“Ve ne dico quattro”, all’OFF/OFF Theatre Pino Strabioli condivide ricordi preziosi di artisti indimenticabili.

La sera del 19 novembre, all’OFF/OFF Theatre di via Giulia, Pino Strabioli ha condotto per mano un pubblico attentissimo e partecipe dentro un viaggio di ricordi preziosi: aneddoti curiosi, divertenti, intimi e delicati che hanno svelato lati meno noti di grandi artisti del ’900 italiano. In apertura, un saluto affettuoso alle gemelle Kessler, a pochi giorni dalla loro scomparsa.

Pino Strabioli parte dal bambino che è stato, raccontando di quando ascoltava, con un mangianastri consumato dall’uso, la voce limpida e inconfondibile di Paolo Poli che narrava Le avventure di Pinocchio. Prima ancora del volto, per lui Poli era un timbro, un ritmo, un soffio di fantasia. Solo più tardi, grazie allo sceneggiato televisivo con Nino Manfredi e Gina Lollobrigida, quei personaggi presi per mano dalla voce di Poli avrebbero trovato un volto, un corpo, un mondo. È da quel ricordo nitido e personalissimo che Strabioli comincia il suo viaggio, una restituzione affettiva del modo in cui un artista entra nelle pieghe intime della vita di chi lo ascolta.

Poli è il primo dei suoi “quattro”, anche se, a ben vedere, i ritratti che Strabioli porta sul palco sono molti di più. Con Poli, “l’ultimo grande del teatro all’antica italiano”, aveva condiviso il palcoscenico a partire dal 1995, nello spettacolo I viaggi di Gulliver, e di lui porta sul palco ricordi teneri e folgoranti, come quello irresistibile della serata ufficiale con le autorità locali dopo una recita, conclusa con l’aforisma caustico rivolto a una signora molto artefatta: “Signora, alla nostra età e ridotte così… ma chi ce lo mozzica più il culo!” Un lampo di libertà, e insieme un modo di essere artista refrattario alle mondanità di facciata.

Dietro Strabioli, sul fondo del palco, una grande cornice d’oro accoglie immagini e proiezioni che non sono un semplice elemento scenografico, ma rappresentano il giusto contrappunto visivo alla narrazione accompagnandone il racconto e amplificandone la delicatezza.

Arriva poi Franca Valeri, con quella sua ironia che era una filosofia di vita. “Franca, come stai?”, le chiedeva lui. “Sono aggrappata alla vita”, rispondeva. Strabioli ricorda i viaggi in macchina, i silenzi densi, quei momenti improvvisi in cui la Valeri rompeva la quiete con una frase precisa al punto da riempire tutto il resto. È forse qui che il pubblico vede più chiaramente l’altro lato di Strabioli che si mostra non solo come narratore elegante, ma come uomo capace di entrare con discrezione e affetto nella vita degli artisti che ama.

Di Dario Fo racconta di un incontro nella casa di Cesenatico, dopo la perdita di sua moglie Franca (Rame), parla del Fo pittore, del nonno contadino con la vocazione comica, delle radici che legano vita e teatro fino a confonderle: “Forse è per questa mia infanzia che il teatro l’ho sempre confuso con la vita.”

Il viaggio prosegue poi con Gabriella Ferri, passando per la poesia di Alda Merini e arrivando alla magnetica Valentina Cortese. Ogni figura è un tassello di un mosaico costruito con grande affetto ed ammirazione.

Strabioli ha tempi perfetti, una misura scenica che forse si conquista anche vivendo accanto ai grandi. È un attore vero, ma soprattutto un narratore capace di portare in scena un tesoro di memorie senza indulgere mai nella nostalgia compiaciuta.

Il finale dello spettacolo è una passerella affettuosa di volti straordinari come Piera Degli Esposti, Gigi Proietti, Anna Marchesini. Poi un bis dedicato a Poli, una perla esilarante che scalda la sala, e infine un saluto che suona come un piccolo manifesto: “Viva la libertà.”

La sala, per la prima, era gremita non solo di appassionati ma anche di molti volti noti dello spettacolo, della cultura, della politica e del giornalismo: Lino Banfi, Gigi Marzullo, Serena Bortone, Mirta Merlino, Paola Saluzzi, Elisa Isoardi, Sergio Sormani e Giorgio Donders, Piero Marrazzo, Fausto Bertinotti, Stefano Coletta. Un mosaico di mondi diversi riuniti per rendere omaggio a Strabioli e ai suoi “maestri”, a conferma di quanto questo viaggio nella memoria del Novecento possa parlare, con grazia, anche al nostro presente.

Ve ne dico quattro ricorda che la libertà, sul palco, nella vita, nell’arte, non è un vezzo ma qualcosa di necessario e raccontandola la si tiene viva.

In scena fino a domenica 23 novembre, assolutamente da vedere!

Alt Academy Produzioni

Presenta

Pino Strabioli
in

VE NE DICO QUATTRO

Di Pino Strabioli e Fabio Masi
contributi video Growing Production
Disegno Luci Umberto Fiore

Orario spettacoli
dal martedì al sabato h. 21.00 – domenica h. 17.00

OFF/OFF Theatre
DIREZIONE ARTISTICA SILVANO SPADA
Via Giulia, 20 – Roma
https://off-offtheatre.com/

Loredana Margheriti

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