A margine del vertice del G20 a Johannesburg, si è svolta una riunione cruciale della così detta “coalizione dei volenterosi” per l’Ucraina, con la partecipazione di Giorgia Meloni insieme a numerosi leader europei.
Secondo fonti diplomatiche, l’obiettivo principale del meeting è discutere un “contropiano” al documento in 28 punti proposto dagli Stati Uniti. Il piano di Washington, che ha suscitato divisioni tra gli alleati, viene visto da alcuni Paesi europei come potenzialmente troppo favorevole alla Russia. Meloni ha ribadito che l’Italia è «pronta a collaborare con i suoi partner europei e americani per una pace giusta», definendo la guerra in Ucraina come un’«ingiustificata aggressione» da parte russa.
Secondo alcuni analisti, l’Italia cerca di proporsi come ponte diplomatico tra Europa e Stati Uniti, mostrando una posizione pragmatica: appoggia la necessità di garanzie di sicurezza per Kiev, ma invita a un approccio più multilaterale, non solo americano.
Nel corso del vertice, fonti riportano anche un dibattito interno su rischi e benefici di una “missione di pace” guidata dai Paesi volenterosi, con alcuni leader – come Meloni – che mostrano cautela su impegni militari diretti ma insistono su garanzie simili all’Articolo 5 della NATO.
L’incontro dei volenterosi segna dunque un punto di svolta nella diplomazia europea: davanti al piano di Trump, l’Europa prova a costruire un’alternativa che mantenga l’unità occidentale, senza rinunciare all’indipendenza strategica.
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