Venti renziani nel Movimento Cinque Stelle

Dopo la decisione di Matteo Renzi di ufficializzare la scissione nel Partito Democratico dando vita a Italia Viva, ci sarebbe aria di divisione anche all’interno del Movimento 5 Stelle.

A rivelarlo è ‘Il Messaggero’, che parla di un “vento di scissione” in casa M5S con riunioni top secret, telefonate, sms e incontri negli angoli di Montecitorio. Il progetto coinvolgerebbe coloro i quali considerano eccessivo lo strapotere di Luigi Di Maio, a cui viene contestato il doppio ruolo di capo politico e ministero degli Esteri. Lo scontento riguarderebbe anche il fatto che Di Maio, nel corso della trattativa col PD per la creazione del nuovo governo, avrebbe salvato solo i suoi ‘protetti’.  Ciò detto, però, non è considerato scontato che, poi, si troveranno venti deputati pronti a rompere davvero.

Il quotidiano riporta un virgolettato attribuito in forma anonima al gruppo di pentastellati coinvolti nell’ipotesi scissione: ‘Non le fa mica soltanto Renzi queste cose’. ‘Il Messaggero’ si spinge anche oltre, riportando alcuni dei nomi (per il momento solo frutto di indiscrezioni) che circolano per l’eventuale nuovo gruppo di provenienza 5 Stelle (descritto in sintonia col Pd più di quanto lo è Di Maio e più di quanto potrà essere Renzi).

I sussurri di Palazzo Chigi indicherebbero Luigi Gallo e Giuseppe Brescia (area Fico), Barbara Lezzi e Carla Ruocco, Massimo Misiti, Nicola Morra (che non è diventato titolare del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), l’ex sottosegretario Fantinati e il capogruppo dei deputati Francesco D’Uva (che non ha ricevuto un ministero, al contrario di quanto accaduto al suo pari grado al Senato Patuanelli, ora al Mise). L’incognita, in tal senso, è legata alla posizione di Danilo Toninelli.

Matteo Renzi stamattina è stato ospite di ‘Non Stop News’. Il senatore ha spiegato la genesi del suo nuovo partito Italia Viva: ‘A me sembra che quello che sia accaduto in questa estate è roba da manicomio della politica per tutti perché Salvini ha fatto una follia della quale è il primo responsabile e anche la prima vittima. Ha pensato di piegare le istituzioni ai suoi interessi e tra un mojito e una cubista ha combinato il pasticcio che sappiamo. A quel punto eravamo a un bivio: o facevamo l’accordo con chi, ad esempio il Movimento Cinque Stelle, abbiamo sempre combattuto – e aggiungo che io continuo ad avere una distanza siderale e abissale dai Cinque Stelle – oppure andavamo a votare con il rischio di far aumentare l’IVA e di mandare l’Italia gambe all’aria. A quel punto dovendo fare questa scelta e se avessi dovuto ragionare soltanto per il mio interesse o del mio carattere, che so essere un po’ fumantino, ma se avessi dovuto pensare solo alla mia convenienza e al mio carattere avrei detto ‘Sai che c’è? Mostriamo che i Cinque Stelle hanno sbagliato, andiamo a votare e distruggiamoli’. Il punto è che avremmo distrutto il Paese. Questa spiegazione porta a capire perché nel corso del mese di agosto abbiamo fatto un nuovo Governo, per cercare di evitare la crisi economica, per riportare l’Italia in Europa e farci dare una mano dall’immigrazione all’economia, e contemporaneamente a quel punto era naturale prendere atto che le strade tra il PD e il sottoscritto erano da dividersi. Sono sette anni che litighiamo tutti i giorni, anche le coppie hanno la crisi del settimo anno, non è possibile che tutti i santi i giorni ci sia una polemica e una divisione. Allora ho detto una cosa semplici: ‘Amici, grande rispetto per chi rimarrà nel PD ma vorrei parlare del futuro della società’.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com