Un viaggio OLTRE la condizione umana

Dal 12 al 16 novembre, sul palco del Teatro Vascello, Fabiana Iacozzilli torna al Romaeuropa Festival con OLTRE. Come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande.

Lo spettacolo si ispira al disastro aereo che nel 1972 coinvolse il volo 571 della Fuerza Aérea Uruguaya, precipitato sulle Ande con 45 persone a bordo, fra passeggeri e membri dell’equipaggio, inclusi 19 giocatori della squadra di rugby dell’Old Christians Club, le loro famiglie e gli amici. Solo in 16 riuscirono a tornare a Montevideo, ricorrendo al cannibalismo per sopravvivere.

“Con la drammaturgia di Linda Dalisi, lo spettacolo si ispira al disastro aereo per raccontare una storia di sopravvivenza e metamorfosi. Sette performers in scena, insieme ai puppets realizzati da Paola Villani trasportano la vicenda storica dei sedici ragazzi che lottarono contro il gelo, la fame e la morte su un piano metaforico, poetico ed universale…”

Assistere allo spettacolo è un pugno nello stomaco. Non c’è scampo per chi guarda, non c’è pietà, non c’è (più) l’amore di Dio. Affidarsi al teatro, sembra tuttavia l’unica soluzione possibile per narrare il viaggio all’inferno percorso dai protagonisti, dare voce agli animi torturati, restituire dignità ai corpi sfigurati e divorati, dalle lamiere, dal gelo e infine dai vivi.

Dirà Parrado, uno dei sopravvissuti, biasimato per l’atto estremo del cannibalismo: “Non ci si può sentire in colpa per aver fatto qualcosa che non si è scelto di fare”.

Assistiamo al ribaltamento della tragedia: non c’è l’ira vendicativa di Atreo che serve a Tieste le carni dei suoi figli, non c’è lo sparagmòs dionisiaco, mancano l’estasi e l’ebbrezza. OLTRE sovverte l’ordine della percezione del tragico. Né vincitori, né vinti, solo la nuda condizione umana di fronte all’inconcepibile.

Nello smarrimento della nostra cognizione, le voci dei sopravvissuti ci ricordano che essere vivi ha un prezzo, un odore acre, quello del sangue; un sapore osceno, quello della carne faticosamente strappata a chi una volta era vivo accanto a noi; ha il colore nero delle urine, delle necrosi e della notte; che persino il bianco può essere crudele: come si vede dall’alto un aereo bianco nella neve?

E poi ci sono loro, i puppets, condotti con commovente e drammatica maestria dagli attori in scena. Alter ego giacomettiano di chi non ce l’ha fatta e di chi ha lottato per farcela, ansimano nell’aria rarefatta, gemono, tremano, si involano libere dal male terreno verso l’ultima meta, dopo la mischia più dolorosa. Si issano faticosamente tra i corpi e i respiri palpitanti di una platea annientata e commossa, inanimi, sfigurati, eppure meravigliosamente umani.

Con OLTRE, non assistiamo alla messa in scena dell’irreparabile: Fabiana Iacozzilli ci regala il racconto di una resurrezione laica. 16+29: tutti sono tornati a casa, anche chi è rimasto sulle Ande. Perché è nell’amore e nella memoria dei vivi che si trova salvezza dalla morte.

Giorgia Nicodemi

Circa Barbara Lalle

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