Lo spettacolo, che ha chiuso la rassegna “Condivisa” al Teatro Biblioteca Quarticciolo domenica 10 maggio, nasce da questa domanda “Voi avete mai finto l’orgasmo?
“Venire Meno” affronta con una scrittura ribelle ed ironica il tema della finzione dell’orgasmo femminile.
Il Collettivo Oltre Marea, formato da Eleonora Bracci, Giulia Celletti, Marta Della Lucia e Camilla Ferrara diretto dalla regista Gilda Rinaldi Bertanza, porta in scena con coraggio e verità la questione della sessualità femminile di cui ancora non se ne parla abbastanza.
L’indagine parte proprio da esperienze di donne intervistate che raccontano e svelano di aver finto il piacere per compiacere.
Le attrici stesse rompono la quarta parete e si aprono con il pubblico coinvolgendolo e facendolo riflettere sulle dinamiche culturali e sociali legate al desiderio e alla disparità di genere.
Questo argomento è spesso il centro delle chiacchere tra amiche, e il punto difficile da risolvere è sopratutto nel trovare una “soluzione”. Come posso dire al mio ragazzo che sono tre anni che fingo l’orgasmo? Come posso fargli capire come dovrebbe fare per procurarmi piacere? Glielo dico o non glielo dico?
Insomma, sembra abbastanza complicato trovare il modo per uscire fuori da un meccanismo per cui può sembrare impossibile ribellarsi. Ma perchè?
Sul palco quattro ragazze e un divano: Camilla non sa come affrontare le difficoltà con cui si scontra nei rapporti sessuali. Chiede allora alle sue amiche di insegnarle l’infallibile arte del fingere.
Educate dalla “cultura del sacrificio” , le amiche spiegano a Camilla le varie “tecniche” per fingere in modo credibile per uscirne fuori. Tra posizioni assurde, riscaldamenti vocali e movimenti del bacino le ragazze preparano l’inesperta all’incontro con Luca , facendole credere che è l’unico modo per smettere di fare qualcosa che in realtà ci piace e che non arriverà mai!
Nella cornice del gioco della finzione dell’orgasmo, si inseriscono anche traumi ed insicurezze che bloccano la libertà di vivere il sesso, realtà amplificate dai porno che scadono in da esempi sbagliato il tabù della masturbazione femminile di cui ancora troppo poco si parla.
In modo fluido ed organico Venire Meno coinvolge con divertimento emozionando dall’inizio alla fine. Il linguaggio contemporaneo, curioso e stimolante aiuta a riflettere sulle relazioni che partono sempre prima dal conoscere noi stessi per aprirsi veramente agli altri.
Senza usare filtri o apparenze non finge mai di aver trovato la soluzione perfetta, anzi chiude con un’altra domanda che riguarda tutti noi, donne e uomini, essere umani capaci di andare oltre ed esistere.
Emanuela Serini
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