Usa, ancora proteste per Floyd. New York vieta presa al collo

Continuano le proteste negli Stati Uniti dopo l’uccisione dell’afroamericano George Floyd da parte della polizia. Oltre 60mila persone sono scese in piazza a Seattle sotto una pioggia battente per una “Silent Black Lives Matter March”, molti tenendo in mano cartelli contro il razzismo e la violenza degli agenti. Intanto, il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, ha promulgato la legge che riforma la polizia, approvata dal Parlamento statale, in cui si vieta la presa al collo come tecnica per immobilizzare le persone e si rimuove la norma che impediva che fosse resa pubblica la cattiva condotta degli agenti; la riforma è stata voluta e votata proprio dopo la morte di Floyd.

Da parte sua il presidente Donald Trump, intervistato da Fox News, ha detto che “in generale” sostiene il divieto di ricorrere alla presa al collo come tecnica per immobilizzare le persone, ma ha aggiunto che potrebbe essere necessario usarla in situazioni pericolose. Le proteste antirazziali sono arrivate anche in Africa. Oltre 50 paesi africani hanno chiesto al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani di “discutere urgentemente” del tema del razzismo e delle violenze commesse dalla polizia.

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