Usa. Morto capo ‘Desert Storm’, generale Schwarzkopf

E’ morto a Tampa in Florida, in seguito ad una polmonite il generale statunitense Norman Schwarzkopf, comandante di Desert Storm, operazione che nel 1191 cacciò le truppe di Saddam Hussein dal Kuwait. Il generale, viveva  a Tampa, dove si era ritirato dopo la sua carriera militare l’8 agosto del 1991. “Abbiamo perso un americano autentico”, ha commentato il presidente Barack Obama in un messaggio di cordoglio per “Stormin’ Norman”, come era soprannominato, “dal suo servizio pluridecorato in Vietnam alla storica liberazione del Kuwait, Schwarzkopf “ha reso onore al Paese e all’esercito che amava”. Tra i primi messaggi di cordoglio c’è stato quello arrivato dall’ospedale del Texas dove si trova ricoverato George H.W. Bush, suo comandante in capo in Iraq. “Barbara ed io siamo in lutto per la perdita di un vero patriota americano e uno dei grandi leader militari della sua generazione”, ha scritto l’ex presidente, “per me, Norman Schwarzkopf incarnava il credo ‘dovere, servizio, Paese’ che ha difeso la nostra libertà”. “Ha lasciato un’impronta indelebile nelle forze armate americane”, ha commentato il segretario alla Difesa, Leon Panetta. “Un grande patriota e un grande soldato”, lo ha definito l’ex generale e segretario di Stato, Colin Powell. L’operazione ‘Desert Storm’, si concluse in solo 6 settimane, e vide impegnati circa 540mila soldati americani e 200mila di altri paesi. Per la guerra in Kuwait, Schwarzkopf fu insignito della Medaglia Presidenziale della Libertà negli Stati Uniti e ricevette decorazioni in Arabia Saudita, Bahrein, Belgio, Emirati Arabi, Francia, Gran Bretagna, Kuwait e Qatar. Il generale, che rifiutò diverse offerte di entrare in politica mantenendosi sempre “indipendente”, aveva concluso la sua carriera alla guida dello Us Central Command, la struttura con sede a Tampa che coordina tutte le operazioni militari dal Mediterraneo orientale fino al Pakistan. La sua autobiografia del 1992 “Non ci vuole un eroe”, scritta con Peter Petre, è stata a lungo un bestseller. “Non ci vuole un eroe per ordinare agli uomini di combattere”, aveva scritto con una frase diventata celebre, “ci vuole un eroe per essere uno di quegli uomini che vanno in battaglia”.

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