Unioni civili, entrata in vigore la legge Cirinnà

Entrata in vigore la legge Cirinnà, approvata dal Parlamento l’11 maggio scorso, che ha riconosciuto diritti e doveri alle coppie gay, con le unioni civili, e alle coppie di fatto, con le convivenze. I sindaci sono chiamati a celebrare questi nuovi istituti che sono diversamente regolamentati. Ecco il testo approvato in pillole:

Costituzione dell’unione civile: si formalizza di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni. L’atto si registra nell’archivio dello stato civile.

Cognome: le parti, possono stabilire di assumere un cognome comune scegliendolo tra i loro.

Obblighi reciproci: assistenza morale e materiale e alla coabitazione. Non c’e’ vincolo di fedelta’.

Vita familiare: le parti concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune.

Regime patrimoniale: il regime ordinario e’ la comunione dei beni, a meno che le parti decidano una diversa convenzione.

Pensione, eredità e Tftr: pensione di reversibilita’ e Tfr spettano al partner dell’unione. Per la successione: al partner superstite va la ‘legittima’, cioe’ il 50%, il restante agli eventuali figli.

Scioglimento: si applicano le norme della legge sul divorzio, ma non è obbligatorio il periodo di separazione.

Adozioni: esclusa l’adozione legittimante. Nel testo c’è la dicitura resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozioni dalle norme vigenti. Alcuni tribunali hanno concesso la stepchild adoption.

Convivenze di fatto: sono quelle tra due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinita’ o adozione, da matrimonio o da un’unione civile. I conviventi hanno gli stessi diritti dei coniugi nell’assistenza del partner in carcere e in ospedale e possono essere designati a decidere al posto dell’altro in caso di malattia e donazione organi.

Casa: in caso di morte di uno dei partner, l’altro ha diritto di subentrare nel contratto di locazione. Se il deceduto e’ proprietario della casa, il convivente ha diritto di continuare a viverci tra i due e i cinque anni. La convivenza e’ titolo per le graduatorie per le case popolari.

Regime patrimoniale: i conviventi possono sottoscrivere un contratto che regoli i rapporti patrimoniali, che puo’ prevedere la comunione dei beni.

Alimenti: in caso di cessazione della convivenza, il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall’altro gli alimenti qualora versi in stato di bisogno.

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