Wikileaks, Onu: “Assange è detenuto arbitrariamente”

Il fondatore di Wikileaks Julian Assange è “detenuto arbitrariamente” da Gran Bretagna e Svezia, perché di fatto è stato confinato all’ambasciata ecuadoriana a Londra. E’ quanto sostiene, come anticipato ieri dalla Bbc, il panel dell’Onu che segue il caso di Assange.

Londra e Stoccolma, secondo il gruppo dell’Onu, stanno detenendo Assange in modo illegale dal momento che sono responsabili del suo confinamento prolungato nell’ambasciata dell’Ecuador. Il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria ritiene quindi che si debba porre fine a tale detenzione.

Il fondatore di Wikileaks, secondo il panel, è stato sottoposto a detenzione arbitraria dal suo arresto a Londra nel 2010, dopo il quale è stato in carcere, poi agli arresti domiciliari e infine si è rifugiato nella sede diplomatica. “Il gruppo di lavoro ritiene che la detenzione arbitraria di Assange debba essere portata a termine, che la sua integrità fisica e la libertà di movimento siano rispettati” e che abbia il diritto di essere risarcito.

La madre di Assange Christine, parlando con Abc radio, prima della pubblicazione del rapporto, ha detto che il figlio ha gravi problemi di salute, tra cui un’infezione polmonare.

“Il suo corpo – ha raccontato la donna – sta crollando a tal punto che ora ha problemi di cuore, un’infezione polmonare cronica e un forte dolore alla spalla”. Suo figlio, ha raccontato ancora, da quando è rifugiato in ambasciata è stato solo brevi momenti alla luce del sole.

La donna ha poi raccontato che i medici gli hanno ordinato una risonanza magnetica e un’ora di luce solare al giorno, ma “il governo britannico ha rifiutato”.

Circa Alessandro Moschini

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