Unat Unione Albergatori a confronto con l’assessore provinciale Gottardi

 Il Consiglio Generale di UNAT Unione Albergatori ha incontrato Mattia Gottardi, Assessore provinciale all’Urbanistica, tema quest’ultimo su cui sempre viene posta attenzione perché disegna anche l’offerta turistica trentina.

La competitività e lo sviluppo del settore turistico in Trentino sono stati al centro del proficuo incontro tra l’associazione e l’assessore Gottardi. Nel corso della riunione UNAT l’Unione Albergatori ha posto l’accento su alcuni temi cruciali per il futuro del turismo in provincia.
La necessità che il piano urbanistico e i PRG comunali rendano agevole presentare progetti di riqualificazione, partendo da alcuni dati oggettivi: dal 2000 ad oggi contiamo 183 alberghi e circa 3000 letti in meno a fronte di 25 mila letti in più fra extralberghiero e seconde case cui aggiungere gli alloggi per turisti che ancora sfuggono in parte alla statistica. Ad uscire dal mercato sono le strutture più vetuste a 1 e 2 stelle. Resiste invece chi si è riqualificato aumentando capacità ricettiva e qualità dell’offerta. Ne consegue che, contrariamente a quanto deciso in Alto Adige, da noi non serve una moratoria dei letti alberghieri ma piuttosto urge contenere quelli dell’extralberghiero. In merito alla riqualificazione alberghiera UNAT ritiene sia necessario prevedere la messa a disposizione di nuove aree a destinazione alberghiera: la mera ristrutturazione di strutture esistenti non permetterebbe, infatti, di raggiungere il livello qualitativo atteso per una struttura a 5 stelle costruita ex-novo.
Il problema del reperimento di alloggi per dipendenti data la penuria di disponibilità, soprattutto nelle località turistiche. La soluzione individuata si è focalizzata sull’utilizzo come foresterie degli alberghi dismessi. Questi ultimi, secondo un censimento del 2022, hanno una superficie coperta stimata pari a circa 6 ettari e impegnano una superficie fondiaria pari a circa 19 ettari. La stima della superficie utile lorda (SUL) è pari a 228.000 mq e il volume è pari a circa 685.000 mc (qualcosa come 2200 appartamenti di 100 mq l’uno completamente inutilizzati). Ci risulta pertanto difficile capire come le amministrazioni comunali, alle prese con la salvaguardia del territorio, non abbiano mai preso in esame la possibilità di cambiare destinazione d’uso a questi immobili.
Il fenomeno degli alloggi per turisti che rischia di avviare una nuova stagione di spreco del territorio: la domanda propria del mercato turistico ha favorito la corsa alla riconversione, senza nessun tipo di procedura urbanistica, di edifici esistenti e di altri in costruzione. Ciò comporta che i nostri residenti si vedano sottrarre disponibilità alloggiativa e siano costretti a spostarsi in centri meno turistici e ad affrontare un costo maggiore per l’acquisto dell’appartamento. Inoltre i centri storici stanno cambiando volto: presenze brevi e limitate nei mesi, allontanamento dei residenti, cambio della socialità e della rete commerciale, spostata più sul turista che sul residente.
Durante la riunione l’Assessore Gottardi ha risposto alle varie questioni sollevate confrontandosi poi coi consiglieri UNAT che hanno posto ulteriori stimoli. In particolare ha ripercorso alcune tappe fondamentali della legislazione urbanistica provinciale (dalla legge Gilmozzi a quella Daldoss) ricordando anche il ruolo di alcuni strumenti quali la variante semplificata al PRG che, previa negoziazione con il Comune, consente di aggiornare la destinazione finale dell’immobile.
Ha ricordato che la norma sugli alberghi dismessi è anche l’esito di una negoziazione fatta con i Comuni che premevano per mantenere il vincolo di 12 mesi. Ciò al fine di disincentivare la dismissione di strutture ricettive in difficoltà ma con la speranza che esse potessero rimanere operative. Ha considerato che “Non c’è stata la corsa alla riconversione perché gli immobili dismessi oggi sono per il 90% in località a bassa densità turistica, cioè sono stati chiusi perché sono andati fuori mercato.” Comunque ha precisato che la norma può essere migliorata “e quindi si possono pensare degli strumenti alternativi”.
Dopo essersi soffermato brevemente sul tema urbanistico del recupero dei centri storici, ha infine ricordato, con riferimento agli alloggi turistici, che la recente trasformazione dei portali di intermediazione turistica (quali Airbnb e Booking) in sostituti d’imposta ha fatto emergere tutta una serie di immobili che venivano affittati fuori controllo.  Analogo risultato dovrebbe portare la prossima introduzione del codice CIN nazionale.

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