{"id":459286,"date":"2026-09-12T07:12:00","date_gmt":"2026-09-12T05:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/?p=459286"},"modified":"2026-09-11T14:25:22","modified_gmt":"2026-09-11T12:25:22","slug":"litalia-macina-record-e-lascia-indietro-francia-germania-e-giappone-i-sorpassi-che-smentiscono-i-profeti-del-declino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.progettoitalianews.net\/news\/litalia-macina-record-e-lascia-indietro-francia-germania-e-giappone-i-sorpassi-che-smentiscono-i-profeti-del-declino\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia macina record e lascia indietro Francia, Germania e Giappone: i sorpassi che smentiscono i profeti del declino"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Italia mette il turbo e sorpassa alcuni dei Paesi che per anni le sono stati indicati come modelli irraggiungibili. Crescita per abitante, esportazioni, lavoro, affidabilit\u00e0 del debito e prospettive dei conti pubblici: sono i cinque \u201csorpassi\u201d messi in fila dal Messaggero, sulla base dei dati di Istat, Eurostat, Ocse, Fondo monetario internazionale e mercati obbligazionari. Numeri maturati lungo un percorso lungo, ma consolidati solo e soltanto durante il governo Meloni, che restituiscono un\u2019Italia assai diversa dalla caricatura del \u201cgrande malato d\u2019Europa\u201d.<\/p>\n<p>Il Pil pro capite corre pi\u00f9 degli altri<br \/>\nIl primo cambio di passo riguarda il Pil pro capite. Ponendo come base il primo trimestre del 2016, nell\u2019arco di dieci anni l\u2019Italia ha registrato una crescita superiore a quella di tutti gli altri Paesi del G7, fatta eccezione per gli Stati Uniti. Prima della pandemia aveva gi\u00e0 superato Francia, Giappone e Canada; nella ripresa successiva al Covid ha fatto meglio anche di Germania e Regno Unito.<\/p>\n<p>Washington resta capofila, sostenuta per\u00f2 da un\u2019espansione del debito che soltanto il privilegio del dollaro consente di finanziare con simile disinvoltura. Specialmente, in uno scenario segnato da guerre, tensioni energetiche e inflazione, l\u2019Italia mostra cos\u00ec una capacit\u00e0 di tenuta che soltanto quindici anni fa sarebbe apparsa improbabile.<\/p>\n<p>Il Made in Italy scavalca il Giappone<br \/>\nIl secondo sorpasso \u00e8 industriale e ha un valore persino simbolico: il Belpaese ha esportato pi\u00f9 del Giappone. Un risultato passato quasi sotto silenzio, bench\u00e9 Tokyo abbia una popolazione circa doppia e sia stata per decenni sinonimo di efficienza produttiva, \u201cjust in time\u201d e qualit\u00e0 totale.<\/p>\n<p>Il Made in Italy, intanto, non vive pi\u00f9 soltanto di moda, arredamento e meccanica. Farmaceutica, agroalimentare, cosmetica, cantieristica, yacht, automobili sportive e tecnologie aerospaziali hanno allargato la base della nostra competitivit\u00e0. Nel 2025 l\u2019export italiano ha raggiunto il record di 643 miliardi di euro, con un avanzo commerciale di 50,7 miliardi.<\/p>\n<p>La disoccupazione scende sotto la media europea<br \/>\nIl terzo sorpasso si misura nel mercato del lavoro. Nel 2025 il tasso di disoccupazione italiano \u00e8 sceso per la prima volta sotto la media dell\u2019Eurozona, rimanendovi anche nella prima met\u00e0 del 2026. Alla faccia dei portatori di sventura, che a sinistra continuano a sbandierare dati a dir poco farlocchi. Occupati e dipendenti a tempo indeterminato hanno infatti raggiunto i massimi delle serie storiche, mentre la disoccupazione \u00e8 scivolata ai minimi, al di sotto di quella registrata in Francia, Spagna, Svezia, Finlandia, Austria, Danimarca e Grecia.<\/p>\n<p>Anche il potere d\u2019acquisto delle famiglie, tra la fine del 2019 e l\u2019inizio del 2026, \u00e8 cresciuto pi\u00f9 che negli altri Paesi del G7, Stati Uniti esclusi. Restano fragilit\u00e0 e divari territoriali che nessuna statistica pu\u00f2 cancellare, ma diminuisce la grave deprivazione materiale: dai 7,4 milioni di persone del 2015 ai tre milioni del 2025. La quota di popolazione a rischio di povert\u00e0 o esclusione sociale \u00e8 scesa al 22,6%, due punti sotto il livello precedente alla pandemia.<\/p>\n<p>I mercati si fidano pi\u00f9 di Roma che di Parigi<br \/>\nIl quarto segnale arriva dai mercati, giudici poco inclini alla propaganda. All\u2019inizio di settembre il rendimento del Btp decennale \u00e8 sceso sotto quello dell\u2019Oat francese. Il 5 settembre, secondo le serie di World Government Bonds, il titolo italiano rendeva il 4,144%, contro il 4,189% di quello francese: uno scarto di 4,5 punti base a favore di Roma.<\/p>\n<p>Alla fine del 2022, poco dopo l\u2019insediamento dell\u2019esecutivo Meloni, lo spread con la Francia superava invece i 160 punti. Stabilit\u00e0 politica e disciplina di bilancio, mentre Parigi si avvita nell\u2019incertezza, hanno dunque capovolto la percezione del rischio. Anche le agenzie di rating, seppure con maggiore prudenza, hanno preso atto del miglioramento italiano.<\/p>\n<p>Nel 2031 il debito Usa potrebbe superare quello italiano<br \/>\nL\u2019ultimo sorpasso non \u00e8 ancora avvenuto, ma la previsione proviene dal Fondo monetario internazionale: nel 2031 il debito pubblico americano in rapporto al Pil potrebbe superare quello italiano. Roma, riportando il deficit sotto il 3%, si sta liberando lentamente dall\u2019etichetta di pecora nera dei conti pubblici; Washington, insieme a Francia, Regno Unito e Giappone, procede nella direzione opposta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Italia mette il turbo e sorpassa alcuni dei Paesi che per anni le sono stati indicati come modelli irraggiungibili. 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