Via della Seta. Di Maio: “Salvini ha diritto di parlare, io il dovere di fare”

E’ scontro tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini sugli accordi firmati tra Italia e Cina. Per il numero uno del M5S “è stato raggiunto l’obiettivo”. “Per noi oggi è un giorno importantissimo, un giorno in cui vince il Made in Italy, vince l’Italia, vincono le imprese italiane. Abbiamo fatto un passo per aiutare la nostra economia a crescere. Solo gli accordi firmati qui oggi in sostanza valgono 2,5 miliardi di euro – ha sottolineato – Accordi che hanno un potenziale di 20 miliardi di euro”. Un entusiasmo non condiviso dal suo collega di maggioranza che ha ribadito che la Cina non è “un Paese con il libero mercato”. Secca la replica del ministro dello Sviluppo economico. “Lui ha diritto di parlare, io ho il dovere di fare”.

Per Di Miao, quello di oggi, è un importante passo avanti per la crescita economica dell’Italia tanto che dall’accordo con Pechino ci si aspetta “un notevole graduale aumento delle esportazioni e nei prossimi anni speriamo di poter riequilibrare la bilancia commerciale”. Sul Memorandum “ha vinto il gioco di squadra e tengo a dire che non è finita qui: l’accordo siglato oggi vede l’Italia primo Paese del G7” a firmare un Memorandum d’intesa con la Cina e i 29 accordi a latere, “ora bisogna monitorare” sulle intese siglate, ha spiegato Di Maio. “La task force al ministero dello Sviluppo economico” lavorerà in questa direzione, ha assicurato, “aiuteremo le imprese italiane ad andare e penetrare su quel mercato. Lavoriamo affinché si formino altri accordi” a breve, ovvero “quando Conte sarà in Cina a fine aprile”.

Quanto alle perplessità franco tedesche sulle iniziative italiane il ministro Di Maio opera delle distinzioni. “Non parlerei di posizione franco-tedesca perché le due posizioni hanno due sfumature diverse, anche ascoltando le parole del presidente Macron e della presidente Merkel”.
“E’ chiaro – ha proseguito Di Maio – che l’Italia sulla Via della Seta è arrivata prima e quindi altri Paesi europei in questo momento hanno delle loro posizioni sulle nostre decisioni che riguardano il commercio che possono essere sicuramente posizioni critiche: ne hanno tutto il diritto. Soltanto che, come qualcuno negli Stati Uniti ha detto, ‘America First’, io continuo a ripetere ‘Italia First’ nelle relazioni commerciali. Quindi nessuno vuole scavalcare i nostri partner europei. Noi restiamo ben saldi nell’alleanza euroatlantica, restiamo alleati degli Stati Uniti e nella Nato”.

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