{"id":461071,"date":"2026-10-21T07:59:00","date_gmt":"2026-10-21T05:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/?p=461071"},"modified":"2026-10-18T18:11:01","modified_gmt":"2026-10-18T16:11:01","slug":"basta-scudi-per-chi-deruba-i-parenti-la-consulta-mette-sotto-esame-limpunita-per-i-reati-in-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/basta-scudi-per-chi-deruba-i-parenti-la-consulta-mette-sotto-esame-limpunita-per-i-reati-in-famiglia\/","title":{"rendered":"Basta scudi per chi deruba i parenti: la Consulta mette sotto esame l\u2019impunit\u00e0 per i reati in famiglia"},"content":{"rendered":"<p>In famiglia, a quanto pare, il furto pu\u00f2 restare un affare privato. Almeno finch\u00e9 non interviene la Corte costituzionale. Ma quando la tutela del nucleo familiare finisce per proteggere chi approfitta del coniuge o di un parente fragile, rischia di trasformarsi in un alibi.<\/p>\n<p>La Consulta riapre il caso dell\u2019articolo 649 del codice penale, che esclude la punibilit\u00e0 per diversi reati contro il patrimonio commessi ai danni di familiari stretti.<\/p>\n<p>Con l\u2019ordinanza 162\/2026, depositata il 6 ottobre, la Corte ha sollevato davanti a se stessa la questione di legittimit\u00e0 costituzionale dell\u2019intera norma, in riferimento agli articoli 2, 3 e 29 della Costituzione.<\/p>\n<p>Il caso di Torino<br \/>\nLa vicenda nasce da un procedimento per circonvenzione di incapace. La Corte d\u2019appello di Torino deve giudicare un uomo gi\u00e0 condannato in primo grado per aver approfittato della moglie, affetta da grave disabilit\u00e0 intellettiva.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019orientamento prevalente della Cassazione, la causa di non punibilit\u00e0 prevista dall\u2019articolo 649 pu\u00f2 applicarsi anche in casi simili. L\u2019eccezione prevista dal terzo comma riguarda infatti essenzialmente i reati commessi con violenza fisica.<\/p>\n<p>Da qui la richiesta dei giudici torinesi: escludere la circonvenzione di incapace dal beneficio previsto dalla norma.<\/p>\n<p>La Consulta mette in discussione l\u2019intero articolo 649<br \/>\nLa Corte costituzionale ha scelto per\u00f2 di allargare il campo e di verificare la compatibilit\u00e0 con la Costituzione dell\u2019intero articolo 649.<\/p>\n<p>Al centro c\u2019\u00e8 la concezione della famiglia sulla quale si fonda la norma. Una disciplina che sacrifica i diritti dei singoli in nome della coesione familiare deve essere valutata alla luce dell\u2019attuale realt\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>La Consulta richiama la propria giurisprudenza e ribadisce che la Costituzione non ammette una famiglia \u00abnemica delle persone e dei loro diritti\u00bb. Nel frattempo sono cambiati anche i rapporti economici tra coniugi e parenti, oggi sempre pi\u00f9 fondati sull\u2019autonomia individuale.<\/p>\n<p>Il monito del 2015 rimasto inascoltato<br \/>\nGi\u00e0 nel 2015, con la sentenza 223, la Corte aveva chiesto al Parlamento un \u00abindispensabile aggiornamento\u00bb della disciplina. Da allora, per\u00f2, non \u00e8 intervenuta alcuna riforma.<\/p>\n<p>Dopo oltre dieci anni di inerzia legislativa, la Consulta ha deciso di verificare direttamente la compatibilit\u00e0 costituzionale della norma.<\/p>\n<p>Il giudizio davanti alla Corte d\u2019appello di Torino resta sospeso. Non c\u2019\u00e8 ancora una sentenza di merito, ma l\u2019indicazione \u00e8 netta: la famiglia non pu\u00f2 essere un porto franco per chi deruba, manipola o danneggia un proprio congiunto, soprattutto quando la vittima \u00e8 fragile e non ha la possibilit\u00e0 di difendersi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In famiglia, a quanto pare, il furto pu\u00f2 restare un affare privato. Almeno finch\u00e9 non interviene la Corte costituzionale. Ma quando la tutela del nucleo familiare finisce per proteggere chi approfitta del coniuge o di un parente fragile, rischia di trasformarsi in un alibi. 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