{"id":459591,"date":"2026-09-17T12:15:00","date_gmt":"2026-09-17T10:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/?p=459591"},"modified":"2026-09-17T12:15:03","modified_gmt":"2026-09-17T10:15:03","slug":"il-bollo-auto-diventa-improvvisamente-uno-dei-terreni-piu-significativi-della-politica-italiana-in-vista-del-2027","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/il-bollo-auto-diventa-improvvisamente-uno-dei-terreni-piu-significativi-della-politica-italiana-in-vista-del-2027\/","title":{"rendered":"Il bollo auto diventa improvvisamente uno dei terreni pi\u00f9 significativi della politica italiana in vista del 2027"},"content":{"rendered":"<p>Il governo Meloni ha deciso di cancellare per tutto il prossimo anno il pagamento della tassa automobilistica per le autovetture fino a 80 kW, cio\u00e8 gran parte delle auto piccole e medie, oltre che per i motocicli. La misura riguarda una platea stimata in circa 14,5 milioni di veicoli e ha un costo nell\u2019ordine dei 2,3 miliardi di euro. L\u2019esenzione, secondo il provvedimento, vale per un solo veicolo per persona e riguarda i pagamenti con scadenza nel corso del 2027. \u00c8 difficile non osservare la coincidenza tra la scelta e il calendario politico. Il 2027 \u00e8 l\u2019anno delle prossime elezioni politiche e il governo interviene proprio su una tassa conosciuta da milioni di automobilisti, facilmente percepibile nel bilancio familiare e da tempo considerata impopolare. Giorgia Meloni l\u2019ha presentata come la cancellazione di una delle tasse pi\u00f9 odiate dagli italiani. Formalmente si tratta, per ora, di una sospensione limitata al 2027, mentre l\u2019esecutivo ha annunciato l\u2019intenzione di renderla strutturale attraverso la successiva legge di Bilancio. \u00c8 qui che la misura assume un significato che va oltre il semplice intervento fiscale. Il governo concede un beneficio immediatamente comprensibile, concentrato soprattutto sulle utilitarie e sulle vetture di potenza medio-bassa, mentre rinvia alla fase successiva la questione della sua stabilizzazione. La scelta produce quindi un effetto politico evidente: il beneficio \u00e8 certo e visibile nel 2027, mentre il costo strutturale dell\u2019eventuale abolizione permanente resta da definire nelle successive decisioni di bilancio. \u00c8 proprio questa asimmetria temporale a rendere il provvedimento particolarmente rilevante nel quadro della campagna elettorale. Reuters ha collegato esplicitamente l\u2019annuncio all\u2019avvicinarsi delle elezioni nazionali del 2027 e ha riferito che la misura \u00e8 stata letta da diversi osservatori come un tentativo di rafforzare il consenso della maggioranza. Ma il punto pi\u00f9 delicato riguarda le Regioni. Il bollo \u00e8 un tributo automobilistico regionale e il gettito finisce nei bilanci degli enti territoriali. La cancellazione decisa dallo Stato produce dunque un mancato introito per le Regioni, che il decreto quantifica in 2.293,5 milioni di euro per il 2027. Il governo prevede di trasferire questa somma agli enti territoriali a titolo di compensazione. Il problema politico e finanziario nasce per\u00f2 dalla distanza tra il beneficio fiscale annunciato a livello nazionale e il soggetto che normalmente incassa la tassa. La questione delle coperture aggiunge un ulteriore elemento alla discussione. Fonti di governo hanno spiegato che per finanziare l\u2019intervento saranno utilizzate economie del PNRR, comprese risorse sotto forma di sovvenzioni e prestiti non utilizzate entro la scadenza del 30 giugno 2026. \u00c8 un passaggio che merita particolare attenzione perch\u00e9 significa utilizzare risorse gi\u00e0 previste nell\u2019ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza per compensare, almeno nel 2027, un mancato gettito fiscale. La copertura definitiva e le relative condizioni dovranno comunque essere valutate nel percorso parlamentare del provvedimento. Ed \u00e8 proprio sul rapporto tra Stato e Regioni che si concentra una parte delle contestazioni. Alcuni presidenti di Regione hanno sostenuto che il trasferimento previsto non compenserebbe integralmente le minori entrate che deriverebbero dalla misura. Il presidente della Toscana Eugenio Giani, per esempio, ha contestato pubblicamente l\u2019impostazione del provvedimento sostenendo che nel caso della sua Regione il rimborso sarebbe inferiore al gettito perso. Altri governatori del centrosinistra hanno chiesto di conoscere nel dettaglio gli atti prima di formulare una valutazione definitiva. Il governo, dal canto suo, ha una risposta semplice e politicamente efficace: il bollo viene riscosso dalle Regioni, ma lo Stato trasferir\u00e0 le risorse necessarie a compensare il mancato gettito. La partita, quindi, non \u00e8 soltanto quella dell\u2019abolizione di una tassa, ma anche quella della distribuzione delle risorse tra Stato centrale e autonomie territoriali. \u00c8 una distinzione importante perch\u00e9 consente all\u2019esecutivo di presentare la misura come un taglio fiscale senza lasciare formalmente le Regioni prive di una compensazione finanziaria. Resta da verificare, per\u00f2, se la compensazione prevista sar\u00e0 effettivamente equivalente alle entrate che ciascun territorio avrebbe incassato senza l\u2019esenzione. Sul piano politico, la scelta modifica anche il terreno sul quale dovranno muoversi le opposizioni. Contestare una misura che consente a milioni di cittadini di non pagare per un anno una tassa automobilistica significa inevitabilmente confrontarsi con un beneficio immediato e facilmente comunicabile. La critica pu\u00f2 allora spostarsi sulla durata dell\u2019intervento, sulle coperture, sull\u2019utilizzo delle risorse del PNRR e sugli effetti sui bilanci regionali. \u00c8 un terreno diverso da quello di una normale battaglia parlamentare sulla politica fiscale, perch\u00e9 il governo ha costruito attorno alla misura un messaggio molto semplice: meno tasse per chi possiede un\u2019auto piccola o media. In questo senso il provvedimento ha tutti gli elementi di una misura destinata ad avere una forte valenza elettorale: arriva nell\u2019anno delle elezioni, interessa una platea molto ampia, produce un vantaggio concreto e immediatamente percepibile e viene presentato come l\u2019avvio di una cancellazione fiscale che il governo vorrebbe rendere permanente. Definirla una \u201cmanovra elettorale\u201d \u00e8 una lettura politica sostenuta dalla sua tempistica e dalla sua comunicazione, ma il giudizio sulle sue finalit\u00e0 appartiene al confronto politico. Sul piano dei fatti, invece, resta una scelta fiscale da circa 2,3 miliardi di euro per il 2027, con un trasferimento statale alle Regioni e una copertura che il governo collega alle economie del PNRR. La vera domanda, quindi, non \u00e8 soltanto quanto risparmieranno gli automobilisti nel 2027. \u00c8 capire che cosa accadr\u00e0 dopo. Se l\u2019esenzione rester\u00e0 limitata a un anno, il governo avr\u00e0 realizzato un intervento temporaneo concentrato nell\u2019anno elettorale. Se invece diventer\u00e0 strutturale, bisogner\u00e0 individuare ogni anno risorse equivalenti e stabilire come finanziare stabilmente la perdita di gettito delle Regioni. \u00c8 su questo passaggio che si misurer\u00e0 la sostenibilit\u00e0 della scelta. Per ora, per\u00f2, la politica ha gi\u00e0 ricevuto un messaggio molto chiaro: mentre le opposizioni discutono di coperture, PNRR e autonomia finanziaria regionale, la maggioranza pu\u00f2 presentarsi agli automobilisti con una promessa estremamente concreta, quella di non pagare il bollo nel 2027. E proprio questa semplicit\u00e0 comunicativa spiega perch\u00e9 una misura relativamente circoscritta nei conti pubblici possa avere un peso politico molto pi\u00f9 grande della sua dimensione finanziaria.<br \/>\nAndrea Viscardi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il governo Meloni ha deciso di cancellare per tutto il prossimo anno il pagamento della tassa automobilistica per le autovetture fino a 80 kW, cio\u00e8 gran parte delle auto piccole e medie, oltre che per i motocicli. 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