Venezia: emergenza per il weekend

La marea ha toccato una nuova punta massima di 115 centimetri sul medio mare a Venezia, poco dopo la mezzanotte. Un fenomeno classificato come molto sostenuto (codice arancio), e non eccezionale, come i picchi degli ultimi tre giorni. L’allagamento in questo caso interessa soprattutto le aree più basse della città, come piazza San Marco.

Sabato, secondo quanto reso noto dal Centro maree del comune, la marea ha toccato un picco massimo di 98 centimetri alle 11.25. La massima è stata registrata a Chioggia. Per domani il Centro maree del Comune prevede un’altra massima di 160 centimetri, alle 12.30.

“Da Venezia a Matera, basta passerelle elettorali”. È quanto recita lo striscione posizionato sopra il ponte di Rialto da alcuni attivisti del movimento “Fridays for future”.

Sarà un lavoro complesso e lunghissimo la conta dei danni causati dalla mareggiata a Venezia, alle case, ai negozi e ai suoi beni monumentali. Un calcolo che inizierà con il ritorno in città del direttore della Protezione Civile, Angelo Borrelli, che vedrà il sindaco Luigi Brugnaro, nominato commissario per l’emergenza. Il primo cittadino, secondo quanto raccolto da Ansa, ha dichiarato che i danni stimati sono per oltre un miliardo di euro.

Subito dopo l’acqua alta il sindaco aveva fatto una stima di alcune centinaia di milioni di euro; cifra ipotizzata anche dal governatore Luca Zaia. Intanto sul piatto vi sono i 20 milioni di euro stanziati dal Governo, con la dichiarazione dello stato di emergenza. Qualche conteggio, tuttavia, comincia ad uscire.

L’Actv, l’azienda veneziana di trasporti, si è vista ‘portar via’ dalla mareggiata cinque vaporetti, sbattuti dal vento sulle rive o affondati. Solo per questi mezzi, e per i sei approdi semi-distrutti dalla forza dell’acqua, il direttore del gruppo Avm, Giovanni Seno, ha ipotizzato un conto di 15-20 milioni di euro.

Capitolo a parte meritano le chiese di Venezia, non solo la splendida San Marco, ma anche le più piccole ma non meno preziose, come Torcello e Murano. A Venezia, spiega la soprintendente Emanuela Carpani, “ci sono almeno 60-70 chiese su un totale di 120 che sono andate sott’acqua”, senza contare i danni ai musei pubblici, dalle Gallerie dell’Accademia a Ca’ d’Oro, da Palazzo Ducale a Palazzo Reale o le Prigioni.

Hanno sofferto in particolare Torcello e Murano, e poi pure il litorale, Chioggia e Jesolo. “Per la Basilica di Torcello e per la Chiesa di San Donato a Murano è stato necessario l’intervento della Protezione civile per la messa in sicurezza di alcune parti”. Impossibile quantificare già ora i danni, spiega la soprintendente, ma alcune considerazioni iniziali indicano una necessità di 60-70 mila euro per ogni chiesa colpita, per i primi interventi.

La soprintendenza ha immaginato un preventivo di un mln di euro solo per gli edifici di sua pertinenza. E poi naturalmente c’è San Marco. Il ministro Dario Franceschini ha compiuto un sopralluogo nella chiesa simbolo di Venezia. “La cripta di San Marco è stata nuovamente invasa dall’acqua: si sta facendo il censimento dei danni – ha detto -, per fortuna non sono irreparabili ma ci sono. Ci sarà bisogno di interventi strutturali per tutta la chiesa”.

Sospensione dei mutui per un anno, 20 milioni per il primo ristoro dei danni e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro nominato commissario straordinario. Sono le misure principali contenute nell’ordinanza firmata dal capo della Protezione Civile Angelo Borrelli in seguito all’emergenza per l’acqua alta a a Venezia.

L’ordinanza, secondo quanto apprende l’Ansa, prevede un primo rimborso di 5mila euro per i privati e di 20mila per le aziende, secondo lo schema indicato dal premier Conte.

Per i danni “siamo attorno al miliardo di euro. Quando tutto si asciugherà, si potranno capire con precisione i danni arrecati dall’acqua salsa alle abitazioni, alle imprese, ai negozi, al patrimonio culturale e artistico”. Lo afferma, in un’intervista a Messaggero e Gazzettino, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.

Sul Mose, “quello che so lo leggo sui giornali. Il Comune è stato totalmente estromesso dalle dighe mobili”, dice Brugnaro. “Vogliamo che il Mose sia completato e vogliamo partecipare, sapere, essere informati. Voglio, non dico una data precisa della fine dei lavori, ma almeno un cronoprogramma”.

Tuttavia il Mose da solo non basta: “È tutto il ‘sistema’ che deve essere completato. Le pompe idrauliche, l’impianto antincendio, lo scavo dei canali”, sottolinea il sindaco. “E va rifinanziata la Legge speciale, si deve poter finanziare l’acquisto di beni strumentali per chi lavora in centro storico”.

Nell’intervista Brugnaro ringrazia il Presidente Sergio Mattarella: “Mi ha chiamato poche ore dopo il disastro, mi ha detto: ‘Sono a sua disposizione’. È un messaggio importantissimo, vuol dire che lo Stato c’è e sa dell’importanza di Venezia. Così come è stata importante la visita di Berlusconi, con lui potremo presentare progetti internazionali per il consolidamento della città. Le relazioni internazionali mica si inventano, Berlusconi parla direttamente con Putin”, rileva.

“E Venezia, che è di nuovo sotto gli occhi del mondo, deve dimostrare di riuscire a risollevarsi. Per noi è stato un onore e un orgoglio avere il sopralluogo del premier Conte, dei ministri, dei parlamentari”.

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