Umberto Bossi a Salvini: «Oggi il Nord viene barattato

“Oggi il Nord viene barattato per i voti al Sud”. Per Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord, la questione settentrionale, di nuovo al centro del dibattito leghista, con i venti frondisti che si levano da Lombardia e Veneto, resta il faro: “Io dico – spiega in una intervista alla Nuova Padania  nei suoi passaggi salienti – che occorreva non avere paura di continuare a tenere alta la bandiera della questione settentrionale, anche se poi ti attaccano”.

Aldilà di tutto l’attenzione politica,  e non resta,  alta.

Il governo Pd e M5s è nato dopo il “colpo di testa” di Matteo Salvini, che ha voluto concludere l’esperienza giallo-verde in largo anticipo ad agosto 2019.  Sallusti  non si sente di addossare al senatore milanese tutte le colpe: “Per un attimo il leader della Lega pensò di poter svoltare, andando a votare forte del trenta e passa per cento che i sondaggi gli accreditavano. Ma l’attimo durò per l’appunto un attimo, fu da subito chiaro anche a lui che nessuno, ma proprio nessuno, aveva intenzione di consegnargli le chiavi del Paese mettendo fine anticipatamente alla legislatura”, si legge nel pezzo del giornalista. Difatti gli Italiani ad agosto dell’anno scorso non sono andati a trovare, anzi hanno dovuto “accettare” un nuovo governo di intese, che vedeva come premier ancora una volta il “professore prestato alla politica” Giuseppe Conte.

“I più, anche nel suo mondo ritengono che fu un clamoroso sbaglio, figlio di inesperienza, di un eccesso di esuberanza e di sicurezza e, perché no, di arroganza. Ma i più dimenticano che la Lega non aveva i numeri parlamentari, né gli appoggi internazionali, per provare a incidere davvero sull’azione di governo”, ha proseguito nell’editoriale, rilanciato stamani anche da “Libero Quotidiano”, Alessandro Sallusti, difendendo a spada tratta il segretario del Carroccio. Per il direttore de ‘Il Giornale’ il leader della Lega non avrebbe potuto comunque ottenere qualcosa: “Salvini insomma, di lì a poco sarebbe diventato l’utile idiota di Conte e di Di Maio, che avrebbero comunque addebitato a lui l’inevitabile paralisi del governo e del Paese”.

Salvini andrà a processo il tre ottobre 2020 presso il tribunale di Catania. E’ l’ultima notizia del suo mandato di Ministro dell’Interno a distanza di un anno, quando fece ‘cadere’ il Governo dal Papeete. Un processo politico che fa gioire i detrattori del leader della Lega, ma che oggettivamente trova dei vuoti giuridici di rilevanza politica. Sintesi della storia: Salvini non fa sbarcare gli immigrati della Open Arms ed il Governo, su istanza del tribunale di Catania che lo accusa di sequestro di persona, minorenni compresi, al Senato vota l’autorizzazione a procedere con soli 8 voti di differenza tra favorevoli e contrari.

Dal 29 luglio, data del voto, al 3 agosto, il leader della Lega ha movimentato l’opinione social generando un volume impressionante di interazioni. Ed è questo che emerge seguendo non solo la parola Salvini, ma analizzando i due hashtag antagonisti su Twitter, #iostoconsalvini ed #iononstoconsalvini, che la mole di tweet è stata notevole con 51.743 post degli utenti che hanno generato679,168 likes, 182,825 retweets, 86,769 risposte e 17,679 citazioni.

Secondo l’indagine condotta dal data journalist Livio Varriale, è una enormità visti i trend soliti di Twitter, se consideriamo che queste cifre le raggiungono facilmente argomenti internazionali ed in fondo l’attenzione su questo tema è stata mondiale se consideriamo l’endorsement dell’ex sindaco di New York, Giuliani, che ha addirittura parlato di violazione dei diritti umani nel caso di un processo ai danni di un politico per questi temi.

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