Una manovra economica figlia di due padroni

Assistiamo attoniti alla manovra economica del governo giallo-verde, non si capisce ancora quale sia quella giusta. Una è quella varata dal governo e in corso di approvazione in Parlamento e un’altra invece è quella dei comizi di Di Maio e Salvini, nelle piazze. L’unica cosa chiara che la manovra di bilancio 2018-19, è figlia di Salvini e Di Maio. Gli istituti che fanno sondaggi continuano a dire che il consenso elettorale delle forze di governo è alto, ma non dicono che in termini di portafogli la fiducia degli italiani è quasi pari allo zero, basta vedere che l’asta del mese scorso dei Btp è andata quasi deserta. Contemporaneamente i depositi bancari aumentano e lo spread che non scende sono tutti indici di incertezza nella quale vivono le famiglie italiane e le imprese. Un Paese diviso tra Nord e Sud. Uno efficiente che si ribella all’assistenzialismo fine a se stesso, che vuole crescita, riduzione delle imposte, infrastrutture ed incentivi per l’apparato produttivo e un Sud, ancora una volta illuso da una nuova promessa-invenzione. il reddito di cittadinanza. Figlio prediletto di Di Maio ma che è rimasto ancora un embrione e non si conoscono i tempi di gestazione per venire alla luce e di cosa si nutrirà. Direbbe il grande Gigi Proietti “una mandragata”, ovviamente ai danni e con le tasche degli italiani. Intanto alla Camera si è votata la fiducia su una manovra sapendo che al Senato dovrà ripartire da zero e a nulla valgono le rassicurazione del Premier che con i suoi sorrisi di circostanza cerca di infondere tranquillità e sicurezza. Il Prof Conte è un re ‘travicello’ trascinato tra due correnti contrastanti e sballottato a destra e a manca. Per non parlare del povero Ministro dell’economia , Prof Giovanni Tria, che in alcuni messaggi telefonici scambiati con il Prof Brunetta, manifestava tutta la sua ansia di concludere al più presto la legge di bilancio e poi rassegnare le dimissioni. Una manovra che tra modifiche notturne e fughe in avanti è sempre più chiaro che è figlia dei due ‘padroni’.I due Vice Premier ne fanno quotidianamente oggetto delle loro discussioni e dei loro velati scontri, ma si guardano bene dal metterla a punto confrontandosi con il mal capitato Tria, competente per materia e incarico.Si fa finta di discutere a voce alta di misure più leggere, anche se molto pericolose. l’ecotassa sulle auto vecchie ne un esempio lampante. Salvini si oppone e rassicura che non ci sarà un euro di nuove tasse. Sembra che non si rendano conto della situazione poco felice del nostro Paese. Non c’è ricchezza da distribuire se non la si crea prima.Intanto la nostra economia nel terzo trimestre ha segnato un passo indietro. Un altro così e siamo in piena recessione. Non abbiamo bisogno solo di investimenti pubblici, ma anche di quelli privati e soprattutto dall’estero. Ma quale grande investitore straniero scommetterebbe su un Paese governato da sognatori? La legge di bilancio serve a far capire in quale direzione si vuole andare.C’è bisogno di segnali chiari ed inequivocabili per spingere le famiglie e le imprese a scommettere sul Paese.Gli stessi segnali utili ad attirare i grandi investitori stranieri,Intanto lo spread continua a mantenersi elevato e l’Europa guarda con ansia al settimo Paese più ricco del mondo. Ma, purtroppo, credo dovremo accontentarci di una manovra figlia di due padroni e buona per la prossima campagna elettorale. Questo non è un segnale chiaro, ma molto inquietante.

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