Ungheria al voto per il referendum anti-migranti

Si tiene oggi  in Ungheria il referendum sulle quote d’immigrazione imposte dall’Unione Europea a Budapest. Il premier Viktor Orban, leader del partito conservatore Fidesz, si è schierato a favore del no, alla ricerca di sostegno popolare per respingere i piani di ricollocamento in arrivo da Bruxelles. Il fronte del ‘No’ sarebbe in grande vantaggio, con oltre l’80% di consensi: ci sono però dubbi sull’affluenza, che potrebbe non raggiungere il 50%+1 dei voti necessari per rendere valida la consultazione.   Gli oltre otto milioni di elettori ungheresi troveranno sulla scheda il quesito: ‘Volete che l’Unione Europea possa prescrivere l’insediamento obbligatorio di cittadini non ungheresi, anche senza il consenso del Parlamento ungherese?’. Una domanda volutamente provocatoria, nata in seno all’asse tra Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia: i quattro Paesi stanno infatti facendo fronte comune per contrastare le politiche sui migranti di Bruxelles. Già nei mesi scorsi Orban si era espresso duramente contro l’arrivo di immigrati: nel 2015 solo 508 persone si sono viste riconoscere il diritto d’asilo: ‘E’ necessario rafforzare le difese comuni europee sui confini esterni, anzi bisognerebbe costruire una gigantesca città di profughi in Libia, o lì vicino’. Intanto Budapest ha già provveduto a costruire un muro elettrificato lungo il suo confine sud, suscitando lo sdegno della comunità internazionale. Da alcuni mesi però vige una sorta di accordo sotterraneo: ogni giorno a 15 persone circa è consentito passare dalla Serbia all’Ungheria.

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