Universalis Heroides

Repliche fino al 6 febbraio al Teatro Vascello di HEROIDES vs METAMORPHOSYS, spettacolo  di musica e parole prodotto dallo stesso Teatro Vascello. Sul palco il corpo e la voce recitante sono di Manuela Kustermann, la Signora del teatro d’avanguardia italiano, nonché direttrice artistica del teatro, accompagnate in questo viaggio onirico dalle note di pianoforte che escono dalle mani di Cinzia Merlin.

L’attrice con grande potenza recita Testi di Publio Ovidio Nasone, più conosciuto semplicemente con il nome di Ovidio, poeta latino che tanto ha amato l’amore (ha contratto ben tre matrimoni) da essere centrale nella sua poetica. In scena due donne che suonano e recitano storie di donne e dei loro amori sfortunati in una chiave che riesce nell’intento di rendere attuali le vicissitudini tristi di Ipsipile, Tenace, Medea, Arianna e Penelope, figure tanto lontane nel tempo quanto vicine per esperienza e concetto. Non si fa fatica ad immedesimarsi nelle loro storie di mogli, madri e figlie: gli abbandoni ed i tradimenti con cui vengono ferite ed umiliate sono quelle che conosciamo dai rotocalchi e dalle cronache del telegiornale. Cinzia Merlin dà respiro e al contempo ulteriore gravità agli interventi recitativi della Kustermann, interpretando Bach, Scarlatti, Schubert, Chopin,  Debussy, Prokofiev, Bartok e Piazzolla. La sua tecnica pianistica non fa percepire la distanza di questi autori, riuscendo a renderli un fraseggio altamente contemporaneo. È proprio questo il senso: realizzare una metamorfosi musicale, così come il poeta romano ha fatto con il suo libro omonimo che di trasformazioni mitologiche narra. Il pianoforte dal vivo è arricchito dalla registrazione delle musiche originali di Massimiliano Tisano, cantate dal quartetto vocale composto da Paola Giovani, Chiara Guglielmi, Stefano Osbat, Giulio Iermini: un coro epico dai rimandi tragici. Tanto il bello piaceva agli elleni, quanto ai neoclassici e ai fotografi contemporanei: in un gioco di rimandi che superano i secoli, gli scatti di Mimmo Jodice che reinterpretano la statuistica del Canova, alta opera quindi dell’alta opera, vengono proiettati da Paride Donatelli che con i suoi giochi di luce in terra crea percorsi di vita e morte, luci e ombre. Sono i percorsi compiuti dalle eroine di Ovidio che con distici elegiaci trasmettono tutta la loro sofferenza d’amore. La loro introspezione in forma di epistola arriva e commuove: Manuela Kustermann rinnova la magia del teatro.

Testo di Barbara Lalle

Fotografie di Roberto Cavallini

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