Vaccino antinfluenzale, non disponibile per 2 persone su 3

 Il picco influenzale quest’anno è previsto per metà gennaio e coinvolgerà circa tre milioni di italianiAltri tre, invece, quelli previsti fino alla primavera. Il virus quest’anno inizierà a circolare un po’ in ritardo rispetto agli anni precedenti, quando a novembre si contavano già circa due milioni di casi. Le attuali misure preventive per contrastare la pandemia da Covid-19, infatti, potrebbero rivelarsi efficaci anche contro altri tipi di virus, inclusi quelli influenzali. Secondo i medici della SIMG – Società Italiana Medicina Generale e delle Cure Primarie, la prossima stagione influenzale potrebbe comportare numeri più bassi rispetto alla precedente, che registrò circa 8 milioni di casi soltanto in Italia. La previsione sarebbe confermata anche dai dati australiani, che sottolineano questa tendenza.

L’influenza è da sempre una delle principali sfide sanitarie di fine anno – dichiara il Prof. Claudio Cricelli, Presidente SIMG – Mai come quest’anno, però, effettuare la relativa vaccinazione è fondamentale, perché è ormai risaputo che l’influenza presenti sintomi molto simili a quelli del Covid-19. In queste settimane noi medici di base stiamo somministrando circa 18 milioni di dosi; dovremmo riuscire a terminarle per fine novembre, ma continueremo a somministrarle ad oltranza, finché ce ne saranno a disposizione. Intendiamo, a tal proposito, lanciare un appello per consentire un accesso al vaccino efficace e celere. Noi medici di base, infatti, siamo l’ultimo anello di un lungo processo di produzione e di diffusione: questo va ulteriormente sollecitato e rafforzato, e in tempi brevi, così da fronteggiare contemporaneamente anche l’attuale emergenza pandemica.

Si svolgerà da sabato 21 a domenica 29 novembre 2020 il 37° Congresso Nazionale SIMG – Società Italiana Medicina Generale e delle Cure Primarie: sarà la Settimana della Medicina Generale, in modalità online. Nel congresso verranno messi in rilievo i principali problemi clinici che si presentano al Medico di Medicina Generale (patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, neurodegenerative, controllo del dolore, solo per citare i più ricorrenti) e che dovranno essere affrontati con un approccio manageriale tenendo conto di un contesto che sempre più frequentemente coinvolge la comorbidità, la fragilità, la disabilità, l’età avanzata e, con questi, le politerapie.

Il nostro Congresso vuole essere una vetrina e un’opportunità di confronto e discussione di queste tematiche, sperimentando l’efficacia di strumenti innovativi per la fruizione di contenuti didattici e scientifici a distanza. I partecipanti, anche se fisicamente non presenti, condotti in una realtà virtuale immersiva, potranno agevolmente partecipare alle sessioni, contribuire alla discussione e sperimentarsi in esercitazioni a distanza. La SIMG vuole, ancora di più, fornire il proprio apporto in termini di idee e proposte per la valorizzazione di tutti i Medici di Medicina Generale, ribadendo come il “prendersi cura della persona” sia l’arte essenziale della nostra disciplina”.

E’già finita la prima fornitura di vaccini antinfluenzali arrivata nei giorni scorsi ai medici di famiglia. Da oggi, venerdì 20 novembre, dovrebbe essere in distribuzione la seconda ma sicuramente non sarà sufficiente.

Dopo l’emergenza mascherine, in Italia il copione rischia di ripetersi con il vaccino contro l’influenza. È la denuncia della Fondazione Gimbe, che numeri alla mano sottolinea una doppia carenza, sia per le categorie più a rischio che per la popolazione in generale. La penuria di dosi – sottolinea il presidente Cartabellotta – rischia di sovraccaricare il Servizio sanitario nazionale e paralizzare le attività produttive.

 Un’emergenza trasversale in tutto il Paese: troppo poche dosi del vaccino antinfluenzale. Il problema non è nuovo, ma quest’anno è aggravato dalla pandemia da Coronavirus. In sette Regioni e due Province autonome mancano le scorte per proteggere almeno il 75% delle persone rientranti nelle cosiddette categorie a rischio – bambini tra i sei mesi e i sei anni e chi ha più di 60 anni – mentre nel resto del territorio il problema riguarda la popolazione in generale. Le Regioni più in affanno sono Abruzzo, Basilicata, Lombardia, Molise, Piemonte, Umbria, Valle d’Aosta e le Province di Trento e Bolzano.

Nelle restanti 12 Regioni il fabbisogno non è così elevato, ma siamo comunque lontani da una disponibilità diffusa per tutti. E questo nonostante nel 2020 le Regioni abbiano acquistato quasi 18 milioni di dosi rispetto ai 12 e mezzo dell’anno scorso, come fa sapere l’Agenzia Italiana del Farmaco. “La vaccinazione antinfluenzale – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE – quest’anno ha un obiettivo strategico di salute pubblica: ridurre il numero di persone sintomatiche che rischiano di sovraccaricare i servizi sanitari territoriali e i pronto soccorso. Se questo aumento delle scorte permetterà di estendere le coperture vaccinali nelle categorie a rischio, è molto difficile stimare l’incremento di domanda della popolazione generale, maggiormente sensibilizzata alla vaccinazione dai datori di lavoro, preoccupati che lo sviluppo di sintomi influenzali da parte dei loro dipendenti possa paralizzare le attività produttive”. 

Il vaccino contro l’influenza stagionale è un alleato utile contro il contagio da Coronavirus. Lo dimostra uno studio basato su dati regionali del Centro Cardiologico Monzino. “Nelle regioni con più persone vaccinate la diffusione del contagio è più bassa”, spiega il ricercatore Mauro Amato. “Vaccinarsi tiene in allenamento il sistema immunitario, che è più pronto a rispondere a un’eventuale infezione da Coronavirus”.

Arianna Manzi

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