Violenza sulle donne e minori. Il rapporto Onu: Romania, Albania e Russia triste primato ma non denunciano. Che fare?

La violenza di genere è quella  perpetrata contro donne e minori, basata sul genere, ed è ritenuta una violazione dei diritti umani.
Da diverse ricerche emerge che la violenza di genere si esprime su donne e minori in vari modi ed in tutti i paesi del mondo. Esiste la violenza domestica esercitata soprattutto nell’ambito familiare o nella cerchia di conoscenti, attraverso minacce, maltrattamenti fisici e psicologici, atteggiamenti persecutori, percosse, abusi sessuali, delitti d’onore, uxoricidi passionali o premeditati. I bambini, gli adolescenti, ma in primo luogo le bambine e le ragazze adolescenti sono esposte all’incesto.
Ma in un altra occasione parlerò del tema più ampio sui diritti del minore.
Io credo che se parliamo di doveri della donna, dobbiamo prima di tutto cancellare totalmente la concezione antica di subordinazione della donna all’uomo e la concezione che la donna deve avere una totale abnegazione di sé e non avere altra vita che la vita affettiva.
Penso che l’unico dovere della donna che la distingue dall’uomo, è il dovere di prendere seriamente in considerazione la possibilità di evitare l’aborto ove non sussistano gravi motivi di salute.

Nella ‘Dichiarazione per l’eliminazione della violenza sulle donne’ emanata dalle Nazioni Unite nel 1993, la violenza sulle donne viene definita come: ‘qualunque atto di violenza sessista che produca, o possa produrre,danni e sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche, ivi compresa la minaccia di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata’.

Il fenomeno della violenza sulle donne è:
•    annoverato tra le violazioni dei diritti umani
•    in costante aumento
•    ampiamente e prevalentemente diffuso in ambito intrafamiliare
•    una situazione che genera sofferenza e danno sul piano fisico,
psichico ed emotivo sia    sulla donna che sui suoi figli
•    un evento che agisce profondamente a livello dell’autostima e
sulle prospettive di crescita equilibrata per chi l’ha subita
•    di portata mondiale e capillarmente diffuso in tutti i territori,
compreso il nostro

Secondo l’Istat ben dieci milioni di donne, fra i 14 e 59 anni, hanno subito molestie sessuali o ricatti sessuali nel corso della vita; sono 500.000 gli stupri o tentati stupri mentre ammontano a 900.000 i ricatti sessuali sul lavoro. Ci sono poi 100.000 donne che sono state oggetto di entrambe le violenze.

In pratica  va garantita il rispetto,  l’integrità e la dignità della persona senza differenza di sesso ed età.
Va però sottolineato il grande impegno dei nostri governi negli ultimi 20 anni a partire in particolare dal del Ministro Mara Carfagna contro la violenza sulle donne, o meglio contro questo attacco al ‘Diritto di Essere Rispettata’ quanto persona, avendo posto come una delle priorità del governo e in particolare del suo ministero l’affermazione dei diritti umani delle donne e l’eliminazione delle forme di violenza di cui sono vittime. E si è visto con gli importanti provvedimenti presi.
Concludendo è mia profonda convinzione che partendo dal punto fermo che ‘Donna e Uomo’ sono esseri umani differenziati solo da diversità fisiche, i diritti dell’essere umano devono essere quelle citate nella dichiarazione dei diritti umani che riassumendo sanciscono: il diritto alla vita, il diritto di non essere sottoposti a trattamenti violenti, crudeli e degradanti, il diritto all’uguaglianza, alla libertà, alla sicurezza, ad una uguale protezione di fronte alla Legge, alla non discriminazione, a poter godere del più alto standard possibile di salute fisica e mentale, ad avere condizioni di lavoro giuste e favorevoli.
Gennaro Ruggiero


Documenti:
Secondo un rapporto dell’ONU i paesi più violenti sulle donne, in generale, del continente europeo sono Romania, Albania e Russia. L’Italia è fanalino di coda, per fortuna nel continente europeo, nonostante il clamore giornalistico dei femminicidi. Perché in Italia viene resa pubblica la violenza di genere, mentre in molti Paesi, in particolare dell’est, o non si denuncia, o si camuffa con incidenti domestici addirittura l’omicidio.

Romania
Secondo uno studio citato nel rapporto ONU, la Romania resta tra i Paesi europei quello con l’indice più alto di violenza alle donne. La mentalità dell’uomo romeno – salvo che nelle grandi città – non è cambiata molto e quindi in certi ambienti caratterizzati da povertà, promiscuità, disoccupazione, consumo esagerato di alcol o stupefacenti “la donna è vista come la proprietà assoluta del capofamiglia”.Ogni anno in Romania, soprattutto in campagna, migliaia di donne anziane o minorenni vengono stuprate e percosse. La violenza in famiglia è molto diffusa ma le mogli soffrono in silenzio e quelle che osano chiedere il divorzio vengono minacciate di morte, tanto che il più delle volte la polizia è chiamata dai vicini di casa e non dalle dirette interessate.Il Codice penale romeno, che dopo la caduta di Ceasescu ha abolito l’ergastolo, punisce lo stupro con la reclusione da 3 a 10 anni e, se sussistono le aggravanti, lo stupratore può stare dietro le sbarre anche 20 o 25 anni.


Albania
In alcune zone dell’Albania le tradizioni ancora legittimano la subordinazione della donna all’uomo. La violenza familiare, subìta mediamente da una donna su tre da mariti e partners, è considerata normale e tollerata da istituzioni, polizia e apparato giudiziario.
In questi territori vige ancora la legge del Kanun, un codice di leggi creato intorno al 1400 e trasmesso per secoli, oralmente, di generazione in generazione. Si tratta di una vera e propria raccolta delle tradizioni giuridiche e degli usi albanesi di cui determinati strati sociali non riescono a liberarsi.
La legge del Kanun legittima la vendetta e quando una famiglia subisce un omicidio si deve vendicare su tutti i familiari dell’altra famiglia entro le prime 24 ore.
Secondo un articolo di questo codice il marito ha diritto di consigliare e correggere la moglie, e, quando lei disprezza le sue parole e i suoi ordini, può bastonarla e legarla. Se una donna è stuprata davanti alla famiglia deve suicidarsi per evitare che il disonore ricada sui consanguinei.

Russia
Secondo i dati riportati nel rapporto, il 40% delle donne sposate è soggetta a violenza fisica da parte di mariti ubriachi ma non arrivano al 10% quelle che li denunziano perché è necessario non solo riempire dei questionari dalla polizia ma anche andare in ospedale per farsi fare la certificazione medica.
Nella maggioranza dei casi “i mariti che violentano o picchiano la propria moglie non vanno incontro ad alcun tipo di persecuzione da parte della legge. Uno dei motivi è che la legge russa non riconosce la violenza domestica come un crimine distinto”.I mariti non vengono considerati colpevoli e la polizia liquida le denunce come affari interni alla coppia.
E questo in un Paese dove già dal giorno prima dell’8 marzo, Festa della Donna, non si trova più una rosa neanche a pagarla a peso d’oro perché le donne quel giorno, semel in anno, vengono sommerse di fiori.

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