Vannacci festeggia i nuovi ingressi: “Siamo a 94mila iscritti, il partito è partito, non ci ferma più nessuno”. Molto probabilmente Futura nazionale finirà per rubare voti al «campo largo». Futuro nazionale e Roberto Vannacci attraggono naturalmente i grillini delle origini, la destra dei pentastellati che ha smesso di votare dall’addio di Beppe Grillo. E che in parte è tornata alle urne per il «No» referendario sulla Giustizia. Il fenomeno è nei numeri. Del 4% a cui è sondato oggi Vannacci, soltanto l’1.2% proviene dall’elettorato di centrodestra. Un bel problema per Elly Schlein e compagni, che confidavano in una destra post-meloniana per fiaccare la premier alle Politiche del 2027.
Importante la fotografia scattata dal sondaggista Antonio Noto: «L’elettorato del generale non è attratto dalla fiamma di Fdi, se non altro perché non viene dal centrodestra tradizionale. Vannacci catalizza l’attenzione degli astenuti, dei grillini delle origini».
Anche il partito di Matteo Salvini, stando all’opinione di Noto, sarà impermeabile al fascino di Vannacci: «La Lega è una comunità, il suo valore è la fidelizzazione. Le posizioni politiche contigue, come nel caso del Carroccio e di Futuro nazionale, non bastano per far cambiare partito agli elettori». Vannacci, che dalla Lega è appena uscito, non trascinerà con sé l’elettorato fedele al vicepremier. E anche l’ascesa dell’ex governatore Luca Zaia come vicesegretario contribuirà a rafforzare il rapporto di fiducia tra vertici e base leghista. «Anche perché – prosegue Noto – anche quegli esponenti che vengono considerati critici sono rimasti all’interno del partito dopo lo strappo di Vannacci. Zaia può essere etichettato come critico ma, tutto sommato, non ha alcuna intenzione di abbandonare la Lega. Anzi, può essere un collante per gli elettori». Insomma, il profondo legame tra il popolo della Lega e il segretario Matteo Salvini non è in discussione.
E se tra Forza Italia e Fn esistono differenze troppo marcate per poter supporre anche un minimo travaso elettorale, lo stesso non si può dire per l’elettorato grillino. «Una parte di chi vota Movimento 5 Stelle non è d’accordo con il campo largo sull’immigrazione. E infatti l’ex premier Giuseppe Conte non ne parla», continua Noto. «I grillini delle origini, poi, fanno già opposizione al campo largo». È quello il target di Vannacci, i «grillini di destra», la componente sovranista in politica estera e securitaria. Lo ha ammesso lo stesso generale al Salone delle Fontane dell’Eur a Roma, rispondendo alle domande: «Ci sono poi molte persone che hanno dichiarato di avere questa comunanza di vedute, che vengono addirittura dalla sinistra».
Negli ultimi 28 giorni, ben 10.161 account hanno commentato o postato con la keyword Vannacci. Il sentiment resta negativo per il 56%, mentre il 41% preferisce rimanere neutrale. Sono le posizioni cosiddette «filo-russe» a influire sull’opinione che gli utenti social hanno di Vannacci. Ma Noto ricorda: «In Italia, a livello storico, le posizioni in politica estera non influiscono sui risultati elettorali». Vannacci, intanto, è proiettato sulla costituente di Fn.
«Generale, queste cinque stelle…», cantava Francesco De Gregori cinquant’anni fa. La notizia della settimana di Youtrend, la media dei sondaggi italiani, è la crescita del partito di Roberto Vannacci, che in sette giorni ha guadagnato quasi mezzo punto, passando dal 3,6 al 4%. Fino dove può arrivare quindi l’ex incursore della Folgore; e, soprattutto, da dove attinge i suoi potenziali voti? Youtrend fotografa un -0,3% della Lega, attestata al 7%, e questo era prevedibile, visto che da lì arriva Vannacci. Ma la notizia è che le truppe di Futuro Nazionale avanzano anche tra i grillini, che pure scendono dello 0,3%, al 12,3, malgrado il ritorno in grande stile di Giuseppe Conte, alle prese con l’intensa promozione del suo libro, Una nuova primavera, che difficilmente raggiungerà Il mondo al contrario, lo sfogo dell’ufficiale uscito tre anni fa che lo ha imposto all’attenzione del Paese e che ha venduto oltre 260mila copie. L’incursore quindi attacca a destra ma anche a sinistra, tant’è che la crescita di Futuro Nazionale lascia i due schieramenti alla pari, con il campo largo al 44,9% e il centrodestra, senza il generale e senza Azione di Calenda, al 44,8%. «Vannacci si rivolge a un target elettorale che in parte è lo stesso dei grillini», spiega Antonio Noto di Noto Sondaggi, «un ceto popolare molto basso: è possibile che una parte di esso, deluso, guardi al generale, la cui crescita ricorda gli inizi del boom del Front National in Francia, quando lo guidava Jaen Marie Le Pen, che peraltro era anch’egli un ex paracadutista, ormai trent’anni fa». Attenzione però, i partiti appena nati che non hanno rappresentanza nelle istituzioni sono spesso sovrastimati nei sondaggi. «Non mi stupirei se quel potenziale 4% scendesse alla prova delle urne anziché salire». In ogni caso, Noto condivide che l’impatto di Futuro Nazionale sul centrodestra è limitato e controbilanciato in parte da ex elettori di M5S, perché la formazione super sovranista pesca soprattutto dagli astenuti proprio come era stato capace di fare il partito di Grillo agli inizi.
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