Usa in fiamme, Trump twitta: ‘Legge e ordine!’

L’America continua a bruciare per il quinto giorno consecutivo, nonostante la mobilitazione della Guardia nazionale in una decina di Stati e il coprifuoco in almeno 25 città.

Misure straordinarie di sicurezza anche nella capitale americana Washington, dopo nuove proteste davanti alla Casa Bianca per la morte dell’afroamericano George Floyd. Il coprifuoco sarà in vigore dalle 23 locali (le 5 di notte in Italia) alle 6 del mattino (le 12 in Italia). La sindaca della capitale Muriel Bowser ha mobilitato anche la Guardia nazionale a sostegno della polizia metropolitana. A meno di due ore dall’entrata in vigore del coprifuoco, migliaia di persone si sono radunate davanti alla Casa Bianca per protestare contro la morte di George Floyd. L’edificio è blindato dal Secret service e dalla Guardia nazionale. La polizia ha usato i lacrimogeni, le granate stordenti e gli spray urticanti per rispondere al lancio di oggetti da parte di alcuni manifestanti, che protestano non solo contro la morte di George Floyd ma anche contro il presidente. In piazza Lafayette i dimostranti hanno acceso un grande falò. Trapela nel frattempo che gli agenti del Secret Service hanno portato il presidente americano Donald Trump in un bunker sotterraneo della Casa Bianca per quasi un’ora venerdì sera, quando la protesta per la morte di George Floyd si è infiammata davanti alla presidenza, scrive il New York Times, citando una fonte a conoscenza diretta dell’episodio. Non è chiaro se anche Melania e il figlio Barron siano stati condotti nel bunker con lui.

Nuova, imponente manifestazione di protesta a New York. Migliaia di persone sono scese in piazza, in particolare a Manhattan e a Brooklyn. Chiara de Blasio, la figlia 25/enne del sindaco di New York, è stata arrestata sabato sera in una protesta a Manhattan, scrive il New York Post, citando le forze dell’ordine. La giovane è finita in manette dopo che la polizia ha dichiarato illegale un assembramento tra la 12ma strada e Broadway, dove erano scoppiati alcuni tafferugli ed erano state bruciate auto delle forze di sicurezza.

 

La polizia ha arrestato 2.564 persone in una ventina di città americane nel fine settimana per le proteste contro la morte di George Floyd. E’ il bilancio del Washington Post. Circa un quinto è finito in manette a Los Angeles. Le accuse includono la violazione del coprifuoco, furto e danneggiamento.

 Donald Trump in videoconferenza con i governatori Usa, i rappresentanti delle forze dell’ordine e i dirigenti della sicurezza nazionale sul mantenimento della sicurezza delle comunità, sullo sfondo delle proteste per la morte di George Floyd. Lo prevede il programma della Casa Bianca. “Legge e ordine” twitta il presidente Usa. “Diventate duri, sindaci e governatori democratici. Queste persone sono anarchiche. Chiamate la nostra Guardia Nazionale ora. Il mondo sta guardando e ridendo di voi e di Sleepy Joe. E’ questo che l’America vuole?”.

 

Medaria Arradondo, capo della polizia di Minneapolis, il primo afroamericano, si è recato nel luogo in cui un suo agente ha ucciso George Floyd, anche lui afroamericano, “per rendergli omaggio”. Rispondendo in diretta sulla Cnn alla famiglia della vittima che chiede l’arresto anche degli altri tre poliziotti coinvolti, ha detto che “il silenzio e l’inazione sono complicità”. La morte di Floyd, ha aggiunto, è stata una “violazione di umanità”. Si sono parlati per la prima volta, in diretta tv sulla Cnn, il fratello di George Floyd, Philonise, e il capo della polizia, Medaria Arradondo, il quale, prima di rispondere alla domanda, si è tolto simbolicamente il cappello in segno di rispetto per la vittima, esprimendo il suo “profondo dolore” verso la famiglia.

 

Due poliziotti di Atlanta sono stati licenziati per uso eccessivo della forza nelle proteste. La sindaca afroamericana Keisha Lance Bottoms si era detta turbata da un video in cui un giovane veniva colpito con una pistola taser e una donna veniva trattata malamente.

 La protesta dilaga, anche nello sport. Da Lebron James ai tweet di Kylian Mbappè, da Naomi Osaka ai sei giocatori Nba che hanno manifestato per strada tra la folla, dai calciatori della Bundesliga che si sono inginocchiati ‘alla Colin Kaepernick’ o hanno mostrato la scritta “giustizia per George Floyd” dopo aver segnato, il mondo dello sport è in prima fila nelle manifestazioni per la morte dell’afroamericano bloccato a terra con un poliziotto che gli stringeva il collo col peso del corpo. Tra tutte le immagini della protesta dello sport resterà quella di Tyson Carter, campione del Superbowl 2008, in versione Black Panther, a pugni alzati come Tommie Smith. Lo ha scritto Kareem Abdul Jabbar (icona degli afroamericani) sul LA Times: “il virus del razzismo che infetta questo paese è più mortale del Covid-19″ e la gente di colore non ne può più. Violenza e saccheggi sono da stigmatizzare, ma la misura è colma perché “la principale preoccupazione della gente di colore in questo momento – scrive Jabbar – è che i loro figli, mariti, mogli, fratelli e padri rischiano di essere assassinati dalla polizia solo per essere andati a fare una passeggiata o per essersi messi alla guida”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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