{"id":459929,"date":"2026-09-25T07:41:00","date_gmt":"2026-09-25T05:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/?p=459929"},"modified":"2026-09-22T18:08:02","modified_gmt":"2026-09-22T16:08:02","slug":"trianon-viviani-dieci-appuntamenti-con-la-danza-contemporanea-da-venerdi-25-settembre-ore-20","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/trianon-viviani-dieci-appuntamenti-con-la-danza-contemporanea-da-venerdi-25-settembre-ore-20\/","title":{"rendered":"TRIANON VIVIANI, dieci appuntamenti con la danza contemporanea &gt; da venerd\u00ec 25 settembre, ore 20"},"content":{"rendered":"<p>TrianonDanza, la rassegna dedicata ai nuovi linguaggi del corpo e della danza contemporanea.<\/p>\n<p>In programma dieci appuntamenti con sette compagnie del territorio riconosciute a livello nazionale.<\/p>\n<p>La rassegna si apre, quindi, il 25 settembre con il debutto di Samia, che prende spunto dalla storia vera di Samia Yusuf Omar, la giovane atleta somala morta nelle acque di Lampedusa mentre cercava di raggiungere l\u2019Europa per qualificarsi alle Olimpiadi. Adriano Bolognino, che firma la coreografia, porta in scena i corpi di sei performers diversi per rappresentare quella di una vita spezzata, simbolo di una disuguaglianza ed emergenza del nostro presente, dove la libert\u00e0 di scegliere chi vuoi essere in molti paesi \u00e8 ancora negato. In scena Giovanni Karol Borriello, Laura Miotti, Laura Dell\u2019Agnese, Raffaella Esposito, Ines Giorgiutti, Cristina Roggerini. I costumi sono di Rosaria Di Maro con lavori dello stesso Bolognino, le musiche originali di Vito Pizzo, eccetto la traccia finale A Winged Victory for the Sullen \u2013 Adios, Florida, le luci di Gianluca Sacco. La produzione \u00e8 di K\u00f6rper | centro nazionale di produzione della danza, Rum fo\u0308r dans e Orsolina28, con il supporto di Ministero della Cultura, Regione Campania, Iic Colonia, Staatstheater darmstadt \u2013 Hessisches Staatsballett, Nid platform.<\/p>\n<p>Si prosegue sabato 26 settembre con Storie di carta del coreografo Simone Liguori, che si ispira alle battute finale de I custodi del libro di Geraldine Brooks, un romanzo che racconta la vicenda di un manoscritto prezioso, l\u2019Haggadah di Sarajevo, sopravvissuto alla guerra grazie al coraggio di un bibliotecario musulmano. A questa storia si affianca quella di Hanta, il protagonista di Una solitudine troppo rumorosa di Bohumil Hrabal, costretto per mestiere a schiacciare libri destinati al macero, ma capace di intravedere nei frammenti di carta un\u2019inesauribile forma di resistenza. Da qui prende vita Storie di carta, uno spettacolo di teatro-danza che attraversa le tracce della memoria scritta per riflettere sul valore della cultura e sulla fragilit\u00e0 della libert\u00e0 di parola, declinando questi concetti in un linguaggio coreografico dove la materia dei libri diventa corpo, gesto, memoria. La drammaturgia \u00e8 firmata da Eirene Campagna con la produzione di associazione Campania danza e la direzione artistica di Antonella Iannone.<\/p>\n<p>Domenica 27 settembre \u00e8 la volta di Keywords n\u00b0 19 o il Metodo del caso, con il concept e la coreografia di Gabriella Stazio, prodotto da Movimento danza e dalla Regione Campania. Lo spettacolo nasce da un gioco semplice e imprevedibile: in scena ci sono alcune scatole trasparenti che contengono biglietti con parole chiave. Lo speaker \u2013 la stessa coreografa Stazio \u2013 li estrae uno alla volta, in maniera del tutto casuale, e li legge ad alta voce. Ogni parola diventa un innesco immediato che i danzatori trasformano in azione, movimento, suono o relazione spaziale. Ci\u00f2 che il pubblico vede \u00e8 una composizione sempre diversa e irripetibile: nessuno \u2013 nemmeno chi \u00e8 in scena \u2013 pu\u00f2 sapere come andr\u00e0 a finire. Le parole chiave non sono comandi rigidi, ma stimoli che possono tradursi in movimenti, atmosfere sonore, relazioni spaziali o piccoli \u201csiparietti\u201d gi\u00e0 esplorati e sviluppati grazie a un processo compositivo tra la coreografa e i danzatori durante le prove. Non si tratta quindi di improvvisazione pura, ma di una scrittura che lascia al caso lo spazio per ridefinire il percorso creativo. In scena Luigi De Stefano, Sonia Di Gennaro, Christian Pellino. Le musiche e il sound design sono a cura di Francesco Giangrande e le luci e la fonica di Alessandro Messina.<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 2 ottobre torna la compagnia K\u00f6rper con On the road che racconta il cammino dei giovani interpreti di K\u00f6rper Young, progetto fortemente voluto da Gennaro Cimmino. Un viaggio nella versatilit\u00e0 del gesto, dove ogni tappa chiede di ascoltare il sottotesto che muove chi lo compie. Due luoghi, due storie, due soste e due ripartenze scandiscono l\u2019itinerario di una sola serata. La prima tappa Last movement of Hope \u00e8 un\u2019attesa. Un gesto che si ripete ogni giorno, un tempo sospeso in cui immobilit\u00e0 e movimento coesistono. Un\u2019attesa piena, viva, un confine che respira e proprio in quella sospensione si rivela una nuova profondit\u00e0 di ci\u00f2 che si sta diventando. Questa prima parte dello spettacolo \u00e8 a cura di Adriano Bolognino, l\u2019assistente alla coreografia \u00e8 Rosaria Di Maro, con Gabriella Luongo e Giorgia Mattiello, le musiche di Giuseppe Villarosa. La seconda tappa, Ruta de pedra e de agua, \u00e8 un cammino fisico. Otto donne camminano senza sapere da dove vengono n\u00e9 dove stanno andando: zaini pesanti, fiato corto, passi che si ripetono finch\u00e9 il ritmo non si trasforma in respiro e il respiro in presenza. Lungo la strada imparano a spogliarsi di ci\u00f2 che non serve scoprendo che il senso non abita la meta, ma la leggerezza di chi sa lasciare andare. La coreografia \u00e8 di Marianna Moccia e vede in scena Emanuela Aprea, Angela Bruno, Teresa De Angelis, Rossella Furlan, Giovanna Ferrara, Gabriella Luongo, Giorgia Mattiello, Martina Robustelli. Le musiche sono Vito Pizzo, Julia Primicile Carafa, Einst\u00fcrzende Neubauten e il disegno luci di Flavio Ferruzzi.<\/p>\n<p>Sabato 3 ottobre, Fabrizio Varriale \u00e8 protagonista di Cervus. La morte e la primavera, di cui cura l\u2019ideazione, la scrittura scenica, la coreografia, la danza e la voce. Lo spettacolo \u00e8 liberamente ispirato a Diari di Vaslav Nijinsky, un monologo biografico che narra la forza e la fragilit\u00e0 dell\u2019animo umano e della mente visionaria del danzatore e coreografo di origini polacche, emblema della storia della danza del Novecento. Alle soglie della sua malattia mentale, Nijinsky inizi\u00f2 a scrivere i quaderni, finiti in quarantacinque giorni, tra il gennaio e marzo del 1919, raccontando degli accadimenti vissuti e tormentati della sua vita. In questo monologo di corpo e voce, Varriale riscrive, attraverso i segni della scena, alcuni eventi del dramma interiore di Nijinsky: la sua vita affettiva, la ricerca di Dio, il sacrificio, la malattia mentale, la danza come preghiera e rituale di impossibile salvezza. In scena, con il corpo che si fa racconto e rito, Nijinsky, attraverso atti visionari, si immedesima nella figura immaginaria di un cervo, che diviene archetipo spirituale, messaggero tra il mondo umano e quello divino, simbolo della connessione primordiale e istintiva tra uomo e natura, tra conscio e inconscio, forza selvaggia, ancestrale, sacrale e ciclica, il cui sacrificio danzato, come nel Sacre du Printemps di Stravinskij, \u00e8 necessario per la liberazione della primavera. In questa chiave drammaturgica, i segni sono specchio di una condizione umana, echi di narrazione e demoni interiori che avvolgono la figura di Nijinsky e il suo desiderio di dare un senso alla vita e alla morte. Oltre a Varriale, il violoncellista Marco Di Palo. La drammaturgia testuale \u00e8 di Giuseppe Pompameo, l\u2019assistente alla coreografia e alla scrittura scenica \u00e8 Chiara Alborino, le musiche sono di Igor\u2019 Stravinskij e il disegno luci di Libero De Martino. La produzione \u00e8 di Akerusia danza, con la direzione e il coordinamento di Elena D\u2019Aguanno.<\/p>\n<p>Domenica 4 ottobre la compagnia Dissonanzen presenta Switched-on-Suites\/reloaded, con l\u2019ideazione, la regia e la coreografia di Alessandra Petitti. La dramaturg \u00e8 Serena D\u2019Altispitta. Il disegno luci nasce da un\u2019idea di Pasquale Mari. Le Suites per violoncello solo di Johann Sebastian Bach sono scomposte, incarnate e danzate, in uno spettacolo che fonda la propria drammaturgia su Le passioni dell\u2019anima di Cartesio. Le passioni umane sono scansionate dal linguaggio multimediale, dalla ricerca cartesiana della danza di Alessandra Petitti, nel cosmo sonoro bachiano con le elaborazioni musicali e le creazioni video di Marco Schiavoni, in omaggio alla geniale musicista elettronica Wendy Carlos e al suo Switched-on Bach. Il lavoro parte da un\u2019idea di esecuzione e di visualizzazione delle Suites in una sorta di fisiologia musicale che trova naturale un parallelo col testo cartesiano. La coreografia mette in scena un esperimento: in un luogo presente passato e futuro, si cerca di stabilire il confine tra il corpo e l\u2019anima che lo abita, tra il gesto e la passione che lo ha generato, tra il suono e la nota che lo ha scritto. A distanza di 26 anni, Petitti e Schiavoni hanno deciso di crearne una versione \u201creloaded\u201d in dialogo con le nuove tecnologie digitali, con la seconda danzatrice Sara Lupoli e la violoncellista in live Manuela Albano.<\/p>\n<p>Si continua venerd\u00ec 9 ottobre con Pietas, coreografato e diretto da Antonello Tudisco, con la drammaturgia di Vincenzo Ambrosino e Domenico Ingenito. Lo spettacolo prende spunto da una domanda: cosa accadrebbe se l\u2019umanit\u00e0 smarrisse il sentimento di piet\u00e0? Pietas \u00e8 strutturato come una parabola frammentata, in cui il motore dell\u2019azione \u00e8 il pianto misterioso di un bambino, di cui i danzatori cercano istintivamente e inutilmente l\u2019origine. La ricerca li porta ad attraversare tre stazioni dolorose che rappresentano altrettanti momenti di piet\u00e0 negata verso tre personaggi: una madre malata terminale, un homeless pestato di botte nell\u2019indifferenza generale, il poeta Pier Paolo Pasolini massacrato in circostanze, a parere di molti, ancora oscure dopo molti anni. Lo spettacolo si ispira alla poetica di Pasolini e in particolare a quella visione \u201cmiracolosa\u201d e \u201creligiosa\u201d del mondo pur lontana da un\u2019impostazione confessionale, come il poeta stesso dichiara in una famosa intervista. In scena Gerardo Di Pietro, Lia Gusein Zade, Gaetano Montecasino, Gerardo Pastore, Valeria Petroni, Francesco Russo e con la partecipazione di Romeo Massimo Vollero. Il disegno luci \u00e8 di Giuseppe Di Lorenzo, la scenografia di Rosita Vallefuoco, i costumi di Gina Oliva, le musiche di Chiara Mallozzi e il video di Loredana Antonelli. Lia Gusein Zade e Gaetano Montecasino hanno collaborato alla coreografia. La produzione \u00e8 firmata da Interno5, con il sostegno di Mic e Regione Campania e la coproduzione di Le Grrranit \u2013 sc\u00e8ne nationale de Belfort, residenze artistiche presso teatro Area Nord di Napoli, cooperative SN di Belfort.<\/p>\n<p>Sabato 10 ottobre Akerusia danza presenta MO\u00b7\u1e62\u00c0I\u00b7CO\u2026 Frammenti di\u2026, ideato da Elena D\u2019Aguanno e Paola Rivazio, con la coreografia di Marcella Martusciello e la stessa D\u2019Aguanno, che firma anche la direzione artistica e la regia. Tasselli di forme in movimento che tagliano l\u2019aria, accompagnati da ritmi e composizioni, creano linguaggi, dialoghi visivi e cinetici e formano simbolismo e narrazione. Tessere di forme che tagliano lo spazio, dove il movimento lento e continuo dato dalla creativit\u00e0 dell\u2019artista esprime emozioni e narrazioni attraverso linguaggi di forme e colori. MO\u00b7\u1e62\u00c0I\u00b7CO fa dello \u201cscarto\u201d uno dei suoi punti di forza pi\u00f9 potenti. Cos\u00ec come nel mosaico, non tutti i pezzi diventano parte del disegno e le tessere sono create e tagliate nella fase di composizione, cos\u00ec le danzatrici, tessere di mosaico, si uniscono, si compongono in un gioco di incastri casuali, quasi a cercare una possibilit\u00e0 infinita di forme, combinazioni e significati. MO\u00b7\u1e62\u00c0I\u00b7CO \u00e8 anche un insieme intricato di strade, di possibili passaggi, un labirinto in cui \u00e8 facile perdere l\u2019orientamento, che non ha un solo punto di arrivo, in cui non c\u2019\u00e8 una sola soluzione precostituita. Le musiche originali sono di Julia Primicile Carafa, le scene e le luci di Ciro Di Matteo e i costumi di Leandro Fabbri.<\/p>\n<p>Domenica 11 ottobre va in scena In to Reveal, con la coreografia di Francesco Annarumma e le musiche di Ludwig van Beethoven. In scena Flavio Altieri, Monica Cristiano, Raffaele Iorio, Monia L\u2019Abbate, Sarah Nasti, Carmine Olivazzi, Martina Piscitelli e Giada Tibaldi. Il palcoscenico diventa spazio di incontro, apprendimento e trasformazione, dove la nuova generazione entra nel cuore della compagnia e ne condivide il linguaggio, la disciplina e la visione artistica. La produzione nasce come progetto dedicato alle giovani leve: un ponte tra aspirazione e realt\u00e0, tra percorso formativo e mondo professionale. I giovani interpreti si confrontano con l\u2019esperienza dei danzatori affermati, scoprendo il valore dell\u2019ensemble, della responsabilit\u00e0 scenica e della creazione collettiva. Attraverso il movimento, In to Reveal racconta l\u2019unione: tra generazioni, tra energia nuova ed esperienza consolidata, tra individualit\u00e0 che si riconoscono parte di un unico corpo poetico. Un inno alla crescita, alla condivisione e alla passione di chi sogna di danzare in una compagnia. Un\u2019esperienza dedicata ai giovani che sognano di trasformare il proprio talento in professione, celebrando la forza della giovent\u00f9 e la bellezza del danzare insieme. La produzione \u00e8 della Arb dance company con la direzione artistica di Annamaria Di Maio.<\/p>\n<p>La rassegna si conclude marted\u00ec 13 ottobre con Danze ardenti su coreografia di Chiara Alborino. Assoli, duetti, trii e parti corali nascono dal percorso sviluppato attraverso una prima fase di improvvisazione e una seconda legata alla focalizzazione e alla composizione coreografica. Emersione di danze originali basate sull\u2019unicit\u00e0 e sull\u2019ardore di ogni singolo individuo in un organico susseguirsi di quadri ispirati a suggestioni sonore diverse, da Sogno di una notte di mezza estate a Meredith Monk, da Gabriel Faur\u00e9 ad Antonio Vivaldi. In scena i performers allievi di Corpo Unico (ciclo di danza inclusiva della Scuola elementare del teatro | conservatorio popolare per le arti della scena ideato e diretto da Davide Iodice). Le luci sono di Antonio Minichini. Assistente alla coreografia Ester Palmieri. La produzione \u00e8 firmata da Akerusia danza.<\/p>\n<p>Tutti gli spettacoli sono alle 20.<\/p>\n<p>Il Trianon Viviani si avvale del sostegno della Regione Campania, la Citta\u0300 metropolitana di Napoli e il Ministero della Cultura, con il patrocinio di Rai Campania.<\/p>\n<p>biglietti, abbonamenti e informazioni<br \/>\nBiglietto di posto unico al prezzo di 5 euro. La sottoscrizione della card TrianonDanza consente di assistere a tutti gli spettacoli a 15 euro.<\/p>\n<p>Il botteghino \u00e8 aperto dal marted\u00ec al sabato, dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi, dalle 10 alle 13:30. Telefono 081 0128663, email boxoffice@teatrotrianon.org.<\/p>\n<p>Sito istituzionale teatrotrianon.org, social media Facebook, Instagram e YouTube.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TrianonDanza, la rassegna dedicata ai nuovi linguaggi del corpo e della danza contemporanea. In programma dieci appuntamenti con sette compagnie del territorio riconosciute a livello nazionale. 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