{"id":461196,"date":"2026-10-24T07:11:00","date_gmt":"2026-10-24T05:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/?p=461196"},"modified":"2026-10-21T14:25:50","modified_gmt":"2026-10-21T12:25:50","slug":"resoconto-prima-tappa-fuori-campo-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/resoconto-prima-tappa-fuori-campo-6\/","title":{"rendered":"RESOCONTO PRIMA TAPPA &#8220;FUORI CAMPO 6&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Sono state due giornate intense e interessanti, ricche di contenuti, all\u2019insegna della socialit\u00e0 e della voglia di scoprire nuovi luoghi e linguaggi.<br \/>\nLa prima tappa di \u201cFuori Campo 6\u201d, il progetto itinerante di promozione cinematografica a cura di Rete Cinema Calabria che mette in relazione il cinema d\u2019autore indipendente con il patrimonio artistico del territorio, ha ricevuto un coro unanime di consensi.<br \/>\nSuddiviso in due tappe di due giorni ciascuna, il progetto ha preso il via lo scorso fine settimana nel territorio di Altomonte (Cs). Complice la splendida dimora del Castello di Serragiumenta e il fiabesco paesaggio circostante, sabato 17 e domenica 18 ottobre, autori, professionisti, studiosi e amanti della settima arte si sono alternati in una serie di incontri e seminari arricchiti da proiezioni e presentazioni di libri specialistici.<br \/>\nFil rouge di tutte le attivit\u00e0 \u00e8 il tema di questa sesta edizione di Fuori Campo, ovvero \u201cIl Cinema e il Tempo Ritrovato\u201d, analisi di una recente filmografia improntata ad un nuovo linguaggio, pi\u00f9 intimista,  meno stereotipato, desideroso di un ritorno alle origini in un \u201ctempo ritrovato\u201d, appunto, lento e vissuto con intensit\u00e0.<\/p>\n<p>La prima tappa \u2013 Giorno 1<br \/>\nSabato 17 ottobre<br \/>\nUna breve introduzione a cura di Ernesto Orrico ha preceduto il saluto di benvenuto da parte di Rita Bilotti, proprietaria della tenuta, e la visita guidata al Castello di Serragiumenta, dimora storica situata in un\u2019azienda agricola di vaste proporzioni che ha ospitato gli eventi della prima tappa del progetto.<br \/>\nAi saluti di apertura \u00e8 seguito l\u2019intervento di Pierfranco Costa, direttore del GAL Valle del Crati, per la presentazione del video racconto \u201cDue valli, una costa. Tradizioni e futuro\u201d diretto da Luigi Simone Veneziano e frutto della collaborazione fra la societ\u00e0 consortile e Rete Cinema Calabria. L\u2019idea dell\u2019iniziativa \u00e8 valorizzare, attraverso il cinema, il patrimonio paesaggistico e le filiere identitarie locali. \u00abIl nostro \u00e8 un territorio che abbraccia 26 comuni \u2013 ha detto Costa &#8211; con un bioclima variegato e unico. Abbiamo bisogno di preservare e valorizzare le nostre unicit\u00e0, diverse da zona a zona\u00bb.<br \/>\nDi tutt\u2019altro genere \u00e8 il video di Fabrizio Nucci \u201cStill in Love\u201d, realizzato appositamente per Serragiumenta tra live action e sperimentazione, con l\u2019ausilio dell\u2019Intelligenza Artificiale. \u00abFin dalla prima edizione \u2013 ha spiegato Nucci, componente del collettivo di professionisti di Rete Cinema Calabria &#8211; ci siamo presi il compito di raccontare i luoghi che ci ospitano con dei piccoli video. Questa volta ho cercato farlo attraverso uno sguardo inedito, ipotizzando una romantica storia d\u2019amore fra due esemplari dei cavalli ospitati nel maneggio, nella quiete di Serragiumenta scandita dai ritmi della natura\u00bb. Nucci, fondatore della casa di produzione Open Field Production, si pu\u00f2 definire uno dei pionieri dell\u2019industria cinematografica calabrese.<br \/>\nDi cinema e dei suoi maestri si \u00e8 poi parlato durante l\u2019incontro fra Eugenio Attanasio, presidente della Cineteca della Calabria, e Loredana Ciliberto, operatrice culturale e presidente dell\u2019associazione culturale Fata Morgana, argomento legato alla presentazione del libro \u201cVittorio De Seta, lettere dal Sud\u201d, compendio sull\u2019opera del regista e sceneggiatore italiano considerato il padre del documentario italiano. Una figura di riferimento per Attanasio, sia come studioso di cinema che a livello personale, che lo conobbe negli anni del suo ritiro a Sellia Marina. \u00abFu un incontro importante per me che in un certo senso ha condizionato la mia vita successiva, insegnandomi a guardare le cose da un altro punto di vista\u00bb. L\u2019opera di De Seta \u2013 conservata nella Cineteca della Calabria &#8211; fu oggetto di una riscoperta tardiva, che mise in luce il valore antropologico dei suoi film girati fra Calabria, Sicilia e Sardegna, ma nel volume curato da Attanasio, come ha fatto notare Loredana Ciliberto, si racconta anche del suo privato e del rapporto con l\u2019amata moglie.<br \/>\nAl dibattito ha fatto seguito la proiezione di due delle opere di De Seta fra le pi\u00f9 rappresentative, \u201cLu tempu di li pisci spata\u201d (1954) e \u201cSurfarara\u201d (1955). Rivedere oggi le sue opere significa riconoscere quanto il suo cinema sia stato capace di andare oltre il proprio tempo.<br \/>\nIn chiusura della prima giornata di \u201cFuori Campo 6\u201d la proiezione del film \u201cLe citt\u00e0 di pianura\u201d(2025) diretto da Francesco Sossai, vincitore di otto David di Donatello. Un road movie alcolico, malinconico e sgangherato tra i paesaggi periferici della pianura veneta, tra bar, non luoghi e incontri, in una Italia della crisi del post-boom economico, che pare dimenticata o poco raccontata, perfettamente in linea con il tema di questa edizione.<br \/>\n\u00abC\u2019\u00e8 in corso una riflessione fra i giovani autori italiani e quindi sul cinema contemporaneo \u2013 ha spiegato la presidente di Rete Cinema Calabria Ivana Russo \u2013 che guarda alle periferie e le racconta con un linguaggio pi\u00f9 libero e pi\u00f9 autentico e vero. Questo \u00e8 quello su cui vogliamo soffermarci in questa edizione di Fuori Campo: su quelle produzioni indipendenti  che non hanno investito necessariamente grandi budget per la realizzazione, ma hanno  saputo raccontare storie minime profondamente radicate nei territori e nelle comunit\u00e0 di appartenenza, ma capaci di assumere un respiro universale. Opere la cui forza non risiede nella spettacolarit\u00e0 o nella complessit\u00e0 dell&#8217;impianto produttivo, bens\u00ec nella capacit\u00e0 di trasformare il particolare in una riflessione condivisa sull&#8217;esistenza. Un cinema che trova nella rappresentazione di un tempo lento, nell&#8217;attesa, nei silenzi e nei ritmi quotidiani una forma di resistenza alla velocit\u00e0 e alla frammentazione della modernit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>La prima tappa \u2013 Giorno 2<br \/>\nDomenica 18 ottobre<\/p>\n<p>Non poteva esserci miglior inizio di giornata di una colazione nella quiete di Serragiumenta seguita dal tour dell\u2019azienda a bordo di un trattore. Un\u2019esperienza immersiva ed entusiasmante.<br \/>\nNel pomeriggio della seconda giornata di \u201cFuori Campo 6\u201d, si \u00e8 ripreso il discorso su cinema e territorio con la testimonianza di Francesco Aiello, attore, regista, drammaturgo e docente presso la Scuola Cinematografica della Calabria, che ha conversato con Ernesto Orrico sullo sviluppo del soggetto che gli \u00e8 valso il premio Sonego 2026, dal titolo \u201cForse sono solo felice\u201d, e sugli aspetti del settore cinematografico calabrese che, anche in virt\u00f9 dell\u2019operato della Film Commission, si sta avvalendo sempre di pi\u00f9 di maestranze locali.<br \/>\nQuella di Francesco Aiello \u00e8 un\u2019esperienza esemplare che rimanda anche ad altri giovani autori calabresi che, pur mantenendo un legame con il territorio d\u2019origine, operano in contesti nazionali e internazionali.<br \/>\nAutori, sceneggiatori, registi e direttori della fotografia che stanno contribuendo a rinnovare il panorama cinematografico contemporaneo, affermandosi attraverso nuovi approcci alla produzione e nuovi linguaggi espressivi.<\/p>\n<p>E maestro di nuovi linguaggi era sicuramente Marcello Walter Bruno, docente di cinema e fotografia, saggista prolifico, cui \u00e8 dedicata la presentazione del libro \u201cLa realt\u00e0 \u00e8 quadrata\u201d, raccolta dei suoi scritti pubblicati sulle riviste Fata Morgana e Fata Morgana Web. La curatrice, Caterina Martino, ne ha raccontato genesi e aneddoti dialogando con Loredana Ciliberto, che dell\u2019associazione culturale Fata Morgana \u00e8 presidente. Martino e Ciliberto hanno tratteggiato la figura umana e professionale di Marcello Walter Bruno, la cui profondit\u00e0 di pensiero \u00e8 stata da stimolo per molti studiosi di cinema e fotografia.<\/p>\n<p>Un altro momento di grande interesse \u00e8 stato quello che ha visto protagonista Valentina Valentini, docente di Alta Qualifica di Arti Elettroniche e Digitali all\u2019universit\u00e0 La Sapienza di Roma, studiosa di arti performative e videoarte e autrice di numerosi saggi sul teatro del Novecento. La sua \u00e8 stata quasi una lectio magistralis sul tema \u201cI conflittuali rapporti tra cinema e video\u201d, partendo dalle origini, quando la ripresa video era un\u2019alternativa a cinema e televisione, foriera di realt\u00e0 alternative e di controinformazione, senza attori protagonisti e quindi senza personaggi. \u00abIl video \u2013 ha spiegato Valentini &#8211; \u00e8 stato il luogo in cui depositare la soggettivit\u00e0 del pensiero solitario. Si \u00e8 fatto carico di risensibilizzare la facolt\u00e0 percettiva dello spettatore, di problematizzare lo sgardo\u00bb. \u00abIl cinema \u2013 ha aggiunto &#8211; rimprovera al video di essere povero, a bassa risoluzione e, come la televisione, non ne ha mai favorito la distribuzione\u00bb.<\/p>\n<p>Nell\u2019intenso pomeriggio di domenica \u00e8 stata poi la volta di FOCUS CALABRIA, una sezione speciale dedicata a giovani registi calabresi che con le opere pi\u00f9 recenti si sono fatti conoscere ai festival nazionali e internazionali a testimonianza della crescita e delle possibilit\u00e0 del settore cinematografico della regione.<br \/>\n\u201cASPIS\u201d, di Antonio Romagnoli, \u201cPRIMO SANGUE\u201d, di Antonio La Camera, \u201cPUCA\u201d, di Sara Scalera, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 e sostenuti dalla Calabria Film Commission, sono stati accolti con curiosit\u00e0 dal pubblico. Per \u201cVITO\u201d, di Samuele Leogrande, lavoro autoprodotto, era presente il giovanissimo protagonista, Vittorio Catapano, alla sua prima esperienza sul grande schermo, mentre di \u201cAMIGDALA\u201d, di Nicole Cuda e Amata Gatto, prodotto da Indaco Film e sostenuto da Confartigianato Imprese Calabria, ha parlato Mauro Nigro, che proprio con questo lavoro ha vinto il premio alla fotografia nel Movie&amp; Short Festival a Locarno. <\/p>\n<p>In un crescendo di emotivit\u00e0 e attenzione \u00e8 stata poi la volta dell\u2019incontro con Gianluca Gargano, regista del docufilm \u201cIn viaggio con lei\u201d, che insieme a Mauro Nigro e all\u2019attrice Francesca Pecora, sollecitato da Ernesto Orrico, ha raccontato la sua volont\u00e0 di realizzare un film incentrato sui diversi modi di essere donna, narrando storie di vita vissuta senza costrizioni o vincoli che non fossero di tempistica.<br \/>\nNe \u00e8 uscito un ritratto delicato ma coinvolgente di nove vicende molto diverse fra loro, descritte senza giudizio e veicolate attraverso il viaggio nei territori della Calabria compiuto da Elisa Casaleggio, Francesca Pecora e Francesca Marchese, cui il film \u00e8 dedicato.<br \/>\n\u00abLe vicende riunite in questo lavoro \u2013 ha detto Gargano \u2013 hanno avuto sviluppi inaspettati, non sempre positivi. Per\u00f2 il film esiste, e documenta un momento di vita vera. \u00c8 memoria, e io sono felice di rivedere Francesca nelle immagini girate insieme\u00bb.<br \/>\nLa visione del docufilm \u201cIn viaggio con lei\u201d ha confermato il clima di composta commozione generata dal racconto della genesi del film e dal \u201cmettersi a nudo\u201d coraggiosamente attuato dalle protagoniste. Vincitore di numerosi premi, continua ad essere selezionato in diverse competizioni internazionali per l\u2019autenticit\u00e0 e la forze delle storie raccontate. <\/p>\n<p>La seconda giornata di \u201cFuori Campo 6\u201d si \u00e8 cos\u00ec conclusa, in un clima amichevole di condivisione per un\u2019esperienza che va al di l\u00e0 della progettualit\u00e0, nell\u2019ottica di una riscoperta di relazioni che comunicano attraverso un linguaggio universale e autentico.<\/p>\n<p>Fuori Campo 6 \u2013 il Cinema e il Tempo Ritrovato \u00e8 realizzato con il sostegno della Calabria Film Commission nell\u2019ambito del progetto \u201cBella come il cinema 2026\u201d, da GAL Valle del Crati, CNA Calabria Cinema e Audiovisivo e da BCC Mediocrati.<br \/>\nPartner del progetto sono: FAI- Delegazione di Cosenza, Confartigianato Imprese Calabria Cinema e Audiovisivo, Cineteca della Calabria, Castello di Serragiumenta, comune di Cleto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono state due giornate intense e interessanti, ricche di contenuti, all\u2019insegna della socialit\u00e0 e della voglia di scoprire nuovi luoghi e linguaggi. 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