Usa, morte Floyd, ottava notte di proteste, calano violenze

Decine di migliaia di persone hanno manifestato, in massima parte pacificamente, negli Stati Uniti per l’ottava notte dopo la morte dell’afroamericano George Floyd durante un arresto ad opera della polizia a Minneapolis. Una delle più grandi proteste, a cui ha partecipato la famiglia di Floyd, ha avuto luogo nella sua città natale di Houston, in Texas. Molti hanno sfidato il coprifuoco imposto in diverse città, dopo le violenze e i saccheggi in alcuni quartieri lunedì sera. Nel centro di Washington DC la polizia ha sparato gas lacrimogeni fino a notte fonda. I militari sono tornati le strade della capitale e gli elicotteri si sono librati sui manifestanti in marcia verso la Casa Bianca. Il caso Floyd ha riacceso una rabbia profonda per le uccisioni della polizia di neri americani e per il razzismo. I manifestanti sono scesi in piazza – non solo per esprimere il loro sdegno per l’uccisione di Floyd – ma per condannare la generale brutalità della polizia contro gli afroamericani.

Il traffico è rimasto bloccato in nottata nell’area di Manhattan a New York poiché i manifestanti hanno ignorato il coprifuoco notturno, prolungato per una settimana. A Houston, dove Floyd sarà sepolto, il sindaco Sylvester Turner ha detto alla folla che la gente dovrebbe sapere che “non è morto invano”. Grandi manifestazioni si sono svolte anche a Los Angeles, Filadelfia, Atlanta e Seattle. Calma relativa a Minneapolis, dove il 46enne Floyd è morto. Ad Atlanta, la polizia ha sparato gas lacrimogeni per disperdere una manifestazione vicino al Centennial Olympic Park. Sedici membri della famiglia di George Floyd si sono uniti ai 60.000 manifestanti per la manifestazione di Houston, tra cui la sorella La Tonya e il fratello Philonese. In una conferenza stampa molto emotiva a Minneapolis, Roxie Washington, la madre della figlia di sei anni di George Floyd, Gianna, ha dichiarato di che era un brav’uomo. In piedi con Gianna, ha detto: “Sono qui la mia bambina e sono qui per George perché voglio giustizia per lui”.

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