{"id":461718,"date":"2026-11-03T07:07:00","date_gmt":"2026-11-03T06:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/?p=461718"},"modified":"2026-10-31T19:37:46","modified_gmt":"2026-10-31T18:37:46","slug":"fini-non-ha-dubbi-alle-prossime-elezioni-vincera-meloni-la-sinistra-fara-le-primarie-conte-non-puo-perdere-la-faccia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/fini-non-ha-dubbi-alle-prossime-elezioni-vincera-meloni-la-sinistra-fara-le-primarie-conte-non-puo-perdere-la-faccia\/","title":{"rendered":"Fini non ha dubbi: \u201cAlle prossime elezioni vincer\u00e0 Meloni. La sinistra far\u00e0 le primarie, Conte non pu\u00f2 perdere la faccia\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Dal superamento del Msi al viaggio in Israele, dall\u2019ambizione di costruire una forza conservatrice europea alla rottura con Berlusconi e al fallimento di Futuro e Libert\u00e0. Trent\u2019anni dopo, mentre l\u2019ex presidente della Camera torna tra i giovani della destra ed  \u00e8 stato a Contursi Terme, la sua storia riapre una questione che va molto oltre il destino di un leader: con Gianfranco Fini tramont\u00f2 anche una possibile evoluzione della destra italiana?<\/p>\n<p>Ha perso il partito che aveva costruito, la sfida con Silvio Berlusconi, il tentativo di dare una nuova casa alla comunit\u00e0 politica guidata per decenni e, alla fine, persino il seggio in Parlamento.<\/p>\n<p>Eppure, trent\u2019anni dopo Fiuggi, quando la sua parabola personale dovrebbe appartenere definitivamente agli archivi della Seconda Repubblica, molte delle questioni che pose sono rimaste sorprendentemente attuali: dal rapporto con l\u2019Europa e con l\u2019Occidente al confine tra identit\u00e0 e integrazione, dalla centralit\u00e0 delle istituzioni al difficile equilibrio tra conservazione e modernit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019occasione storica perduta dalla destra italiana<br \/>\n\u00c8 qui che prende forma la questione dell\u2019occasione storica perduta dalla destra italiana. Non si tratta di stabilire, trent\u2019anni dopo, se Gianfranco Fini avesse ragione, perch\u00e9 la politica non si riscrive con i congiuntivi e una sconfitta tanto netta non pu\u00f2 essere trasformata a posteriori in una vittoria morale.<\/p>\n<p>Si tratta piuttosto di chiedersi se insieme alla sua leadership sia tramontata anche una possibilit\u00e0: quella di una forza conservatrice nazionale senza diventare isolazionista, europeista senza rinunciare all\u2019interesse nazionale, identitaria senza considerare l\u2019integrazione una resa, capace di parlare di ordine e insieme di libert\u00e0, di custodire una tradizione senza rimanerne prigioniera.<\/p>\n<p>E, soprattutto, capace di considerare la conquista del governo non come il punto d\u2019arrivo della propria legittimazione, ma come l\u2019inizio di una cultura destinata a misurarsi con un Paese e con un mondo che stavano cambiando.<\/p>\n<p>Il problema non riguardava soltanto il giudizio sul fascismo. Significava decidere se la destra italiana volesse continuare a vivere della propria diversit\u00e0, quasi traendo identit\u00e0 dalla condizione minoritaria nella quale era rimasta a lungo, oppure trasformarsi definitivamente in una forza conservatrice inserita nella democrazia occidentale, capace di esercitare il potere senza dover pi\u00f9 dimostrare ogni volta il proprio diritto a farlo.<\/p>\n<p>La trasformazione, tuttavia, si stava gi\u00e0 spingendo oltre il confronto con il passato, perch\u00e9 nel percorso finiano cominciavano a entrare l\u2019Europa, l\u2019Occidente, la legalit\u00e0, l\u2019integrazione degli immigrati, la cittadinanza, la laicit\u00e0 dello Stato e i diritti individuali.<br \/>\nQuestioni sulle quali la distanza tra il leader e una parte del mondo dal quale proveniva sarebbe diventata progressivamente pi\u00f9 evidente.<\/p>\n<p>Gianfranco Fini provava, con contraddizioni e accelerazioni che talvolta la sua stessa base faticava a comprendere, a tenere insieme nazione ed Europa, identit\u00e0 e integrazione, autorit\u00e0 e libert\u00e0, tradizione e cambiamento.<\/p>\n<p>Il grande paradosso della parabola finiana porta inevitabilmente il nome di Silvio Berlusconi, che nel 1994 apr\u00ec alla destra post-missina le porte di una coalizione destinata al governo e che sedici anni pi\u00f9 tardi sarebbe diventato l\u2019avversario contro il quale Gianfranco Fini tent\u00f2 l\u2019ultima e pi\u00f9 rischiosa emancipazione.<\/p>\n<p>Quando nel 2009 Alleanza nazionale si sciolse nel Popolo della libert\u00e0, la scelta avrebbe dovuto rappresentare il compimento del lungo viaggio iniziato a Fiuggi, con AN ormai integrata in un grande partito maggioritario e il suo presidente arrivato alla guida della Camera.<\/p>\n<p>\u00abChe fai, mi cacci?\u00bb e la nascita di Futuro e Libert\u00e0<br \/>\nLa frattura, consegnata alla memoria collettiva anche dal celebre \u00abChe fai, mi cacci? \u00bb, produsse Futuro e Libert\u00e0, ma non quella nuova casa conservatrice che avrebbe dovuto raccogliere e sviluppare l\u2019eredit\u00e0 della stagione precedente.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio questo passaggio a impedire qualsiasi rilettura agiografica: un leader non viene giudicato soltanto per la qualit\u00e0 delle intuizioni, ma per la capacit\u00e0 di trasformarle in consenso, organizzazione e rappresentanza.<\/p>\n<p>Gianfranco Fini, dopo essere riuscito nell\u2019impresa straordinariamente complessa di accompagnare una parte importante dell\u2019elettorato fuori dal recinto politico nel quale era rimasta per decenni, non riusc\u00ec pi\u00f9 a farsi seguire quando tent\u00f2 il passaggio successivo.<\/p>\n<p>Da Gianfranco Fini a Giorgia Meloni: la destra arriv\u00f2 a Palazzo Chigi attraverso un\u2019altra strada<br \/>\nLa sconfitta di Fini non coincise tuttavia con quella della destra italiana, che negli anni successivi avrebbe cambiato classe dirigente, linguaggio e strategia, ripartendo da percentuali molto pi\u00f9 piccole e trovando in Giorgia Meloni una leadership autonoma fino ad arrivare, nel 2022, a Palazzo Chigi.<\/p>\n<p>Il ritorno di Fini tra i giovani di Fratelli d\u2019Italia<br \/>\nProprio questa distanza rende significativa l\u2019immagine di Gianfranco Fini che mercoled\u00ec 16 settembre 2026 \u00e8 tornato a Fenix, la festa di Giovent\u00f9 Nazionale, non come candidato n\u00e9 come leader in cerca di una rivincita, ma come testimone di una vicenda che molti dei ragazzi presenti conoscono ormai soltanto attraverso i racconti.<\/p>\n<p>Il programma ufficiale lo collocava nella tavola rotonda dedicata alla storia della destra e dei suoi movimenti giovanili e, parlando con i cronisti, l\u2019ex presidente della Camera ha definito quei ragazzi \u00abi nipoti del Fronte della Giovent\u00f9\u00bb e \u00abi figli di Azione Giovani\u00bb.<br \/>\n.<\/p>\n<p>L\u2019uomo che parler\u00e0 del futuro porta con s\u00e9 una delle grandi incompiute della Seconda Repubblica: riusc\u00ec a condurre la destra italiana oltre il confine politico nel quale era rimasta per decenni, ma non fino al punto che aveva immaginato.<\/p>\n<p>\u00c8 forse qui, pi\u00f9 che nella sconfitta personale di Gianfranco Fini o nella sorte di un partito ormai consegnato alla storia, che va cercato il significato di quella grande occasione: nell\u2019ambizione, rimasta incompiuta, di costruire una destra moderna e conservatrice, nazionale ed europea, capace di conquistare il presente senza smettere di interrogarsi sul futuro.<\/p>\n<p>\u201cAlle prossime elezioni vincer\u00e0 Meloni\u201d. Parola di Gianfranco Fini che, dai microfoni di Punto G, la trasmissione condotta da Giuliano Guida Bardi su Giornale Radio, non mostra alcun dubbio sull\u2019esito della prossima competizione elettorale. Quella dell\u2019ex presidente della Camera e fondatore di An \u00e8 una riflessione che smentisce i sondaggi delle ultime settimane su ipotetici pareggi o rimonte del campo largo. Ancora oggi alle prese con guerriglie interne, sgambetti reciproci e liti su programma e primarie. Per Fini \u00e8 una certezza: la leader di FdI uscir\u00e0 vincente alle prossime politiche e, dunque, il governo potr\u00e0 proseguire la sua navigazione con un secondo mandato.<\/p>\n<p>La previsione di Fini: Meloni vincer\u00e0 le prossime elezioni<br \/>\nLa netta previsione \u00e8 accompagnata da una lucida analisti delle difficolt\u00e0 del centrosinistra nelle ore in cui si torna a discutere  degli equilibri interni alla coalizione, all\u2019indomani dell\u2019incontro da remoto dei quattro big del campo largo. Per Fini la partita non riguarder\u00e0 soltanto la definizione di un programma comune, ma anche il confronto tra le diverse leadership che compongono l\u2019area progressista. Fini si concentra sul rapporto tra la segretaria dem Elly Schlein e il presidente 5Stelle, Giuseppe Conte.<\/p>\n<p>Il centrosinistra far\u00e0 le primarie, Conte non pu\u00f2 perdere la faccia<br \/>\n\u201cNel centrosinistra credo che si faranno le primarie: non penso che Conte possa perdere la faccia e rinunciare a questo passaggio per sostenere semplicemente la candidatura di Schlein\u201d, dice l\u2019ex leader di An. Da qui la previsione sulla possibile riconferma elettorale della premier Meloni. Di fronte al malessere del campo progressista e alla mancanza a tutt\u2019oggi di un leader condiviso, la leader di Fratelli d\u2019Italia partirebbe da una prospettiva di forza in vista della prossima competizione.<\/p>\n<p>Il no di Salvini agli aiuti a Kiev? Non andr\u00e0 avanti<br \/>\nInfine un passaggio sul no di Salvini pronunciato dal palco del congresso della Lega al rinnovo degli aiuti a Kiev. \u201cSarebbe grave sostenere una posizione contraria agli aiuti all\u2019Ucraina per poi votare a favore. Da tempo ho imparato a distinguere la propaganda, soprattutto negli eventi congressuali, da quella che poi \u00e8 la ragione politica. Sono convinto che le parole di Salvini non determineranno i fatti eclatanti che qualcuno teme\u201d.<\/p>\n<p>La Lega rischierebbe un forte ridimensionamento<br \/>\nFini sottolinea per\u00f2 le possibili conseguenze di un eventuale passaggio dalle parole ai fatti. \u201cSono pronto a scommettere che ci sarebbe una conseguenza netta, inequivocabile. Se non la scomparsa, un fortissimo ridimensionamento della Lega. Se la Lega di Salvini fa quello che ha detto al congresso, vale a dire basta agli aiuti all\u2019Ucraina, la presidente Meloni dovrebbe prendere atto di questa frattura, sempre che si tratti di fatti e non di parole, e dire \u2018bene, signori, si torna a votare&#8217;\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal superamento del Msi al viaggio in Israele, dall\u2019ambizione di costruire una forza conservatrice europea alla rottura con Berlusconi e al fallimento di Futuro e Libert\u00e0. 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