Ursula von der Leyen deve già fare i conti con la giustizia.

Uno dei nomi più importanti della sua lista, Sylvie Goulard, ex ministro della Difesa francese ed ex deputato al Parlamento europeo, era in una stazione di polizia a Nanterre, un sobborgo a ovest di Parigi, dove è stata interrogata per le accuse secondo cui lei e altri deputati francesi avrebbero assunto con fondi dell’Ue assistenti che lavoravano per i loro partiti in Francia. La stessa von der Leyen è sotto inchiesta per una serie di consulenze al ministero della Difesa tedesco di cui era a capo. Consulenze molto redditizie che sarebbero state concesse senza i necessari controlli.

A farle compagnia anche Rovana Plumb, la commissaria per i Trasporti, più volte ministro in Romania è rimasta invischiata in un caso di corruzione nel 2017: è stata accusata di aiutare il leader del suo partito socialdemocratico per un accordo immobiliare illecito che coinvolgeva la proprietà di un’isola sul fiume Danubio.

Poi c’è il commissario europeo per l’Agricoltura, Janusz Wojciechowski, della Polonia, sotto inchiesta da parte dell’agenzia antifrode dell’UE (OLAF) per presunte irregolarità nei rimborsi spese di viaggio durante il suo mandato come deputato europeo, dal 2004 al 2014.

“Nella sua squadra ci sono dei commissari che sono discutibili, un paio di loro sono soggetti a un’inchiesta o un’indagine dell’OLAF – ha chiesto un giornalista durante la conferenza stampa di presentazione -. Perché non li ha semplicemente rifiutati? La sua Commissione potrebbe avere un’immagine opaca, comprese le persone che sono sospettate di aver commesso frode, anche se c’è la presunzione di innocenza”.

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