{"id":460797,"date":"2026-10-16T07:49:00","date_gmt":"2026-10-16T05:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/?p=460797"},"modified":"2026-10-13T16:17:37","modified_gmt":"2026-10-13T14:17:37","slug":"spionaggio-economico-fino-a-che-punto-i-servizi-segreti-devono-sostenere-le-imprese-nazionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/spionaggio-economico-fino-a-che-punto-i-servizi-segreti-devono-sostenere-le-imprese-nazionali\/","title":{"rendered":"Spionaggio economico: fino a che punto i servizi segreti devono sostenere le imprese nazionali?"},"content":{"rendered":"<p>La crescente competizione tecnologica internazionale sta riportando al centro del dibattito sul ruolo dell&#8217;intelligence una questione controversa: \u00e8 legittimo utilizzare i servizi segreti per sottrarre informazioni commerciali e tecnologiche alle imprese straniere e favorire quelle nazionali? Una recente proposta avanzata su Foreign Affairs da un ex vicedirettore della CIA ha rilanciato il tema, mettendo in discussione il tradizionale rifiuto americano dello spionaggio commerciale. La questione ha per\u00f2 una portata pi\u00f9 ampia, perch\u00e9 riguarda il rapporto tra intelligence, politica industriale e concorrenza economica.<\/p>\n<p>Nel mondo occidentale si sono storicamente affermate due diverse tradizioni. La prima, rappresentata soprattutto da Stati Uniti e Regno Unito, distingue tra la raccolta di intelligence economica a sostegno delle decisioni del governo e lo spionaggio industriale finalizzato a procurare vantaggi commerciali a singole imprese. Secondo questa impostazione, i servizi possono raccogliere informazioni sulle politiche economiche degli altri Stati, sulle tecnologie strategiche e sulle attivit\u00e0 industriali rilevanti per la sicurezza nazionale, ma non dovrebbero sottrarre segreti commerciali per trasferirli ai concorrenti nazionali.<\/p>\n<p>Questa posizione rifletteva la convinzione che il governo non dovesse favorire determinate imprese alterando la concorrenza. Inoltre, durante buona parte del Novecento, molte delle innovazioni tecnologiche pi\u00f9 importanti per la sicurezza nazionale erano sviluppate o finanziate direttamente dallo Stato, soprattutto attraverso il settore militare. Il primato tecnologico occidentale, e in particolare americano, rendeva inoltre importante scoraggiare lo spionaggio industriale praticato dagli altri paesi. Ancora nel 2015, durante la presidenza Obama, Washington promosse un accordo con Pechino per contrastare il furto informatico di propriet\u00e0 intellettuale destinato a procurare vantaggi commerciali alle imprese.<\/p>\n<p>La seconda tradizione, sviluppatasi soprattutto nell&#8217;Europa continentale e particolarmente in Francia, attribuisce invece allo Stato un ruolo pi\u00f9 diretto nella tutela della competitivit\u00e0 industriale nazionale. In questa concezione, l&#8217;intelligence economica comprende la raccolta di informazioni sui mercati e sui concorrenti stranieri, la protezione delle tecnologie nazionali e il sostegno alle imprese considerate strategiche. La Francia ha sviluppato dagli anni Novanta una politica esplicita di intelligence \u00e9conomique, che coinvolge amministrazioni pubbliche, servizi e imprese. I servizi francesi sono stati inoltre accusati in diverse occasioni di spionaggio industriale contro aziende straniere, comprese quelle di paesi alleati, sebbene queste accuse vadano distinte dalle attivit\u00e0 ufficiali di intelligence economica.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;Italia riconosce esplicitamente la tutela degli interessi economici tra le missioni dell&#8217;intelligence. La legge 124 del 2007 attribuisce all&#8217;AISE e all&#8217;AISI, nei rispettivi ambiti di competenza, il compito di proteggere gli interessi economici, scientifici e industriali del Paese. La normativa non autorizza tuttavia, di per s\u00e9, il trasferimento alle imprese italiane di segreti industriali sottratti a concorrenti stranieri.<\/p>\n<p>La distinzione tra queste tradizioni \u00e8 oggi sottoposta a nuove pressioni. In settori come intelligenza artificiale, semiconduttori, tecnologie quantistiche, biotecnologie e spazio, molte delle innovazioni decisive per la sicurezza nazionale provengono da imprese private. Parallelamente, la Cina combina investimenti pubblici, politiche industriali, acquisizioni tecnologiche e attivit\u00e0 di intelligence per sostenere la propria competitivit\u00e0. Le tecnologie commerciali hanno inoltre applicazioni militari sempre pi\u00f9 rilevanti, rendendo difficile separare la sicurezza nazionale dalla capacit\u00e0 innovativa delle imprese.<\/p>\n<p>Di conseguenza, diversi governi occidentali hanno rafforzato il coinvolgimento dei servizi nella protezione delle tecnologie strategiche, nel contrasto allo spionaggio industriale e nella valutazione degli investimenti stranieri. La collaborazione tra intelligence e settore privato \u00e8 diventata pi\u00f9 stretta, anche attraverso la condivisione di informazioni sulle minacce informatiche e sui tentativi di acquisizione di tecnologie sensibili.<\/p>\n<p>Rimane per\u00f2 una differenza sostanziale tra proteggere le imprese nazionali e utilizzare l&#8217;intelligence per favorirle nella competizione commerciale. \u00c8 su questo secondo punto che si concentra il dibattito. Chi sostiene un impiego pi\u00f9 offensivo dell&#8217;intelligence economica osserva che rinunciare allo spionaggio commerciale pu\u00f2 comportare uno svantaggio nei confronti di Stati che gi\u00e0 lo praticano. Inoltre, quando una tecnologia determina tanto la competitivit\u00e0 industriale quanto le capacit\u00e0 militari, acquisire clandestinamente informazioni su un concorrente pu\u00f2 apparire coerente con gli obiettivi della sicurezza nazionale.<\/p>\n<p>Gli argomenti contrari riguardano soprattutto le difficolt\u00e0 di attuazione. Il primo problema sarebbe decidere quali imprese debbano ricevere le informazioni raccolte clandestinamente. Favorire una grande azienda potrebbe danneggiare concorrenti pi\u00f9 piccoli o imprese emergenti. La scelta dei beneficiari sarebbe affidata a funzionari pubblici, attraverso decisioni difficilmente verificabili a causa della segretezza delle operazioni. Il rischio di favoritismi, pressioni politiche e corruzione sarebbe quindi considerevole.<\/p>\n<p>Vi sarebbero inoltre problemi nell&#8217;utilizzo delle informazioni. Un&#8217;impresa che ricevesse segreti tecnologici sottratti a un concorrente potrebbe incontrare difficolt\u00e0 nel brevettare prodotti o sfruttare commercialmente quelle conoscenze senza rivelarne la provenienza. Lo spionaggio industriale contro aziende di paesi alleati potrebbe infine provocare ritorsioni e compromettere la cooperazione tra i rispettivi servizi.<\/p>\n<p>Il problema centrale non \u00e8 dunque se l&#8217;intelligence debba occuparsi di economia: la tutela degli interessi economici e tecnologici \u00e8 gi\u00e0 parte integrante delle missioni dei servizi di molti paesi. La questione \u00e8 se questa funzione debba estendersi fino all&#8217;acquisizione clandestina di informazioni destinate a favorire specifiche imprese nazionali. La crescente competizione tecnologica rende questa possibilit\u00e0 pi\u00f9 rilevante per i governi, ma non elimina le difficolt\u00e0 di conciliarla con le regole della concorrenza, il controllo sull&#8217;azione dello Stato e la cooperazione internazionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crescente competizione tecnologica internazionale sta riportando al centro del dibattito sul ruolo dell&#8217;intelligence una questione controversa: \u00e8 legittimo utilizzare i servizi segreti per sottrarre informazioni commerciali e tecnologiche alle imprese straniere e favorire quelle nazionali? Una recente proposta avanzata su Foreign Affairs da un ex vicedirettore della CIA ha rilanciato il tema, mettendo in &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":25,"featured_media":460798,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6,9],"tags":[86132,86131,2180],"class_list":["post-460797","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-04-economia","category-02-politica","tag-da-sostenere","tag-imprese-nazionali","tag-servizi-segreti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/460797","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/25"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=460797"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/460797\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":460799,"href":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/460797\/revisions\/460799"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/460798"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=460797"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=460797"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=460797"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}