Verga ad Alfieri, Foscolo, Pirandello e tanti altri ancora, vi aspettano nel “qui ed ora”.

15 Febbraio

“Oddio  Dio come siamo libere” omaggio a Giorgio Gaber

di e con Marzia Ercolani e Valentina Cardinali

Valentina Cardinali e Marzia Ercolani attraversano le parole e le canzoni del signor G con vena pungente e sensibilità femminile, muovendosi delicatamente tra capolavori che sono nel cuore degli italiani e brani intimi, profondissimi, soavi. Oddio come siamo libere! nasce intorno alla gaberiana visione dell’essere umano costantemente diviso tra lotta per la li- bertà e paura di essere libero, tra desiderio di relazione e incapacità di amare.

Le due artiste esplorano l’immaginario di Giorgio Gaber con ironia, poesia e impegno civi- le, per restituire con il loro personale sguardo la ricchezza e l’attualità di questa immensa figura del Teatro Canzone.

SPAZIO GIOVANI

Dal 10 al 12 giugno

Il quasi misterioso caso Gallo

di Simone Sardo

Regia Simone Sardo

Interpreti Simone Sardo, Roberta Anna, Andrea Lami, Davide Ventura

Spettacolo vincitore della sezione Spazio Giovani al concorso “Idee nello Spazio” – Teatro Lo Spazio di Roma, luglio 2021

 

“In un comunissimo condominio romano, la vita di una giovane coppia viene scossa dalla morte improvvisa di uno dei vicini, il sig. Gallo. Tutto lascia pensare ad una morte accidentale, avvenuta per cause naturali, ma questa spiegazione per quanto possa sembrare ragionevole, non convince a pieno la giovane Flavia. Il suo innato intuito investigativo, o forse solo il desiderio di vivere un’avventura, spinge la giovane donna a cercare di far luce sulla sconvolgente e prematura scomparsa del vicino di casa. Ma prima di convincere le autorità a mettere in discussione la loro prima e definitiva versione dei fatti, Fulvia ha un compito molto più complicato. Convincere il marito ad aiutarla nelle indagini diù questa, poco, misteriosa vicenda. ”

Circa Redazione

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