Un Parlamento immobilizzato da una finta crisi di governo

Mentre Palazzo Chigi fa finta di litigare, il Parlamento è fermo da più di un mese immobilizzato da una finta crisi di governo. A Montecitorio i Deputati vanno per incontrarsi e capire quale sarà il loro destino:elezioni sì, elezioni no.Le sedute alla Camera praticamente deserte. La politica è diventata un intruso. Almeno al Senato hanno fatto finta di lavorare e anche azzuffarsi, mandando a processo Matteo Salvini. Ormai le camere si sono arrese ai continui vertici di Palazzo Chigi, dove l’agenda 2023, più che altro un’agenda delle speranze, è stata sostituita dal “lodo” Conte sulla prescrizione che è diventato oggetto di “aspre” contese tra Renzi e il Premier. “Quest’ultimo aveva pensato, fino a qualche giorno fa, di non varare in Consiglio dei Ministri la contestata norma sulla prescrizione e la riforma del processo penale, tenuto conto dell’assenza dei Ministri di Italia Viva e quindi voleva evitare il pericolo di una forzatura. Ma Franceschini gli ha tolto le castagne dal fuoco, inserendo il testo, con la convinzione di frenare , così, l’avanzata di Renzi. E in parte è riuscito nel suo intento. La tempesta, almeno per il fine settimana, sembra aver lasciato il campo ad un flebile vento di bonaccia. Intanto gli inquilini di Montecitorio assistono da spettatori alle schermaglie dei loro leader, beninteso, su facebook. Non più protagonisti di quella che è la nostra democrazia parlamentare. Quindi, Camere prigioniere di una latente e finta crisi di governo, che non è altro che lo scontro per accaparrarsi più poltrone possibili nell’ambito del rinnovo di centinaia di cariche direttive negli enti più disparati, dai più importanti a quelli, ormai, inutili da anni, ma tenuti in vita per assicurare sedie a questo o a quel potentato politico trombato dagli elettori. Intanto il Paese langue, nonostante il povero Ministro dell’economia, Gualtieri, sbandieri risultati incoraggianti. I malpensanti di turno, sostengono che l’ottimismo del Ministro gli venga dalla sua condizione di candidato al seggio senatoriale, lasciato vagante da Gentiloni eletto Commissario Europeo all’economia. In passato qualcuno sostenne che a pensar male non si fa peccato. Quindi in attesa che l’ennesimo proclama del Premier sia foriero di un provvedimento prossimo alla scadenza, il Parlamento è in ferie forzate. I Parlamentari per passare il tempo si interrogano su probabili ribaltoni o possibili elezioni anticipate e a secondo degli schieramenti pensano alle mosse da mettere in campo.Però il passatempo preferito resta il risiko delle nomine. E’ appassionante assistere al duello di Renzi contro Conte o contro Franceschini che sembra essere lui il deus ex machina deputato ad assegnare le varie caselle alle forze contendenti in campo. Ma intanto il Parlamento è fermo.

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