Zika: ‘Per le Olimpiadi di Rio il rischio è minimo’

Il virus Zika è un virus Rna   isolato per la prima volta nel 1947 da un primate in Uganda, nella ‘Foresta Zika’, una riserva naturale vicino ad Entebbe. Negli ultimi anni la malattia si è poi diffusa in tutti i continenti, Europa inclusa. Negli esseri umani provoca una malattia nota come ‘zika’ o febbre Zika. Il virus è strettamente correlato a quelli che provocano la dengue, la febbre gialla, l’encefalite del Nilo occidentale e l’encefalite giapponese, tutti trasmessi principalmente da punture di insetto e pertanto definiti arbovirus.  Esso è trasmesso da numerose zanzare del genere Aedes, negli ambienti equatoriali soprattutto da Aedes aegypti. Recenti studi sui vettori che permettono la trasmissione del virus, hanno permesso di isolare il virus Zika anche in alcune popolazioni di zanzara tigre provenienti dal Gabon. Poiché questa zanzara è particolarmente comune in climi temperati dell’emisfero boreale come in Nord America, la penisola italiana e altre zone del Mediterrane, potrebbe in futuro rappresentare un serio rischio per l’espansione del virus anche in queste zone. Tuttavia non esistono ancora casi documentati di trasmissione del virus da parte di questa zanzara in Europa. La ‘Febbre Zika’ si contrae prevalentemente tramite punture di zanzare, pur essendo possibile un contagio diretto attraverso emoderivati o per via sessuale, stante la presenza di virioni  nel liqido seminale  di uomini malati.  In vista dei Giochi Olimpici (5-21 agosto 2016) e Para-Olimpici (7-18 settembre 2016 ) in programma a Rio de Janeiro e in alcune altre città brasiliane, gli infettivologi italiani dicono che per Zika il rischio è minimo e ad agosto è ancora più basso. Le stime disponibili indicano un rischio di contrarre l’infezione Zika che varia da 9/1.000.000 a 3/100.000 nel mese di agosto, ha dichiarato in un suo studio il Prof. Francesco Castelli, membro Simit,  (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), che   ritiene che le evidenze disponibili non controindichino viaggi in Brasile nel periodo agosto-settembre, quando il rischio appare minimo, per le persone non gravide e senza progetti di gravidanza. Tali viaggi richiedono tuttavia la adozione di misure comportamentali adeguate a scopo precauzionale che appare opportuno concordare con un esperto in medicina dei viaggi prima della partenza. La imponente diffusione del virus Zika nel continente latino-americano ed in Brasile in particolare, con una stima di 0,5 – 1,5 milioni di casi, ha fatto nascere timori relativamente ai rischi connessi allo svolgimento dei Giochi Olimpici.  Quale il rischio di contrarre la infezione per gli atleti (circa 10.500), gli accompagnatori ed i visitatori internazionali (stimati in circa 400.000)? Quale il rischio di diffusione mondiale che la concentrazione di persone provenienti da tutto il pianeta comporta? E’ necessario considerare i dati delle evidenze scientifiche disponibili, che evidenziano come i mesi di agosto e settembre corrispondano al periodo più freddo dell’anno in Brasile, con ridottissima attività vettoriale. Le autorità brasiliane hanno inoltre condotto una imponente opera di disinfezione in Rio de Janeiro, anche focalizzate alle periferie urbane dove la precarietà abitativa ed infrastrutturale offre migliori condizioni di replicazione vettoriale.  E’ necessario considerare che il numero dei visitatori dei Giochi (stimati in circa 400.000 persone) rappresentano solo circa 1% di tutti i viaggiatori nelle aree geografiche endemiche per il virus Zika. L’impatto del flusso di visitatori da e per il Brasile a causa dei Giochi Olimpici e Para-Olimpici nella diffusione della epidemia appare dunque marginale. Tali viaggi richiedono tuttavia la adozione di misure comportamentali adeguate a scopo precauzionale che appare opportuno concordare con un esperto in medicina dei viaggi prima della partenza. Le misure specifiche da adottare  per il virus Zika, oltre a quelle necessarie per prevenire le altre infezioni di natura malarica (area amazzonica), sessuale, gastrointestinale e dermatologica, sono:  prevenzione del contatto uomo-vettore (che punge prevalentemente nelle ore diurne con preferenza per alba e tardo pomeriggio) mediante l’uso di insetticidi, di vestiti coprenti preferibilmente di colore bianco, e di condizionatori;  evitare le zone periferiche delle città;  astenersi dai rapporti sessuali durante il viaggio od utilizzare con continuità di metodi di barriera per almeno 3 mesi dopo il ritorno;  astensione dalle donazioni di sangue nelle 4 settimane dopo il rientro dal Brasile o comunque dalle aree segnalate infette;  vaccinazione anti-influenzale per i soggetti a rischio. Novak Djokovic, 12 volte campione Slam,  ha già la mente proiettata a Rio De Janeiro, dove disputerà le terze olimpiadi in carriera e  non è affatto preoccupato del virus Zika,   mettendo in dubbio l’onestà dei tennisti che si sono ritirati per tutelare la propria salute da questa malattia. ‘La mia decisione è di andare ai Giochi Olimpici perché dalle informazioni che ho la situazione non è così pericolosa come alcuni l’hanno presentata’,  ha sottolineato che poi è passato all’attacco: ‘Certo c’è sempre la possibilità di ammalarsi ma penso che forse tutto questo scalpore attorno al virus sia stato creato con altri intenti. Non mi voglio addentrare però nella questione. Per me è sicuro abbastanza e quindi andrò’. Svariati giocatori e giocatrici di primo piano come Tomas BerdychMilos Raonic, Simona Halep e Karolina Pliskova hanno dato forfait ai Giochi Olimpici a causa di Zika.

Moreno Manzi

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