Venezuela, doppio terremoto: almeno 32 morti. La solidarietà di Giorgia Meloni e del governo italiano

È di almeno 32 morti e 700 feriti il primo bilancio del terremoto ha colpito il Venezuela. Lo rende noto la presidente a interim Delcy Rodriguez.

La presidente ad interim del Paese ha dichiarato subito lo stato di emergenza, dopo che due forti scosse di terremoto hanno colpito la capitale Caracas a pochi secondi di distanza l’una dall’altra: la prima di magnitudo 7,2 e la secondo di magnitudo 7,5.

Immediato l’intervento della premier Meloni. Attraverso una nota Palazzo Chigi fa sapere che «Nel seguire con profonda apprensione le conseguenze del violento terremoto che ha colpito il Venezuela, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime a nome del Governo la più sentita solidarietà e vicinanza alle autorità venezuelane e alla popolazione. La Presidenza del Consiglio è in continuo contatto con il Ministero degli Affari Esteri e la Protezione Civile per attivare tempestivamente ogni canale di aiuto umanitario e di assistenza ai nostri connazionali».
Ambasciatore italiano: al momento non risultano vittime italiane

L’ambasciatore italiano a Caracas, Giovanni Umberto De Vito, in collegamento telefonico con la tv RaiNews24 ha detto che «Al momento non risultano vittime italiane» assicurando che l’unità di crisi è al lavoro. Intanto su X il ministero degli Esteri fa sapere che «La Farnesina, l’Ambasciata italiana in Venezuela e il Consolato Generale d’Italia a Caracas seguono la situazione nel Paese a seguito della forte scossa di terremoto. Il Ministro Antonio Tajani è informato e segue l’evoluzione». Lo stesso esponente del governo Meloni ha sentito la leader venezuelana ed è intervenuto sui social con un post: «Seguo con attenzione l’evoluzione della situazione dopo il violento terremoto che ha colpito il Venezuela. Esprimo la mia solidarietà alla presidente ad interim Delcy Rodriguez e la vicinanza dell’Italia al popolo venezuelano in questo momento cosi’ difficile. L’Unità di crisi della Farnesina e il personale dell’Ambasciata d’Italia e del Consolato generale a Caracas sono pienamente operativi per verificare le condizioni di sicurezza dei connazionali e prestare ogni necessaria assistenza», annuncia «Mentre è ancora in corso una valutazione dei danni e delle vittime prodotte dal sisma, siamo pronti a prestare supporto e chiederemo alla Ue di attivare il ‘meccanismo di protezione civile’ per coordinare e finanziare interventi di emergenza», aggiunge.

Due scosse. Si scava sotto le macerie
Due forti terremoti hanno colpito il Venezuela centrale, provocando crolli a Caracas e facendo scattare una corsa contro il tempo per salvare eventuali superstiti sotto le macerie, in un paese già segnato da una grave crisi politica ed economica. La presidente venezuelana Delcy Rodriguez ha dichiarato lo stato di emergenza, chiedendo a medici e infermieri di presentarsi al lavoro per assistere i feriti. Le prime immagini diffuse sui social media hanno mostrato scene di panico nella capitale e nelle aree circostanti. Un video circolato online mostrava un hotel ridotto in macerie a nord di Caracas. Altre immagini, pubblicate da un politico venezuelano e verificate dal New York Times, mostravano persone in fuga all’interno dell’aeroporto internazionale Simon Bolivar, che serve la capitale, mentre l’edificio tremava. Le squadre di soccorso sono state viste al lavoro tra strutture crollate, chiedendo ai presenti di restare in silenzio mentre chiamavano eventuali dispersi.

Il primo terremoto è stato registrato poco dopo le 18, ora locale (mezzanotte in Italia), con magnitudo 7,2, ed è stato seguito meno di un minuto dopo da una scossa di magnitudo 7,5, secondo le agenzie di monitoraggio statunitensi.

L’epicentro è stato localizzato vicino a San Felipe, città di circa 220mila abitanti nello stato di Yaracuy, a ovest di Caracas. Il servizio geologico degli Stati uniti (Usgs) ha segnalato che molte persone nell’area colpita vivono in edifici costruiti con muratura in mattoni non rinforzata e blocchi di adobe, strutture particolarmente vulnerabili ai terremoti. Il presidente di El Salvador Nayib Bukele ha scritto sui social che il suo paese ha offerto aiuti al Venezuela e che 300 soccorritori e paramedici sono pronti a partire per Caracas con attrezzature, medicinali e forniture.

Due scosse di terremoto violentissime, a breve distanza una dall’altra, hanno messo in ginocchio il Venezuela provocando il crollo di centinaia di edifici. Panico e disperazione tra la gente che in pochi minuti ha perso tutto, nella capitale Caracas, come in una vasta zona a ovest del Paese. Il bilancio ufficiale, al momento, parla di almeno 32 morti e 700 feriti.
“La casa ci stava cadendo addosso, sembrava un film horror”, ha raccontato una signora che si è salvata scappando dalla sua abitazione a Caracas, ora ridotta un ammasso di calcinacci. “Il boato è stato terrificante”, ha aggiunto una vicina. Sinora nessun bilancio delle vittime, ma si teme una strage. Un sindaco della città di Chacao, una delle più colpite, ha ammesso che ci sono delle vittime, ma senza dare dettagli. Gravemente danneggiato l’aeroporto internazionale che ha sospeso i voli: in tante aree dello scalo il tetto è crollato, con scene di panico tra i passeggeri. In pochi minuti sono saltate le comunicazioni telefoniche, messe sotto pressione dalle chiamate dei milioni di venezuelani che vivono all’estero, ansiosi di avere informazioni dei propri cari. Sospeso anche il rifornimento del gas per motivi di sicurezza.
La gente si è riversata per strada in stato di choc. Solo dopo tre ore dal disastro, la presidente ad interim Delcy Rodriguez, dalla tv pubblica, visibilmente provata, ha parlato alla popolazione, annunciando lo stato di emergenza e lanciando un appello all’unità nazionale: “Dopo le due prime scosse abbiamo avuto 20 repliche. La situazione è grave, molte zone sono state colpite gravemente. Il mio messaggio ora è mantenere l’unione e la calma per salvare vite: tutte le organizzazioni si sono messe al lavoro”.
Intanto da ore le immagini diffuse in rete avevano già mostrato al mondo gli addetti al soccorso a lavoro per scavare e salvare vite, ma anche tante, tantissime barelle di feriti. Le dimensioni del disastro fanno pensare al peggio: la prima scossa è stata di magnitudo 7.1, la seconda addirittura del 7.5. A rendere le conseguenze di questo terremoto ancora più grave la bassa profondità dell’epicentro, appena 10 chilometri

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