Zuckerberg lancia Libra: la criptovaluta di Facebook

Una moneta universale, tecnologicamente simile al Bitcoin, con la quale pagare dalla corsa su Uber all’abbonamento di Spotify, comprare su Instagram o inviare soldi ad un parente. Facile, veloce, stabile e sicura. Potrà esser usata per pagare quasi tutto ed utilizzabile su Instagram e Whatsapp, ma anche su eBay, Uber, Lift, Spotify, Booking, Iliad. Oltre che Fb. Questa è Libra: la cryptomoneta, moneta virtuale, di Facebook annunciata da Mark Zuckerberg attraverso il suo profilo social. Con Libra “aspiriamo a rendere facile per tutti inviare e ricevere soldi proprio come si usano le nostre app per condividere istantaneamente messaggi e foto”, ha scritto il fondatore e Ceo di Fb, in un post. Il “denaro mobile” aumenta la sicurezza e “questo è particolarmente importante per le persone che non hanno accesso alle banche tradizionali”: “ci sono circa un miliardo di persone che non hanno un conto in banca ma hanno un cellulare”. La moneta sarà lanciata nella prima metà del prossimo anno e sarà gestita dalla Libra Association, organizzazione indipendente e non-profit con sede a Ginevra, in Svizzera, che raduna i 28 partner di peso. E altri 70 nomi dovrebbero entrare a far parte del progetto a breve.

“La missione è creare una infrastruttura finanziaria globale che serva a miliardi di persone in tutto il mondo”, scrive Zuckerberg. Il tutto con la tecnologia della blockchain. Il numero uno del social ha anche annunciato la sussidiaria indipendente Calibra, che darà vita a servizi per inviare, spendere e conservare Libra. I servizi inizieranno con un portafoglio digitale che sarà disponibile su WhatsApp, Messenger e come app a sé stante. “Da subito consentirà di mandare Libra a chiunque ha uno smartphone”, gratis o a basso costo, ha scritto, precisando che “Calibra sarà regolato come altri fornitori di servizi di pagamento”.

“Nel tempo speriamo di offrire più servizi alle persone e alle imprese, come pagare le bollette con un tasto, acquistare il caffè con la scansione di un codice o usare il trasporto pubblico locale senza dover portare contanti o una tessera”, ha aggiunto Zuckerberg.

Libra rappresenta , insomma, sulla carta la prima criptovaluta di massa o sociale e servirà per i pagamenti di tutti i giorni quindi. Dimenticate il Bitcoin, con le sue dinamiche a volte poco chiare e le fluttuazioni selvagge: Libra dovrebbe diventare una moneta virtuale che potrebbe entrare nel portafoglio di miliardi di persone. Le implicazioni sono da capogiro sial sia sul piano economico che su quello della regolamentazione. Praticamente la più grande comunità sociale della Terra, unita solo da un social network, dal 2020 comincerà a battere moneta. E punterà, oltre ai suoi utenti, soprattutto a quel miliardo e 700 milioni di persone che non hanno ancora un conto in banca ma che possiedono uno smartphone che potrebbe dare loro la possibilità di effettuare i pagamenti con un click. Una vera e propria rivoluzione. Tutto bello ma bisogna conoscere con esattezza tutte le norme di accesso e sicurezza relative all’utilizzo di questa  moneta virtuale. Le incognite sono molte, tante e i ben informati fanno capire che entro fine anno il sistema sarà a prova di bomba. Tanto che David Marcus, ex presidente di PayPal, assunto da Zuckerberg nel 2014, che ha concepito il progetto Libra dice che sarà “facile, veloce, stabile, sicura”. Potrà esser usata non solo su Facebook, Instagram e Whatsapp, ma anche su eBay, Uber, Lift, Spotify, Booking, Iliad, Vodafone e tutte le aziende che stanno aderendo e che ora potranno raggiungere un pubblico ben più vasto che non ha la possibilità o non vuole avere una carta di credito. Le transazioni costeranno meno rispetto a quelle attuali, ha detto Facebook, anche se i dirigenti della multinazionale hanno rifiutato per il momento di fornire i dettagli. Infine, è prevista la possibilità di ricevere un rimborso in caso di frodi.

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